Sudafrica: meravigliosa terra fra due oceani

On the road attraverso il Sudafrica: dal Western Cape ai confini con la Namibia, poi sfiorando il Lesotho fino all'Oceano Indiano e da lì, attraverso lo Swaziland, fino al mitico Kruger National Park.
 
Partenza il: 09/08/2019
Ritorno il: 27/08/2019
Viaggiatori: 5
Spesa: 3000 €

Sudafrica: meravigliosa terra fra due oceani

(by Luca, Sabrina, Federico, Leonardo e Valentina)

Venerdì 9 Agosto:

“Di Venere e di Marte non si sposa e non si parte”… certo che si parte! Anzi, alcuni dei nostri viaggi più belli li abbiamo intrapresi proprio in questo giorno della settimana!

In un caldissimo pomeriggio di piena estate prendiamo così il via, nella ormai collaudata formazione a cinque, come dodici mesi fa, verso una nuova intrigante meta. Questa volta andremo in Sudafrica, venticinquesimo stato più grande del mondo, detto anche Nazione Arcobaleno e istituito, come dice il nome, agli antipodi del continente africano, che esploreremo lungo un ambizioso itinerario. Partiremo infatti da Città del Capo, per poi toccare la costa dell’Oceano Indiano, quindi l’Atlantico, poi il confine con la Namibia e quello con il Lesotho, quindi, dopo esserci affacciati nuovamente sull’Oceano Indiano, attraverseremo lo Swaziland e sfiorando il Mozambico arriveremo a Johannesburg per l’epilogo della vacanza.

Lasciamo casa alle 15:50 e un quarto d’ora più tardi siamo a Faenza, dove passiamo accanto ad un grosso incendio, menzionato anche sui telegiornali delle reti nazionali, poi entriamo in autostrada A14 verso nord e dopo meno di un’ora, nonostante il traffico intenso, giungiamo a Calderara di Reno, nei pressi di Bologna, ai Parcheggi Low Cost, dove lasceremo in deposito l’auto per l’intera durata del viaggio. Subito dopo, con la navetta gratuita, raggiungiamo l’Aeroporto Marconi, quando sono passate da poco le 17:00. Imbarchiamo le valigie direttamente per Città del Capo (speriamo bene) e oltrepassati i controlli di sicurezza ci mettiamo in attesa del volo TK 1320 per Istanbul alla porta numero 19. Quasi in perfetto orario saliamo poi sull’Airbus A320 della compagnia Turkish Airlines, che alle 19:23 si stacca dalla pista felsinea virando immediatamente verso sud. Scavalchiamo i Balcani e poi planiamo in direzione della capitale turca, dove atterriamo alle 22:25 locali, un’ora in più rispetto all’Italia, ma lasciamo le lancette dell’orologio nella loro posizione, perché il Sudafrica, in questo periodo dell’anno, grazie all’ora legale, ha lo stesso fuso del Bel Paese e quindi dovremmo rispostarle.

Appena messo piede nell’aeroporto turco cerchiamo poi il volo successivo sui tabelloni elettronici, ma quando lo troviamo abbiamo una sgradita sorpresa, perché è prevista un’ora e quaranta minuti di ritardo, così ci sistemiamo mestamente su alcune poltrone e nell’attesa arriva pian piano la mezzanotte, quindi …

Sabato 10 Agosto:

Le ore notturne sono maledettamente lunghe e dobbiamo pazientare ancor più di quattro ore prima di prendere quota, alle 4:08, sull’Airbus A330 della Turkish Airlines che, identificato come volo TK 044, prende il via virando subito sempre più a sud. In questo modo attraversiamo tutto il continente africano, dalla foce del Nilo a Cape Town (ma quanto è lungo!) e dopo una stretta virata sull’Oceano Atlantico atterriamo, finalmente, nell’International Airport della grande città sudafricana che sono le 13:17, come in Italia del resto. Oltrepassiamo i controlli doganali, nei quali è risultato indispensabile il certificato di nascita multilingue di Leonardo, poi, poco dopo, accogliamo con entusiasmo le nostre cinque valigie e usciamo all’aria aperta dell’inverno australe… frizzante ma piacevole, in una bella giornata di sole. Una breve camminata ci porta così alla Avis per ritirare l’auto a noleggio prenotata fin da casa e lì, purtroppo, abbiamo un altro contrattempo, perché non è ancora pronta e dobbiamo pazientare oltre un’ora prima che ci venga consegnata. Sommando, in questo modo, il ritardo a quello dell’aereo non possiamo far altro che constatare, in pratica, la prematura fine di questa giornata.

