Sudafrica e Dubai: in viaggio tra estate e inverno

Dal freddo al caldo, dalla natura alla metropoli, mille indimenticabili emozioni in un unico viaggio
Scritto da: ziadenny-1
sudafrica e dubai: in viaggio tra estate e inverno
Partenza il: 03/08/2019
Ritorno il: 20/08/2019
Viaggiatori: 3
Spesa: 3000 €

Anche se avevamo visitato Egitto, Tunisia e Marocco una vera vacanza “africana” non l’avevamo mai fatta. Per questa nostra prima volta abbiamo scelto il Sudafrica. La visita poi di Dubai è la conseguenza del fatto che il volo faceva scalo qui e in passato, sempre in occasione di uno scalo, ci eravamo pentiti di non averne approfittato per fermarci qualche giorno e visitare la città.

Siccome non avevo la più pallida idea delle zone che ci accingevamo a visitare, c’è voluto parecchio tempo e un discreto lavoro per documentarmi, ma alla fine sono riuscita ad organizzare un bel programma che ci ha soddisfatto pienamente:

-5 giorni a Cape Town e dintorni

-6 giorni per il safari al Kruger

-5 giorni a Dubai.

Volo Bologna-Capetown / Johannesburg-Dubai / Dubai-Bologna con Emirates

Volo Capetown-Johannesburg con Mango Airlines.

CAPITOLO I – CAPETOWN

Agosto a Capetown corrisponde alla stagione invernale, quindi non proprio la migliore per visitarla, ma non è di certo l’inverno a cui siamo abituati noi. Diciamo che sembrava più l’inizio di una pazza primavera, con temperature sui 12/13 gradi e un’alternanza continua di nubi, pioggia, sole, vento. Il classico abbigliamento a strati con pantaloni, piumino leggero, felpa e t-shirt con aggiunta di berretto e sciarpa è andato benissimo. Per quanto riguarda le visite noi abbiamo scelto di non prendere l’auto (causa guida a sinistra). La città e i dintorni possono comunque essere visitati in autonomia facendo alcune premesse: -Tassativamente non si gira a piedi la sera (eccezion fatta per la zona del Waterfront). Quando inizia a fare buio (verso le 18) le vie si vuotano completamente e non sono affatto sicure. Anche di giorno viene comunque raccomandato di non percorrere vie poco frequentate. -Meglio lasciare soldi documenti e oggetti di valore in cassaforte e girare con una copia del passaporto. -Non farsi vedere con la cartina in mano, se si necessita di informazioni rivolgersi solo al personale di sicurezza che indossa il giubbino col simbolo CCID -Prelevare contanti solo agli sportelli ATM presidiati da una guardia (oppure al Waterfront senza problemi). Sono consapevole che tali premesse possano all’inizio spaventare (io ero davvero preoccupata nel periodo in cui prendevo informazioni), ma il soggiorno è stato più tranquillo del previsto. Per le visite del centro storico ci siamo uniti ai Free Walking Tours, hanno diversi programmi di visite guidate della durata di un’ora e mezza l’uno sia al mattino che al pomeriggio, non si prenota, sono gratuiti basta lasciare una mancia alla fine. Per muoversi in città a qualsiasi ora è utilissima una Sim locale (noi abbiamo preso in aeroporto quella di Vodacom a 17€) e l’App di Uber, servizio perfetto, puntualissimo e a prezzi irrisori. Per le visite ai quartieri più lontani abbiamo utilizzato il bus City Sightseeing, economico (1 giorno 13 €), ben organizzato e con audio guida in italiano. Per le visite del Capo e di Hermanus, dopo aver chiesto alcune quotazioni ad agenzie locali, ho contattato la compagnia di taxi Capetown Taxi (Reshad Sahid) e mi sono accordata per due giornate di noleggio dell’auto col conducente. Oltre a risultare molto più economico abbiamo potuto gestire tempi e itinerari a nostro piacere. Fatte tutte queste doverose premesse ecco come si sono svolte le giornate nella “Mother City”:

04/08

Dopo aver prelevato allo sportello ATM e acquistato la scheda Sim, alle 11,30 incontriamo in aeroporto l’incaricato del transfer di Parliament Hotel, l’hotel situato nel quartiere City Center che abbiamo scelto per il soggiorno a Città del Capo. Il tempo per un rapido check-in e siamo pronti per uscire. Fin da subito però non ci sentiamo tanto tranquilli. I tanti avvertimenti ricevuti in precedenza uniti al fatto che in giro ci siamo solo noi e tremila homeless fanno sì che iniziamo ad innervosirci e ad andare in panico. Mai visto una città così deserta e così tante facce poco raccomandabili in giro alle 14 (scopriremo in seguito che nel week end il centro si vuota completamente, tutt’altra impressione si sarebbe avuta arrivando negli altri giorni). Cerchiamo di raggiungere il più velocemente possibile il punto di incontro dei Free Walking Tours e scopriamo dove erano finiti tutti i turisti. Il primo giro lo facciamo a Bo Kaap, lo storico quartiere fondato dagli schiavi malesi oltre 300 anni fa. Oggi è abitato dalla comunità musulmana ed è sicuramente tra i luoghi più fotografati a Cape Town grazie alle sue casette colorate.

Il ragazzo che ci guida è molto bravo, ci da molte informazioni e ci porta nei punti migliori per scattare belle foto. Alla fine del tour ci diamo appuntamento per quello successivo. Abbiamo un’oretta libera, la tensione si è abbastanza stemperata e così ci facciamo un giro da soli tra le bancarelle del vivace mercato di Greenmarket Square e le vie limitrofe. Il secondo tour tocca i luoghi storici principali, quali il Parlamento, la Slave Lodge per finire con una bella passeggiata nei Company’s Gardens. il più antico giardino in Sudafrica. Anche questa ora e mezza trascorre piacevolmente, ascoltando informazioni interessanti.

Nel frattempo si è fatto buio, inizia a farsi sentire la stanchezza del viaggio e anche un po’ il freddo. Decidiamo di sperimentare Uber e ci facciamo portare al V&A Waterfront. Come dicevo è ormai buio quindi non riusciamo a vedere lo scenario circostante, ma il quartiere, praticamente il porto storico completamente riqualificato, è molto carino, caratterizzato da bei negozi, ristoranti e locali. Si può passeggiare piacevolmente e fermarsi ad ascoltare alcuni gruppi che cantano e suonano musica africana.

In Sudafrica si cena molto presto e alle 18,30/19 i ristoranti sono già pieni. Ci fermiamo anche noi per la cena poi decisamente stanchi e infreddoliti ci facciamo portare in hotel.

05/08

Nuvole bassissime, pioggia e vento. Non inizia bene la giornata in cui ho programmato il tour emblema del Sudafrica. Alle 8 puntualissimo passa a prenderci l’autista per partire in direzione Capo di Buona Speranza. La prima sosta la facciamo a Muizenberg, località situata sulla costa della False Bay. Il tempo è leggermente migliorato e la cittadina appare decisamente carina, adagiata sul fianco della montagna.



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