Istria, terra di contrasti

Una leggenda narra che il Creatore decise di dare a una parte della Terra le sembianze del Paradiso: nacque così l’Istria, giardino lussureggiante baciato dal mare...
 
Partenza il: 11/08/2012
Ritorno il: 26/08/2012
Viaggiatori: 3
Spesa: 2000 €

Fasana è un dolce paesetto veneto, coi suoi vicoli sul mare; i selciati sconnessi e grigi; i piccoli porticati; la gente rada e triste che parla un veneto bellissimo (hanno dimenticato l’italiano, e per loro ormai l’italiano è il dialetto). Davanti a Fasana, nel cielo fin troppo dolce e azzurro, si stende l’isola di Brioni. C’è Tito. La gente ne parla con un tono spento e allusivo. Qui, non c’è dubbio, non siamo altrove: questo è un luogo tipico dell’Italia. Ora io mi chiedo: se fossi di Fasana, o di Pola, sentirei la nostalgia dell’Italia? Sentirei, come in un sogno, il bisogno di sentirmi cittadino di una nazione perduta e che ha dato per sempre i suoi caratteri al mio paese?

Forse, se fossi un uomo semplice, sentirei questa nostalgia e questo bisogno. Se fossi invece quello che sono – cioè un uomo complicato – penso che troverei stupenda questa Italia non italiana: costa azzurra e tenera lungo un entroterra “diverso”. “Nazione” e “cultura” sono due nozioni che devono disgiungersi, anche se una secolare abitudine le mescola dentro di noi… La storia non coincide con quella di una nazione. La storia è una storia di culture…

Pier Paolo Pasolini, “L’Italia non italiana (Il Caos)” – 1969

Una leggenda narra che il Creatore decise di dare a una parte della Terra le sembianze del Paradiso: nacque così l’Istria, un giardino lussureggiante baciato dal mare, sorta di richiamo per chi vuole vivere felice. Il diavolo però invidioso cercò di rovinare l’opera: strappò il sacco in cui l’angelo custodiva le pietre non ancora usate e sparpagliò migliaia di rocce sul suolo istriano, contribuendo a creare una terra di contrasti. Gli angeli raccolsero i pezzettini di paradiso rimasti tra i sassi sparsi, proteggendoli con le onde del mare. Nacquero così le isole Brioni, di fronte alla costa.

Per le vacanze estive, con Stefania e Fabio il nostro bambino di due anni e mezzo, abbiamo scelto proprio l’Istria, terra di contrasti non solo per i suoi paesaggi ma anche per l’incontro tra la cultura slava e italiana. Anziché soggiornare lungo la costa, affollata di villeggianti, abbiamo preferito affittare una casa nell’interno, paragonato alla Toscana per le bellezze naturali e i borghi antichi. L’ottima rete viaria ci ha consentito poi di raggiungere facilmente le tante località d’interesse. Lungo la costa si sono succedute molte dominazioni, lasciando tanti ricordi. Rovigno è una perla, un borgo di case antiche vegliato dalla cattedrale che richiama atmosfere veneziane. L’arte bizantina è rappresentata da un vero capolavoro, la Basilica Eufrasiana di Parenzo, mentre la dominazione romana è ricordata dall’Anfiteatro di Pola con le sue aeree arcate che si stagliano nel cielo azzurro. Oggi la vocazione turistica spesso ha trasformato le spiagge in veri e propri formicai, ma le isole Brioni conservano intatto il loro fascino, anche se è possibile visitarle solo con un frettoloso giro organizzato. Nell’interno le atmosfere sono molto più tranquille: paesini di pietra sorgono appollaiati sopra colline, riportando indietro fino al Medio Evo.

Nella casa in affitto nella campagna di Pazin, ci ha accolto Danijela, squisita padrona. Il bell’edificio giallo a due piani, affacciato su un grande prato verde, si è rivelato ideale per i giochi di Fabio, permettendoci di trascorrere fresche serate allietate dal paesaggio collinare coperto di boschi, tipico dell’Istria centrale.

La seconda settimana ci siamo trasferiti a Valun sull’isola di Cres, una sottile striscia di terra che si allunga per decine di chilometri a sud dell’Istria. Il pittoresco paese di pescatori si trova in una baia incantevole e ha mantenuto intatto il suo fascino, nonostante quasi tutte le case siano ormai affittate ai turisti. L’isola ha un aspetto selvaggio, alternando vaste distese boscose a brulli pendii rocciosi coperti da macchia mediterranea. La mano dell’uomo sembra essere intervenuta solo nei lunghi muretti di pietra che dividono il territorio. Piccoli paesi di case di pietra, come Beli e Lubenice, si affacciano a picco sul mare offrendo magnifici scorci panoramici. A sud, l’isola di Lussino è separata da Cres solo da un canale. La sua vocazione è molto più orientata al turismo ma Veli Losinj è ancora un borgo incantevole di case pastello affacciate sulla profonda baietta.

Ed ora il diario di viaggio.

Sabato 11 agosto: Roma – Pazin

Per raggiungere l’Istria decidiamo di viaggiare di notte. La scelta si rivela indovinata: lungo tutto il percorso autostradale italiano il traffico è scarso, a parte il tratto friulano, e Fabio dorme tranquillo. La Slovenia ormai fa parte dell’Unione Europea e al confine non c’è nessun controllo. Riusciamo comunque a transitare per un valico secondario, evitando le autostrade slovene che ci costringerebbero ad acquistare il bollino. La Croazia invece entrerà nell’Unione solo il prossimo anno, ma al posto di confine non ci guardano neppure i documenti.

Alle dieci siamo già arrivati a destinazione. Trascorreremo otto notti in una casa nei dintorni di Pazin. Abbiamo preferito soggiornare nell’interno, come già accennato, invece che lungo la costa, sfruttando il fatto che Pazin si trova praticamente al centro dell’Istria e da qui potremo raggiungere facilmente tutte le nostre mete.

Gli appartamenti “Zarecki Krov” (www.zareckikrov.com) si trovano vicino al paesino di Zarecje. Sono ospitati in una bella casa, affacciata su un prato verde, attrezzato con una grande piscina gonfiabile. Il pianoro precipita poi verso il fiume Pazincica: subito sotto si raggiunge un laghetto con una cascata, apprezzato dalla gente che vi fa il bagno, anche se l’acqua è piuttosto scarsa per la presenza di una diga a monte. La signora Danijela, con la sua famiglia vive al piano superiore, mentre il primo piano è stato diviso in due appartamenti per gli ospiti; il nostro ha un soggiorno con angolo cucina, una camera da letto e una cameretta, dove viene sistemato il lettino di Fabio. Durante il nostro soggiorno sarà un piacere cenare al fresco nell’ampio terrazzo, godendo la bella vista sulla campagna.

All’ora di pranzo raggiungiamo Pazin per fare un po’ di spesa e cambiare i soldi. Il capoluogo dell’Istria è una cittadina di provincia, senza il fascino dei paesi in pietra della regione, ma presenta un paio di attrazioni, il castello e la chiesa di San Nicola, che visiteremo nei prossimi giorni.

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Parenzo

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Hum - Città più piccola del mondo

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Parenzo - basilica Eufrasiana

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Gracisce

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Cres

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Valun

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Lubenice

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Beli

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Rovigno

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Rovigno

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Motovun

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Beram- Danza della Morte

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Gracisce

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Lubenice

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Rovigno

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Motovun

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Valun

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Lussingrande

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Pazin - Zarecki Krov

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Pola - Arena

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Pola - Tempio Augusto

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Pazin - Zarecki Krov



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