Finalmente, un po’ prima delle 16:00, ci affidano le chiavi di un Mercedes Vito bianco (targato HS 60 GF GP) e con quello partiamo subito per la nuova avventura “On the road”. Guidando sulla sinistra della carreggiata andiamo verso il centro di Cape Town, che dista una ventina di chilometri, e passando anche accanto ad una miserabile e angosciante township, grazie al navigatore e allo scarso traffico del fine settimana, giungiamo abbastanza in fretta alla House on the Hill, semplice struttura tipo bed & breakfast, situata nei pressi del Waterfront e del grande stadio dove si svolsero i mondiali di calcio del 2010, che ci ospiterà per le prossime tre notti. Portiamo i bagagli in camera e ripartiamo subito, cercando di sfruttare al meglio le due ore di luce a nostra disposizione. Nel cuore di Cape Town andiamo così a vedere (solo esternamente perché ha già chiuso i battenti) l’antico Castle of Good Hope, massiccia struttura eretta dagli olandesi fra il 1666 ed il 1679, mentre arriva a guastare la festa anche qualche nuvola. Subito dopo ci fermiamo a scattare una foto alla House of Parliament e poi saliamo al punto panoramico di Signal Hill, dal quale un tempo si avvistavano le navi in arrivo. Da lì ci godiamo un bel tramonto, nonostante le nubi avvolgano le vette più alte della Table Mountain, quindi facciamo ritorno col buio ormai completo alla House on the Hill. A piedi ci rechiamo poi a far spesa in un vicino food-market e poco più tardi andiamo a cena da Mario’s Italian Restaurant, situato a due passi dalla nostra struttura, infine, stanchi dopo il lungo viaggio, ci ritiriamo in camera per il meritato riposo.

Domenica 11 Agosto:

Eccoci così pronti e pimpanti per affrontare, tappa dopo tappa, “tutta” l‘esplorazione del Sudafrica … È però piovuto abbondantemente durante la notte e quando ci svegliamo è freddo e tutto grigio, non certo il massimo in prospettiva degli eventi. Facciamo colazione e poi prendiamo il via sotto la pioggia battente, mentre all’incrocio più vicino una persona di colore, probabilmente senza dimora, trema come una foglia per il freddo e viene assistita da un’altra, di buon cuore, che gli dà qualche indumento. Il nostro obiettivo questa mattina sarebbe stato quello di salire sulla Table Mountain, una scenografica asperità, inserita all’interno dell’omonimo parco nazionale, che supera di poco i mille metri di quota e domina tutta Cape Town, ma neanche s’intravvede per quanto è avvolta dalle nubi. Allora ci muoviamo in direzione della periferia sud della città e verso il Kirstenbosch National Botanical Garden, dove saremmo dovuti andare nel pomeriggio. Questo giardino botanico, che si estende ad oriente e ai piedi della Table Mountain, nel suo genere è uno dei più importanti al mondo (fondato nel 1913) e addirittura, per le sue qualità è stato inserito nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, fin dal 2004. Quando arriviamo nel parcheggio del giardino, poco dopo le 9:00, siamo fra i primi visitatori e, in pratica, è appena smesso di piovere, seppur il cielo sia ancora completamente grigio. Entriamo senza troppo entusiasmo nel parco seguendo un viale di piante secolari e poi ci inoltriamo fra la fitta vegetazione, percorrendo anche la Tree Canopy Walkway, un’ardita passerella fra gli alberi, mentre qualche timido raggio di sole comincia a filtrare fra le nuvole, e poi via via sempre di più, fin quando il cielo si apre e si accendono tutti i colori della natura, così possiamo goderci la parte finale della visita. Osserviamo belle piante e alcuni fiori sorprendenti, senza mai dimenticare che qua siamo, tutt’ora, in pieno inverno, ma anche qualche rappresentante della locale fauna ittica, fra i quali due bellissimi gufi … insomma, un’ottima esperienza, considerati i presupposti. Dopo andiamo in direzione della Table Mountain, con la speranza di potervi salire sopra. La funivia però (lo sapevamo) è chiusa per manutenzione fino al 18 di agosto, per cui l’unica maniera è quella di andare a piedi, attraverso la Platteklip Gorge. Percorriamo così tutta la strada, fino all’inizio del sentiero, ma inutilmente perché, nonostante gli ampi sprazzi di sereno, la vetta della montagna risulta ancora nascosta sotto a grossi nuvoloni. Scendiamo allora verso il centro di Cape Town per andare al famoso quartiere di Bo-Kaap, la cui origine risale al XVIII secolo, quando tale Jan De Waal fece costruire alcune casette per ospitare gli schiavi, per lo più di origine malese e indonesiana, quindi musulmani, che col tempo si impegnarono ad insediarvi le prime moschee. Dopo l’emancipazione schiavile del 1834 si prese l’abitudine di dipingere le facciate delle case con colori sgargianti (ciò era considerato come espressione di libertà) e tutt’oggi è questa la principale caratteristica del quartiere. Lasciamo l’auto in un parcheggio custodito e ci avventuriamo lungo le principali vie (Wale, Rose e Chiappini Street), tutte disseminate di splendide casette colorate, che formano quadretti particolarmente fotogenici … un’altra bella visita, dopo il giardino botanico. Intanto le nuvole sulla Table Mountain sono ulteriormente calate, allora ci riproviamo. Saliamo di nuovo fino al parcheggio di fronte all’imbocco del sentiero e lì pranziamo con i nostri panini, poi prendiamo a seguire il tracciato, che s’inerpica subito fra grandi massi e forti pendenze. Dopo un’ora dalla partenza arriviamo all’ingresso della gola, contornati da splendide viste… L’impressione è quella di essere quasi in cima, ma da lì inizia il tratto più duro e serve un’altra ora, lungo un impervio sentiero che si dipana fra le rocce. Così, passate da poco le 15:00, giungiamo, anzi, conquistiamo la vetta della Table Mountain e ci ritroviamo, purtroppo, fra le nuvole… Niente vista panoramica quindi, anche se possiamo ritenerci soddisfatti dell’impresa, ma la parte più difficile dell’escursione deve ancora arrivare, perché a volte può risultare più faticosa la discesa della salita, infatti, incredibile ma vero, impieghiamo più tempo e arriviamo, fisicamente devastati, all’auto una manciata di minuti dopo le 17:00. Riprendiamo strada mentre si scatena un intenso acquazzone… e non oso pensare se ciò si fosse manifestato anche solo trenta minuti fa. Un motivo in più per assaporare il piacere di stare comodamente seduti all’asciutto, nei sedili del nostro Vito. Andiamo verso la House on the Hill, ma prima passiamo dall’enorme centro commerciale di Waterfront, dove facciamo spesa e acquistiamo anche la cena da consumare in camera, così da non dover più uscire vista la stanchezza accumulata … però ne è valsa la pena perché possiamo dire di aver concluso positivamente il primo vero e proprio giorno di visite della vacanza. Più tardi andiamo a dormire mentre continua a piovere con insistenza, ma siamo fiduciosi perché da domani dovrebbe migliorare.

