La natura ed il sociale sudafricani

Finalmente la famiglia (Enrico, Maria Rosaria, Andrea, Riccardo) parte; parte per un luogo lontano, forse troppo … Si parte un paio di giorni prima della chiusura dell’anno scolastico: fortunatamente quest’anno abbiamo seminato bene, niente “debiti”, per cui si può partire rilassati … (si fa per dire !!). Destinazione: Sudafrica...
 
Partenza il: 08/06/2007
Ritorno il: 19/06/2007
Viaggiatori: in gruppo

Finalmente la famiglia (Enrico, Maria Rosaria, Andrea, Riccardo) parte; parte per un luogo lontano, forse troppo … Si parte un paio di giorni prima della chiusura dell’anno scolastico: fortunatamente quest’anno abbiamo seminato bene, niente “debiti”, per cui si può partire rilassati … (si fa per dire !!).

Destinazione: Sudafrica (repubblica – capitali: Pretoria (amministrativa e politica) – Città del Capo (legislativa) – abitanti: 45 milioni). Lontano circa 10.000 km dall’Italia. Lo visiteremo in 12 giorni.

A parte la distanza, la famiglia è entusiasta. Gli altri compagni di viaggio, M. Grazia e Roberto, pensano già alla destinazione del prossimo viaggio (2008: forse anticipano troppo i tempi …). Inconveniente: in Italia non è previsto un volo diretto per il Sudafrica; occorre recarsi in Germania, a Francoforte: non c’è problema, ci adeguiamo.

Venerdì 8 giugno 2007 Lasciamo l’auto al Parkingo di Fiumicino; la navetta ci porta all’aeroporto. Ci accorgiamo subito di un problema che ci perseguiterà per tutti i trasferimenti del viaggio sudafricano: i bagagli numerosi e pesanti !!! La prossima volta “taglieremo” sull’abbigliamento, a vantaggio dei souvenir.

Abbiamo appuntamento con il “gruppo vacanze” alla statua dell’uomo di Vitruvio, alle partenze internazionali dell’aeroporto di Leonardo da Vinci: siamo 24 partecipanti: il 95% ha un’età maggiore di 40-45 anni; Riccardo è il più piccolo; un solo altro ragazzo, Tiziano, ha l’età di Andrea.

Il volo Roma-Francoforte (ora partenza: 13.30) con la Lufthansa rimarrà nelle statistiche perchè è il primo volo di Riccardo e della famiglia al completo. Arriviamo a Francoforte alle 15.20 e ripartiamo alle 17.40, dopo aver regalato 5 Euro per 2 lattine di Coca-Cola (la cara Germania !).

Il volo Francoforte – Cape Town è invece gestito dalla compagnia South African Airways; ci sono molti posti non occupati; gli “iniziati”, furbi, occupano, subito dopo la partenza, due/tre poltrone vuote vicine per potersi poi allungare a riposare nella notte; ci accorgiamo infatti che i posti in classe economica della South African Airways non sono comodi per affrontare viaggi così lunghi. Sicuramente utile lo schermo personale disponibile sullo schienale di ogni passeggero; tramite un telecomando, ognuno può scegliere il programma desiderato; inattesa e “molto gustosa” la ripresa diretta della parte iniziale del volo proiettata sul visore da una telecamera posta sulla coda dell’aereo.

La notte è pungente: ci copriamo con le coperte che ci mettono a disposizione (con calzini, spazzolino e dentifricio). Andrea e Riccardo riescono ad allungarsi. Frequentemente occorre “abbozzare” esercizi ginnici, raccomandati anche da un programma dello schermo, e per riattivare la circolazione nelle gambe.

Sabato 9 giugno 2007 Oggi 9 giugno è il compleanno di Riccardo. Riceve i primi auguri alle 4.00 (chissà quando li riceverà di nuovo a quest’ora): è l’ora della colazione. Arriviamo, un pochino sconvolti, a Cape Town (la Perla d’Africa) alle 5.00 di mattina: c’è solo il nostro volo in arrivo. Ci rechiamo in dogana; vorremmo cambiare 200 Euro; per il personale del cambio sono “troppi”: non conoscono le nostre abitudini consumistiche; comunque riusciamo a cambiare 100 Euro in Rand (la moneta sudafricana – 1 Euro sono circa 10 Rands).

