Dalmazia: l’altra faccia dell’Adriatico

Sabato 28 Giugno: Gli impegni di lavoro (più o meno forzati) di Sabrina ci hanno rivoluzionato i programmi dell’estate, per cui, non volendo assolutamente rinunciare al nostro hobby preferito, che notoriamente è viaggiare, ci siamo trovati quasi ad improvvisare questa nuova vacanza … Alla fine andremo per una settimana in una nazione a noi...
 
Partenza il: 28/06/2008
Ritorno il: 06/07/2008
Viaggiatori: fino a 6
Spesa: 500 €

Sabato 28 Giugno: Gli impegni di lavoro (più o meno forzati) di Sabrina ci hanno rivoluzionato i programmi dell’estate, per cui, non volendo assolutamente rinunciare al nostro hobby preferito, che notoriamente è viaggiare, ci siamo trovati quasi ad improvvisare questa nuova vacanza … Alla fine andremo per una settimana in una nazione a noi vicina, la Croazia, giovane repubblica nata nel 1991 in seguito alla sanguinosa guerra che portò allo smembramento dell’allora Federazione Jugoslava. In particolare andremo in una sua regione: la Dalmazia, che si protende a sud, lungo la costa adriatica, e che storicamente è stata a lungo legata all’Italia, ma soprattutto a Venezia e ai suoi traffici commerciali.

La sveglia suona molto presto, alle 4:20, e circa un’ora più tardi, alle 5:34, andiamo ad iniziare ufficialmente questa nuova avventura.

Dopo il caldo intenso degli ultimi giorni, al sorgere del sole la novità è accorgerci, mentre andiamo verso Faenza, che il cielo è nuvoloso … ma in questa fase le condizioni meteo sono tutt’altro che di fondamentale importanza.

Seguiamo l’autostrada A14 verso nord e alle 6:00 siamo a Bologna, dove imbocchiamo la A13, e poco più tardi nei pressi di Ferrara comincia anche a piovere forte … ma alle 7:00, mentre aggiriamo la città di Padova, spunta già un timido sole … Proseguiamo allora senza intoppi lungo la A4 e mezzora più tardi siamo a Mestre, quindi alle 8:30 a Trieste.

Ci lasciamo alle spalle l’Italia per la Slovenia, quindi verso le 10:00 entriamo in Croazia e subito ci fermiamo a cambiar valuta, acquistando le kune necessarie allo svolgimento del viaggio.

Subito oltre il confine entriamo in autostrada, ma dopo una manciata di chilometri, a Rijeka, siamo già fermi in coda e impieghiamo quasi un’ora per venirne a capo … Il traffico non è scorrevole e perdiamo tanto tempo anche dopo … Secondo programmi a mezzogiorno dovevamo essere a Zadar (o Zara in italiano), invece alle 13:00 siamo ancora ad oltre centocinquanta chilometri di distanza! Ci fermiamo a pranzare in un’area di sosta e poi riprendiamo strada, ma siamo subito di nuovo in coda per passare il tunnel di Sveti Rok, che funziona solo a doppio senso (sarà ultimato nel 2009) e perdiamo un’altra buona ora … Così abbandoniamo l’idea di far partire la visita della Dalmazia da Zadar.

Proseguiamo oltre e alle 16:30 arriviamo a Sibenik (o Sebenico) … Chiamo Giulia, una signora che abita nella vicina Vodice e che, grazie ad intrecci legati alla mia professione, ci ospiterà per le prime due notti in un appartamento di sua proprietà … Poi, senza perder tempo, ci apprestiamo a consumare la nostra prima visita croata.

La città di Sibenik, fondata nel X secolo, è meno conosciuta delle più celebri Dubrovnik, Split o Zadar, ma pensiamo possa valere il tempo che abbiamo deciso di dedicargli, a cominciare dal suo maniero, il Castello di S. Anna, quasi in completa rovina, ma dal quale si può ammirare uno stupendo panorama, sulla città vecchia, il mare di tegole rosse, le chiese e l’Adriatico che qui s’insinua fra due strette penisole … Scendiamo quindi, camminando lungo anguste e suggestive viuzze, fino alla mirabile Cattedrale di S. Giacomo (in parziale restauro), una delle più affascinanti di tutta la regione, eretta nel Quattrocento in uno stile di transizione fra il gotico ed il rinascimentale e dominante una piazzetta sulla quale prospettano anche diversi interessanti palazzi di recente accuratamente rimessi a nuovo.

Accattivante e caratteristica cittadina Sibenik, con begli scorci, peccato solo per la sua vecchia Loggia Veneziana, completamente nascosta da un grande palco … Ci consoliamo così con la vista di alcuni interessanti edifici religiosi, come la gotica chiesetta di S. Barbara, oppure quella di S. Giovanni, dall’alta e scenografica torre campanaria, sovrastata dalla bandiera nazionale.

In meno di due ore facciamo ritorno all’auto, decisamente soddisfatti per questo primo assaggio di Croazia … Ci spostiamo quindi di una manciata di chilometri nella vicina Vodice, nota stazione balneare della regione, dove incontriamo Giulia, che ci accompagna a casa sua e all’appartamento che ci ospiterà … Gentilissima ci offre anche un caffè con biscotti e poi ci lascia andare in camera a fare una doccia rinfrescante, perché ne abbiamo proprio bisogno dopo la lunghissima giornata in viaggio a girare intorno all’Adriatico.

Per cena usciamo nell’animato centro di Vodice, alla simpatica taverna da Burin, e poi, dopo una breve passeggiata, ci ritiriamo, con le palpebre ormai pesantissime, a consumare il meritato riposo.

Domenica 29 Giugno: Sveglia non troppo tardi e colazione sul balcone dell’appartamento, poi partiamo in direzione di Sibenik e giunti in vista della città deviamo verso l’interno per andare a visitare il Krka National Park, istituito nel 1985 allo scopo di preservare il corso e la magnifica vallata dell’omonimo fiume, che scorrendo sul terreno carsico della regione ha dato vita a placidi bacini lacustri e fragorose cascate … In particolare andiamo nella zona di Skradinsky Buk, quella più famosa grazie alla spettacolare sequenza di salti d’acqua che la caratterizzano.

Parcheggiamo l’auto in un vasto parcheggio e poi, sfruttando un servizio di autobus, scendiamo lungo una stretta e tortuosa strada, fra grandiosi panorami, fin sul fondo della vallata dove scorre il fiume.

Per mezzo di un sistema di passerelle in legno c’inoltriamo fra la folta vegetazione, dove l’acqua prima ristagna e poi scivola via, aggirando rocce, cespugli e radici, formando così piccoli rivoli, ma anche torrenti impetuosi che saltando nel vuoto vanno a formare qualche metro più in basso altri stagni e poi altre rapide, il tutto fra gorgoglii sempre diversi ed il persistente profumo del muschio … Una bella esperienza della durata di circa un’ora che ci porta alla base di Skradinsky Buk, dove l’ultima barriera di travertino crea la cascata più spettacolare della serie, con l’acqua che termina la sua corsa in un ampio e placido bacino.

Di fronte a Skradinsky Buk ci fermiamo per un po’ a contemplare l’ennesimo spettacolo messo in scena da madre natura … Si potrebbe fare anche un bagno, ma non fin sotto le cascate, così rinunciamo e cominciamo l’ascesa del sentiero che, fra begli scorci panoramici, ci riporta al punto di partenza e all’autobus che conduce all’uscita del parco.



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