Madrid e le sue tabernas

Avevo da poco festeggiato la notte di San Silvestro in una casa tra le colline abruzzesi di Gessopalena (Ch) affittata con gli amici più cari, quando la sera del 1 gennaio 2003 partii per Roma, visto che la mattina del 2 sarei volato alla volta di Madrid. Raggiunsi con l’autobus la capitale e passai la notte a casa della mia cara amica Ivana,...
Scritto da: nicola-71
madrid e le sue tabernas
Partenza il: 01/01/2003
Ritorno il: 06/01/2003
Viaggiatori: da solo
Spesa: 1000 €

Avevo da poco festeggiato la notte di San Silvestro in una casa tra le colline abruzzesi di Gessopalena (Ch) affittata con gli amici più cari, quando la sera del 1 gennaio 2003 partii per Roma, visto che la mattina del 2 sarei volato alla volta di Madrid. Raggiunsi con l’autobus la capitale e passai la notte a casa della mia cara amica Ivana, visto che alle 6,45 avrei avuto l’aereo per l’aeroporto Barajas. Andai a Madrid con un pacchetto della Futurviaggi che comprendeva albergo abbastanza centrale per quattro notti e volo Thai Airlines ( € 320,00 ) che faceva scalo da Bangkok proprio a Roma per poi riprendere il volo fino a Madrid appunto.

Giovedi 2 Gennaio 2003 Il volo sembrò abbastanza tranquillo e mi faceva sorridere che molti italiani saliti insieme a me erano infastiditi dal colore della tappezzeria, sedili e perfino dagli abiti delle hostess in perfetto viola. Giunti all’aeroporto, chiesi all’ufficio informazioni che mi confermarono ciò che già sapevo, ossia prendere l’autobus dal Terminal 1 ( gli autobus partono ogni 12 minuti e la corsa costava 2,50 € e impiega 20 minuti ) fino ad arrivare a Placa de Colòn, passando da calle Serrano. Da qui presi la metropolitana e quattro fermate dopo con la linea blu direzione Colonia Jardìn ed ero quindi di fronte al hotel Florida Norte.

Avevo deciso prima di partire che Madrid andava divisa in tre parti e ad ogni parte avrei dedicato una giornata e al quarto giorno avrei fatto quel che si poteva chiamare un ripasso. Quindi uscito dall’albergo mi dedicai alla vecchia Madrid con la consapevolezza che l’ultimo giorno non avrei fatto altro che il bis del primo giorno. La temperatura stazionava sui 8° e si capiva da questo particolare che Madrid è la capitale più alta d’Europa con i suoi 650 metri sul livello del mare. Mi incamminai lungo Paseo de la Virgen del Puerto, costeggiando i giardini del Palazzo Reale, e poi calle Segovia fino ad entrare a Calle Mayor per giungere a Plaza de la Villa.

In questa zona si vede che pullula la vita madrilena per la vicinanza del mercato de San Miguel, per la casa de Cisneros (1537) e il Municipio, ma come ho saputo poi dal portiere dell’albergo, che essa è una zona molto ricca di significato, perché sorge in questo spazio la torre de Lujanes, risalente al 1600 che ha un raro portale mudéjar, mentre l’Ayuntamento (municipio) è unito alla casa de Cisneros da un ponte e il municipio stesso presenta innumerevoli correzioni, date per esempio da guglie, abbaini e adornamenti e prima che fosse ultimata la costruzione fu dotata di portali ed un balcone per fare assistere dallo stesso alla processione del Venerdì Santo ai reali di Spagna.

Al di là di questo, il quartiere si presentava suggestivo con la basilica pontificia de San Miguel che era stata eretta su una vecchia chiesa romanica dedicata due bambini martiri giustiziati dagli antichi romani e poi è stata resa famosa dal fatto che la chiesa è amministrata dall’Opus Dei. A conferma di questo è visibile la cappella laterale dedicata al fondatore spagnolo dell’Opus stesso, José Maria Escrivà de Balaguer. Uscito dalla chiesa senza aver potuto scattare foto, perché severamente vietato, continuai fino a girare a sinistra per l’arco de Cuchilleros, la strada è zeppa di mesones per mangiare a un prezzo onesto e superatole a malincuore, entrai a Placa Mayor dall’entrata ovest.

Questa piazza è molto bella, forse per me troppo teatrale, infatti molti dicono sia proprio lo stile castigliano a spingersi all’estremo. Sulla mia guida era riportato che la piazza fu testimone di innumerevoli esecuzioni dell’Inquisizione dettati da Torquemeda e addirittura corride e parate militari. C’è un detto in Spagna che sentii dire addirittura dalla fidanzata asturiana di un mio amico, inerente a Rodrigo Calderon, che nel 1621 entrato a Placa Mayor per essere impiccato, si comportò con una tale dignità che rimase fin’oggi il detto appunto” fiero come Rodrigo sulla forca”.

Questa piazza, un po’ come i Campi Elisi a Parigi, fu costruita dopo la demolizione di case abusive di proletari e fu ultimata in un paio d’anni. Oggi è piena di café e quasi tutti i turisti si fanno immortalare sotto i portici de la Panaderìa, mentre io forse avrei scelto sicuramente la statua di Filippo III al centro della piazza.

Uscii dalla porta sud di Calle de Toledo, sullo sfondo è suggestivo vedere la Collegiata de San Isidro, che è stata per anni la cattedrale provvisoria di Madrid, finché non fu scalzata dalla cattedrale de Almudena. La Colegiata de San Isidro ha in sé una storia particolare legata al santo patrono di Madrid, visto che un paio d’anni dopo la sua costruzione, ospitò le ceneri del patriarca, custodite in una altra chiesa: quella di Sant’Andres. Uscito dalla chiesa mi imbattei in un gruppo di turisti italiani e mi mischiai a questi percorrendo Salvador Duque de Rivas e in fondo alla strada ascoltai tutto quello che disse la guida riguardo al Palacio de Santa Cruz, che era stato costruito come prigione nel XVII secolo, e molti in attesa di giudizio vennero trasportati qui, prima di essere giustiziati pubblicamente dalla Santa Inquisizione di Plaza Mayor. I più illustri che trascorsero l’ultima notte tra quelle mura furono Gorge Barrow, Lope de Vega e Candelas, che secondo me, la guida erroneamente paragonò al bandito nostrano Salvatore Giuliano. Li seguii ancora rientrando a Plaza Mayor da Plaza Provincia, ma quando loro scelgono un Cafe, io saluto ed esco di nuovo dalla piazza e attraversando Calle de Postas arrivo a Puerta del Sol.

A qualsiasi ora essa è il cuore pulsante di Madrid! Essa è una piazza a forma di emiciclo e si caratterizza perché sul lato meridionale si affaccia la Casa de Correos in mattoncini rossi che è stato durante il regime franchista teatro delle atroci crudeltà ai danni dei sovversivi, infatti si dice che Grimau, capo dei rivoluzionari, fu defenestrato dai poliziotti di regime e questo nonostante si salvò, fu giustiziato poco dopo. Poco vicino c’è il km zero, dove si fanno partire tutte le strade della Spagna e si dice porti buono calpestarlo (come feci del resto) e all’angolo de la Calle de Carmen si trova quello che per i madrileni potrebbe rappresentare la lupa coi gemelli a Roma: l’orso che annusa l’albero di modroño.



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