Lasciate ogni pregiudizio, o voi ch’entrate: Iran

Viaggio dal sud al nord dell'Iran
 
Partenza il: 25/05/2015
Ritorno il: 09/06/2015
Viaggiatori: 16
Spesa: 2000 €

Quante volte prima di partire per questo viaggio mi sono sentita dire che ero pazza, che me la andavo a cercare, che c’era la guerra (ignoranti!), che dopo l’11 settembre nei paesi mussulmani non bisogna andare… certo anch’io avevo mille pregiudizi e timori, perché non sapevo che l’immagine che avevo dell’Iran era molto diversa dalla realtà.

25.5

Parto alle ore 15 da Malpensa con Turkish Air e atterro a Istanbul alle ore 18.50. Qui mi riunisco con gli altri compagni di avventura che provengono dagli aeroporti di Bologna e Roma. Ripartiamo verso le 21.10 alla volta di Shiraz, dove arriviamo in piena notte, alle 2.30. Appena prima di atterrare tutte le donne si mettono il velo e noi seguiamo il loro esempio: alcune si struccano e si mettono qualcosa per coprire le profonde scollature che mostravano fino a pochi minuti prima.

Le tante domande che mi ero posta prima di partire, mi tornano in mente. Se non metto il velo come si deve, in che cosa incorro? Per questo prima di partire avevo visto su internet diversi tutorials con la spiegazione di come meglio vestire l’hijab: quello che posso consigliare è di usare un foulard di cotone chiaro, perché la seta o il raso sono scivolosi; le iraniane usano per lo più colori scuri che attirano il calore, ma le nuove generazioni nelle grandi città stanno introducendo capi molto colorati e portati quasi a metà testa. Tenete comunque presente che ripara dal sole e dalla polvere e deve coprire soprattutto il collo. Francamente ho trovato più fastidioso dover portare pantaloni lunghi e maglie sotto al sedere a manica lunga, rigorosamente non aderenti; anche gli uomini erano vincolati come noi al pantalone lungo, ma potevano abbinarlo alle maniche corte; i bambini invece si possono vestire come da noi. Gli iraniani preferiscono le scarpe chiuse, ma noi tutti vestivamo sandali senza problemi.

Se ve lo state chiedendo, la foto del passaporto per le donne può essere a capo scoperto, l’unico vincolo è che il documento abbia un residuo di validità di almeno 6 mesi al momento in cui si lascia l’Iran e non contenga visti per Israele.

La Turkish Air richiede il visto e l’invito da parte di qualcuno in Iran prima di caricare le persone sul velivolo; di questo si è occupata per noi l’agenzia Iran Sebt Tour di Teheran (sig.ra Luciana), che ci ha anche prenotato i vari hotel, gli spostamenti e le gite a Bam e nel deserto dei Kalut. Viaggiamo con una lista in farsi dei nostri dati e del nostro percorso depositati presso il Ministero e, curiosamente, anche se siamo nel 2015, i documenti mostrano il 1394, il corrispettivo nel calendario persiano. In Iran vige anche un terzo calendario, quello mussulmano.

Il visto, che fisicamente ci verrà apposto all’aeroporto di Shiraz, avremmo potuto chiederlo anche all’ambasciata di Milano (50 euro), dove si lasciano le impronte digitali, gli indirizzi di dove si pernotta e gli estremi dell’assicurazione viaggio.

Appena espletate le pratiche e ritirati i bagagli, usciamo dall’aeroporto e conosciamo subito il nostro autista, che avrà sempre un sorriso per noi e mille gentilezze. All’inizio lo abbiamo un po’ preso in giro, perché a ogni sedile del bus aveva attaccato un sacchettino come pattumiera e i gradini erano sempre ricoperti da carta di giornale: maniaco della pulizia? No, semplicemente molto attento alle persone che trasporta.

Siamo stanchi e andiamo subito all’Hotel Eram, in ottima posizione sul Krim Khan-e Zand Blvd, una delle strade principali, in vecchio stile, ma tranquillo e pulito (25 euro circa, i prezzi che indicherò sono da intendersi a testa, sia per le cene sia per le stanze in genere con colazione e bagno in camera).

26.5

Nonostante l’arrivo di notte, ci svegliamo abbastanza presto per sfruttare l’intera giornata.

Shiraz, è famosa perché culla della cultura persiana, perché ex capitale dell’Iran, perché ha dato i natali ai poeti Hafez e Sa’di, ma forse in Italia la conosciamo maggiormente per i vitigni dell’uva syrah, con i quali oggi si produce ottimo vino in Francia e in Italia, ma che qui sono ora banditi per motivi religiosi.

La nostra giornata inizia con l’acquisto di una tessera telefonica (480.000 RLS), per evitare costose telefonate in roaming e con il cambio degli euro e dollari in valuta locale in un ufficio a pochi minuti dall’hotel (36500 rial = 1 euro, attenzione però che i prezzi spesso sono espressi in toman: 10 RLS = 1 toman); va tenuto presente che le nostre carte di credito qui non funzionano, in quanto americane, tranne che in alcuni negozi di tappeti nelle città più grandi. Dato che i numeri non sono in cifre arabe, fotografo il tastierino di una banca per avere sempre con me la tabella di transcodifica.

Proseguendo sulla stessa strada costeggiamo il ministero delle comunicazioni, sulla cui facciata si trovano le foto di Khomeini e Khamenei, che vedremo riprodotte migliaia di volte soprattutto nelle moschee. Arriviamo quindi alla Fortezza Arg-e Karim Khan, costruita in mattoni decorativi sotto la dinastia Zand (1750-1795); a ogni angolo una torre alta 14 m, di cui una risulta un po’ pendente per il cedimento del terreno.

Da qui ci è facile raggiungere il centro della città che è Shohada sq., dove si trova sia l’entrata al bazar che l’Hammam-e Vakil (100.000 RLS), con belle decorazioni in stucco e soffitti a volta. Dato che lo scopo dei bagni pubblici, introdotti dai romani, era sia igienico che sociale, all’interno si trovano delle riproduzioni con manichini di scene di vita quotidiana: era normale per esempio recarsi qui per farsi visitare dal dentista!

In genere l’hammam è posto tra il bazar e la moschea, infatti, la nostra prossima tappa è proprio la Masjed-e Vakil (50.000 RLS), una moschea costruita nel 1773, ricordata per i 48 pilastri ritorti che la sorreggono, per il grande mihrab (abside che indica la direzione di La Mecca) e per il minbar (il pulpito) con 14 scalini di vero marmo. La moschea presenta anche due ampi iwan, che sono una sorta di portico chiuso su tre lati, ma aperto con un arco sul cortile centrale e sono tipici dell’architettura islamica. Iniziamo a familiarizzare con i soffitti ad alveare e con le maioliche che ricoprono e decorano soffitti e pareti.

Guarda la gallery
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Bevanda alle rose

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Isfahan, vista dal palazzo di Ali Qapu

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Abyaneh

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Qom, infedeli

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Qom, Hazrat-e Masumeh

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Io versione iraniana

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Teheran, palazzo Golestan, Shams-Al Emarat

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Shiraz, porta toilettes

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Persepoli

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Shiraz, Aramgah-e Shah-e Cheragh

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Deserto Kalut, castelli di sabbia

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Zein O Din, caravanserraglio

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Meymand

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Arg-e Bam

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Yazd, Turkhaneh



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