In biclicletta sulle vie della Carinzia, del Friuli e del Veneto

Tour su due ruote alla scoperta delle valli della Drava e del Gail e sulla ciclabile Alpe Adria
 
Partenza il: 31/07/2017
Ritorno il: 03/08/2017
Viaggiatori: 1
Spesa: 500 €

31 LUGLIO, I TAPPA: DA DOBBIACO A OBERDRAUBURG

Per motivi logistici, il viaggio prende il via dalla stazione ferroviaria di Rovereto, dove trovo l’ultimo posto auto libero per parcheggiare. Assemblata la bici con le borse da viaggio e acquistato il biglietto, riesco a trovare posto sul Regionale Veloce delle 8:38 per Brennero. La scelta treno+bici è, soprattutto su questa linea, sempre più popolare e sembra che Trenitalia non riesca ad adeguarsi alla domanda, visto che sistemare le bici nel ristretto vano della pilotina è una delicata operazione d’incastro. Sul treno, dunque, molti ciclisti. Tra questi tre ragazze poco più che ventenni, che raccontano di voler fare il tour Bolzano-Bressanone-Monguelfo-Lienz in tre giorni. A Bolzano, quando sono scese, ho visto le loro bici da città senza rapporti e con tanto di cestino, non ho potuto fare a meno di ammirare l’intraprendenza, il coraggio e, credo, anche la tempra fisica.

A Fortezza si cambia. Da qui partono i bellissimi SAD, sui quali passeggeri e bici trovano comodamente posto. Anche questo treno si riempie. Allo scoccare delle 12:00 sono a Dobbiaco, dove scendo e preparo la bici per iniziare il tour vero e proprio.

Dalla stazione di Dobbiaco le indicazioni per la ciclabile della Drava sono chiarissime. Il percorso inizia pianeggiante nei prati a Est di Dobbiaco e in breve raggiunge San Candido, paese a me caro. Resisto alla tentazione di entrare in bici nella zona pedonale e seguo il percorso ciclabile che aggira il centro del paese. Da qui una breve salita fa immettere sulla pista ciclabile vera e propria che nei primi chilometri segue la ferrovia. Si passano Versciaco, Prato alla Drava e, senza interruzione di continuità, si entra in Austria. Giungendo a Sillian la valle si apre ulteriormente. Una piccola interruzione obbliga a passare davanti alla stazione ferroviaria, da dove con un ponticello si ritorna sulla pista ciclabile. Qui mi fermo per fare la prima pausa pranzo.

Dopo Sillian la discesa si fa più marcata e si sta quasi sempre nel bosco. Il percorso è veramente divertente, riuscendo a fare andare la bici si raggiungerebbero velocità gradevoli. Certo, il traffico è abbastanza intenso, per cui molto spesso bisogna frenare. Molte le famiglie con bambini e i gruppi che occupano l’intera larghezza della pista. Mi hanno stupito anche i molti carrellini al traino, che pensavo contenessero bambini piccoli. In realtà la maggior parte di questi era adibita al trasporto di cani. Qui si potrebbe aprire una parentesi… che è meglio chiudere subito. Mi sono rimasti impressi due particolari: in un caso una signora era seduta nel carrellino e coccolava ed accarezzava il cagnolino, che probabilmente si era inquietato per l’inusuale trasporto. Nell’altro ho visto una sorta di stia per i polli con le sbarre in ferro, legata sul portapacchi posteriore di una bici da città, anche questa ospitante un povero cagnetto.

Dopo circa 40 chilometri da Dobbiaco arrivo a Lienz. Mi soffermo a visitare il centro, abbastanza carino con molti negozi e bar con i tavolini all’aperto, tutti molto affollati. Vado allora sull’altra sponda del fiume Isel, il primo grande affluente della Drava, dove c’è un bel parco ombreggiato, e qui mi concedo una pausa ristoratrice.

Ritorno alla stazione ferroviaria dove riprendo la ciclabile della Drava in direzione Spittal. Da Lienz in avanti la situazione cambia decisamente. Intanto il percorso diventa sostanzialmente pianeggiante. Rimane parallelo al fiume che in questo tratto è più maestoso e più tranquillo che non nel tratto a monte. L’affollamento è sparito completamente e mi trovo a pedalare da solo per la trentina di chilometri che mi separano da Oberdrauburg, dove ho prenotato l’albergo per la prima notte.

Pernotto all’Gasthof Post, nella piazzetta centrale del paese. La struttura è molto carina e risistemata di recente. Mi danno una camera molto bella. Decido di cenare in hotel, che è dotato di un bel cortile esterno. Il Fitnessteller accompagnato da un radler e seguito da un Apfelstrudel mi riconciliano con il mondo.

Lunghezza totale della tappa 71,8 km percorsi in 3h e 37’ (pause comprese) alla velocità media di 19,8 km (pause comprese). Discesa totale 1571 m, ascesa totale 987 m.

1 AGOSTO, II TAPPA: OBERDRAUBURG TARVISIO

Fin dalla prima pianificazione di questo itinerario avevo deciso di non seguire la pista della Drava fino a Villach, ma di raggiungere la valle del fiume Gail, lungo la quale si snoda un altro percorso ciclabile, R3.

Per questo motivo la mattina del martedì, dopo aver acquistato i panini nel piccolo supermercato di Oberdrauburg, non riprendo la ciclabile della Drava ma imbocco la strada per Kötschach – Mauthen. Non è un percorso ciclabile, ma una strada di montagna che permette di valicare lo spartiacque tra le due valli. La salita è relativamente impegnativa, ma al mattino è tutta in ombra e il traffico automobilistico è modesto. Supero agevolmente il dislivello che con una decina di tornanti mi porta ai 1000 m del Gailberg. Il panorama è stupendo e i colori, il blu del cielo, il verde dei prati e il bianco delle rocce dolomitiche, lasciano poco spazio ai mezzitoni e alle zone d’ombra: è tutto perfetto. Dal Gailberg la discesa è bellissima e sarebbe molto divertente da percorrere a capofitto, ma mi fermo diverse volte per guardarmi bene intorno e per scattare qualche foto. Kötschach è un paesino carino. In breve raggiungo il fiume Gail dove inizia il percorso ciclabile. Alcuni lavori di sistemazione delle sponde mi disorientano, ma in breve trovo la via e inizio la discesa della valle della Gail.

È una valle tranquilla, aperta, ariosa e molto verde. Il percorso è in lievissima discesa, per cui non si è esentati dal pedalare. Si viaggia quasi in solitudine, incrociando di tanto in tanto cicloturisti nella direzione opposta, tutti sorridenti e salutanti. La pista segue il corso del fiume, discostandosi solo poche volte all’altezza delle confluenze. In diversi tratti si può scegliere se stare sull’argine sterrato o sulla ciclabile sottostante asfaltata. All’altezza di Hermagor il percorso ciclabile si sdoppia, proponendo una variante per il Presseger See. Decido di rimanere sul percorso principale lungo il fiume, che rimane però più lontano dai centri abitati. E questo il tratto più monotono della valle del Gail, sterrato e diritto. Ricongiuntosi con il tratto settentrionale, la pista ciclabile si stacca dal fiume e piega verso nord, raggiungendo la ferrovia e i paesi. A Nötsch mi fermo su una panchina all’ingresso del paese per la pausa pranzo. Dopo Nötsch la pista sale leggermente per percorrere un tratto molto bello nel bosco e ricongiungersi al fiume Gail.



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