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Kruger National Park

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Kruger National Park

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Kruger National Park

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Kruger National Park

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Kruger National Park

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iSimangaliso Wetland Park

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iSimangaliso Wetland Park

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Blyde River Canyon

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Stony Point

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Boulders Beach

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Cape of Good Hope

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Cape of Good Hope

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Cape of Good Hope

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Cape of Good Hope

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Kruger National Park

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Kruger National Park

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Kruger National Park

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Kruger National Park

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Kruger National Park

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Kruger National Park

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Kruger National Park

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Kruger National Park

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Kruger National Park

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Kruger National Park

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Kruger National Park

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Cape Town da Signal Hill

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Augrabies Falls Park

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Sevilla Rock Art Trail

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Lambert’s Bay

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Namaqua National Park

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Namaqua National Park

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Hout Bay

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Camps Bay

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Cape Town: Bo-Kaap

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Cape Town: Bo-Kaap

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Cape Town: Table Mountain

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Cape Town: Bo-Kaap

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Augrabies Falls Park

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Cape Town: Kirstenbosch Garden

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Cape Town: Kirstenbosch Garden

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Cederberg: Maltese Cross

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Lambert’s Bay

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Verso la De Hoop Nature Reserve

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De Hoop Nature Reserve

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Hermanus

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Cape Agulhas

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Cederberg: Maltese Cross

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Cederberg: Maltese Cross

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De Hoop Nature Reserve

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Augrabies Falls Park

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Hluhluwe-Imfolozi National Park

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Hluhluwe-Imfolozi National Park

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Hluhluwe-Imfolozi National Park

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Spioenkop Nature Reserve

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Basotho Cultural Village

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Hluhluwe-Imfolozi National Park

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Hluhluwe-Imfolozi National Park

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Hluhluwe-Imfolozi National Park

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Hluhluwe-Imfolozi National Park

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Golden Gate Highlands National Park

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Golden Gate Highlands National Park

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Gydo Pass

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Augrabies Falls Park

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Augrabies Falls Park

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Wildebeest Kuil

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Kimberley: Big Hole

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Golden Gate Highlands National Park

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Golden Gate Highlands National Park

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Golden Gate Highlands National Park

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Augrabies Falls Park

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Augrabies Falls Park

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Augrabies Falls Park

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Goegap Nature Reserve



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