Croazia, isole del Quarnaro in bici

Sulle isole croate di Krk, Cres, Lussino, Zadar, Pag, Rab
Scritto da: frankchi
croazia, isole del quarnaro in bici
Partenza il: 12/08/2012
Ritorno il: 25/08/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Il nostro viaggio inizia a metà agosto da Bakar, vicino a Fiume, dove lasciamo la macchina e, dopo un pranzo di Cevapcicci e Radler, partiamo con la bici cariche di borse. Dopo circa 40 Km di sali scendi facciamo la prima tappa nella città di Krk. La città ha un centro storico carino ma purtroppo è rovinata dal turismo di massa che la priva di qualsiasi autenticità. Comunque l’isola è piena di zone alternative, più interessanti o più rilassanti: noi di giorno visitiamo la vicina penisola fronteggiante la città di Punat. Se non fosse per l’alta montagna che ci separava, avremo voluto visitare anche la cittadina di Baska e la sua spiaggia sabbiosa.

Dopo due notti in campeggio partiamo per Valbiska dove ci imbarchiamo per l’isola e la città di Cres. La distanza è breve (12km + 14km), ma ci sono delle salite abbastanza impegnative. Quando arriviamo un pò stremati a Cres percepiamo subito una gradevole tranquillità. Ci fermiamo alla prima Konaba che incontriamo, “Belona”, dove rimaniamo colpiti dalla bontà del cibo (forse la migliore mangiata che ci siamo fatti) nonchè dalla bellezza della giovane oste. All’ufficio turistico ci offrono l’ultima camera di un ostello che però si rileva una silenziossima Villa a 2 metri dal mare: favoloso. Visto anche il bel mare e la bella città storica decidiamo quindi di rimanere tre notti anzichè la sola prevista.

Colpiscono anche le strette vie delle città che possono condurre in eleganti ristoranti oppure, perdendosi, in private abitazioni. Sempre in queste strette vie, a ferragosto invece ci imbattiamo (o ci imbuchiamo) in una festa Croata dove tra paeja e spritz di vino che ci vengono offerti percepiamo finalmente lo spirito locale (anzichè quello turistico).

Successivamente facciamo tappa ad Osor, piccolissimo centro in prossimità del ponte per Lussino. Per fare il bagno però ci spostiamo 10km a nord a Ustrine dove scopriamo che il paese si trova in realtà a 300 metri di altezza, poi inizia una ripidissima discesa verso il mare che però rende affascinante e poco frequentato il posto. La risalita poi la dobbiamo fare a piedi per non morire di infarto.

Il giorno prendiamo posto nel fornitissimo campeggio di Mali Losin. Anche qui ci sono baie con un mare fantastico e anche il paese è abbastanza vitale, animato dai suoi gruppi locali che si alternano nei soliti pub a ritmo di psycho killer o ballate simili. Alla fine si finisce sempre a prendere la birra della staffa alle Catacombe.

Dopo un paio di giorni prendiamo il catamarano per Zadar (Zara). Qui scopriamo una bellissima città (infatti è stata per secoli la capitale della Dalmazia). Notevoli i suoi monumenti storici di origine Veneziana e Bizzantina. Noi ci fermiamo solo di lunedì e quindi la troviamo animatissima di giorno e un pò meno di sera. Chiaramente non manca la visita all’organo marino al tramonto e un brindisi con il maraschino.

La mattina presto partiamo verso la città e l’isola di Pag. Metà dei circa 60km percorsi sono su ques’isola di roccia bella da vedere ma non molto accogliente (anche per l’assenza di ombra). La città di Pag e le sue spiagge sono un pò deludenti rispetto alle attese. La sensazione è che abbiano voluto esagerare con il turismo pur economico rovinando quello che poteva essere un paesino in origine suggestivo. Le troppe case costruite intorno a questa baia di mare quasi chiuso hanno sia rovinato il mare che il paese. Salviamo solo il buon formaggio di capra e la piazza di paese.

Dopo un giorno ci spostiamo nella vicina Novalja, paese sicuramente più vivo e moderno sebbene con poca rilevanza storica. Qui passiamo il pomeriggio nella bella spiaggia dell’omonimo campeggio Strasko mentre la sera visitiamo la famosa spiaggia “animata” di Zrce (che non commento).

Il giorno dopo partiamo di buona mattina per prendere il catamarano nella punta dell’isola, a Lun. Qui per forzare il ritmo, rompo la catena su una salita. La stanchezza, il sole, la mancanza di attrezzatura fa si che perdiamo quasi un’ora per aggiustare alla meno peggio la catena con dei sassi. Raggiungiamo con ritmo stavolta lentissimo la destinazione, chiaramente perdendo la nave della mattina. Anche nel pomeriggio rischiamo di perdere la nave (perchè non ci aspettavamo una piccola imbarcazione) ma alla fine riusciamo ad arrivare a Rab.

La città di Rab è anch’essa una meraviglia, costruita tutti di sassi con le sue quattro torri e le sue chiese. Qui sembra esserci un turismo un po’ di elite e magari di sera può sembrare un pò noiosa (per chi cerca il divertimento) ma di giorno riusciamo a trovare un posto bellissimo dove fare il bagno di fronte alla minuscola isoletta di Boljkovac. La brutta notizia è che la presunta nave per Fiume non accetta bici. Dobbiamo quindi imbarcarci alle 6.00 di mattina dall’altra parte dell’isola per l’isola di Krk e fare altri 50km in bici (di salite) per ritornare alla macchina.

Alle 11:00 compiamo la nostra missione facendo ritorno a Barak. Qui ci concediamo l’ultima Radler e l’ultimo piatto di Cevapcicci prima di ritornare in italia. Sicuramente la vacanza ci rimmarrà impressa nella memoria per molto tempo per tutti i bei posti visitati e le esperienze avute.

Alcune lezioni imparate:

chiedere sempre a persone diverse la stessa informazione soprattutto se la risposta non ti convince. Se sei aperto con le persone, le persone sono aperte con te. Gli attrezzi per aggiustare la bici non devono mancare (soprattutto l’apri/chiudi catena)Portare un libro in più e qualche maglietta in meno. La Croazia è molto bella. Forza Cevapcicci, Radler, Biska, Slivovitz, Maraschino.

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Ustrine, Cres, Croazia

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Mali Losin, spiaggia

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Cres, Croazia

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Zadar, tramonto

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Rab, isoletta di Boljkovac

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Mali Losin, spiaggia

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Zadar, Croazia

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Rab



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