All’uscita dell’aeroporto, ci accoglie la nostra guida a Cape Town: Marcello, 33 anni e nonno italiano, è un tipo molto in gamba, preparato, deciso e di facile comunicazione. Saliamo su un pulmino con il carrello per i bagagli e ci rechiamo a vedere l’alba sull’oceano Atlantico in un hotel Protea; “rifacciamo” la colazione all’europea e cominciamo a conoscerci con quelli del gruppo vacanze. Verso le 7.00 si parte per una visita orientativa di Cape Town: il castello di Buona Speranza (sventolano le 6 bandiere dei diversi stati che nel tempo hanno colonizzato la città) e un parco botanico (con la casa del presidente della repubblica), al centro della città. Piove !!! Pioggerellina leggera, continua, … che disturba. La città si presenta pulita e ordinata, con poco traffico; con edifici di origine vittoriana e costruzioni recentissime. Non si riesce a capire in quale continente siamo: infatti, a seconda dei quartieri, sembra di essere una volta in Europa, una volta in America, una volta in Asia. Magnifiche sono le montagne che la circondano: piatte come la Table Mountain (la Tavola) o appuntite come la Lion’s head (Testa del leone). Marcello ci racconta che in Sudafrica le persone di colore si rivolgono agli stregoni per guarire dall’AIDS con conseguenze negative sulla popolazione; la malattia cresce invece di diminuire; i malati si recano all’ospedale quando è ormai troppo tardi. Pensare che gli ospedali africani sono tra i migliori del mondo; basta ricordare il primo trapianto del cuore, effettuato nel 1967 nell’ospedale di Groote Schuur (lo abbiamo visto dall’autostrada), dal cardiochirurgo sudafricano, Christian Barnard.

Saliamo sulla Signal Hill (Collina dei segnali), collina che sovrasta la città per vederne lo stupendo panorama: vi si trova un antico cannone utilizzato per lanciare segnali di pericolo; è stato utilizzato negli ultimi decenni per segnalare lo scoccare del mezzogiorno. C’è vento e le nuvole passano particolarmente grigie. Individuiamo i lavori (in ritardo …) per la costruzione dello stadio che ospiterà i mondiali di calcio del 2010. Marcello ci ricorda gli sport nazionali del Sudafrica, in ordine: I) football, II) rugby e III) golf. Visitiamo alcuni quartieri tipici (olandesi, portoricani, ..); il quartiere malese è caratterizzato da case multicolore tra le quali spicca la sinagoga che è colorata di verde. Andiamo da amici di Marcello che gestiscono un bar che produce (si fa per dire) caffè espresso. Il tempo non permette di visitare la Table Mountain (la sommità è totalmente piatta), spesso la montagna è circondata dalle nuvole: si dice che quando la tavola è coperta (dalle nuvole), Dio ha messo la “mitica” tovaglia e non si può disturbare. Arriviamo quindi al centro commerciale Waterfront (300 negozi): lo visitiamo, in un supermercato (tipo SMA) acquistiamo le torte per festeggiare il compleanno di Riccardo (vorremo fargli una sorpresa a pranzo). Una sbirciatina al porto. Arrivata l’ora di pranzo, si va al Protea President Hotel. Scarichiamo i bagagli; ci assegnano le stanze: il tour operator non ha pensato di tenere vicine le due stanze per la famiglia; pertanto dobbiamo (e lo dovremo fare più volte nei trasferimenti) scambiare una stanza con quella di altri compagni di viaggio. In questo caso “rimediamo” due bellissime suite, ciascuna con 2 TV, e con una stupenda vista sulla Testa del leone. Scendiamo a pranzo; niente di eccezionale, servizio compreso – si inizia con un piatto di zuppa vegetale, non male comunque, che verrà poi riproposta in tutte le salse e in tutte le occasioni culinarie. A fine pranzo festeggiamo Riccardo: partecipa tutto il gruppo vacanze e il personale della cucina in processione, chef in testa, ci porta le due torte con le candeline accese; le note di un Happy Birthday a Riccardo si diffondono alte nell’albergo. Riccardo sorride soddisfatto; le torte: niente male. L’indomani alcune signore del gruppo vacanze gli regaleranno una maglietta “africana”. Nel pomeriggio torniamo al Centro Waterfront, senza guida (120 rands al taxi); effettuiamo i primi acquisti nei negozi “Out of Africa”. Visitiamo il porto che si presenta con le sue costruzioni in stile nordico, color pastello. Sulla banchina del porto, assistiamo alla rappresentazione di balli e canti, tipici, da parte di giovani ragazze e ragazzi neri. Rientriamo in albergo con qualche difficoltà, utilizzando un bus pubblico (al ritorno, il tassista ci ha dato buca); siamo particolarmente stanchi e nervosi; ma a cena (buffet) le musiche del pianista (in particolare alcune tipiche italiane) ci rasserenano. Domenica 10 giugno 2007 Ore 8.20, si parte in pulmino per raggiungere il battello per l’isola delle foche. Qualcuno del gruppo è arrivato tardi all’appuntamento (+ 20 minuti); Marcello chiede per i prossimi giorni maggiore puntualità, altrimenti si rischia di saltare degli eventi che sono tanti e ben “incastrati” tra di loro.



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