Cambodia South Vietnam Mekong

Tre˜ventitré febbraio 2008 Diario di Viaggio di Fabrizio Carbognin con Barbara B. Introduzione La stagione migliore a mio parere, per visitare il sud-est asiatico, corrisponde al nostro inverno. Anche quest'anno ho avuto la fortuna di potere realizzare un magnifico viaggio, che mi ha portato in Indocina, precisamente in Cambogia e Vietnam...
Scritto da: fabri68
cambodia south vietnam mekong
Partenza il: 03/02/2008
Ritorno il: 23/02/2008
Viaggiatori: in coppia

Tre˜ventitré febbraio 2008 Diario di Viaggio di Fabrizio Carbognin con Barbara B.

Introduzione La stagione migliore a mio parere, per visitare il sud-est asiatico, corrisponde al nostro inverno.

Anche quest’anno ho avuto la fortuna di potere realizzare un magnifico viaggio, che mi ha portato in Indocina, precisamente in Cambogia e Vietnam del sud.

Dopo la faticosa esperienza senegalese dello scorso anno, ho voluto riassaporare la dolcezza dell’Asia, che già alcuni anni fa mi aveva conquistato nel corso dell’indelebile viaggio in India, realizzato con Elena (in rete il diario “South India tour Remastered”).

Quest’anno sono partito con Barbara, di Ferrara, conosciuta tramite la internet community del “Blog dei Viaggiatori d’Italia”. Ci tengo a precisare comunque che quanto leggerete, corrisponde a ciò che la mia sensibilità, la mia esperienza ed il mio modo di viaggiare mi hanno offerto e fatto provare; non scrivo anche a nome della mia compagna di viaggio, la quale giustamente potrà avere vissuto sensazioni ed essersi formata opinioni anche molto diverse dalle mie.

Mi permetto di consigliarvi la destinazione Asia; visitatela prima che la crescita economica forsennata di questi ultimi anni, ne snaturi l’essenza a favore di valori occidentali, dai quali io cerco di distinguermi. Andate in Asia si, ma fatelo con il massimo rispetto per le persone e l’ambiente, ricordate che si è sempre ospiti fuori dal proprio paese e che le proprie usanze ed abitudini quasi sempre non trovano corrispondenza tanto lontano da casa.

Abbiate il cuore e gli occhi aperti per volere bene anche in situazioni e diversità a prima vista faticose da accettare o incomprensibili. Siate quanto più possibile tolleranti, cercate sempre il verso positivo delle cose…

Spero al solito, che questo diario di viaggio, lungo 43 pagine, possa esservi utile per potere programmare al meglio le vostre esperienze e viaggi: ho incluso quanti più nomi, prezzi, indicazioni; come sempre sarò, tempo permettendo, disponibile ad offrirvi tutte le informazioni, che per sviste o volontà, non sono incluse fra le pagine che seguono. Su richiesta è disponibile il file .Pdf con copertina, font e layout originali. Se questo diario vi piacerà, potrete segnalarlo sul sito nel quale lo avete trovato. Grazie! A tutti in pace ed in amicizia.

Fabrizio Diario di Viaggio “Dedicato alle bambine ed ai bambini di Cambogia e Vietnam ed ai bianchi delfini Irrawaddy del Mekong” 3 febbraio 2008 Venezia Wellcome on board! Mi sembra ieri di essere tornato dal viaggio in Casamance, Senegal del sud, (in rete il diario “Casamance in solitario con cuore ed occhi di cristallo”), l’esperienza più dura che ho dovuto (voluto…) affrontare; in effetti è trascorso un anno preciso. Ora sono comodamente seduto su un fiammante Airbus della Emirates Airlines: scalo a Dubai, ad Hong Kong (pure!), arrivo a Bangkok come destinazione finale. Dopo l’esperienza sub-sahariana, dura ed affascinante, torno in Asia nostalgico della dolcezza delle persone, del cibo, della natura, dell’aria. Quest’anno non parto da solo, è con me Barbara, di Ferrara, conosciuta tramite una internet Community di viaggiatori. In questo anno ho realizzato molte cose, ho goduto di soddisfazioni professionali, ho chiuso definitivamente un ciclo della vita per iniziarne uno nuovo. Parto sereno ed in buona salute. All’aeroporto Marco Polo ho rivisto anche Vanessa con gran piacere, la quale ha accompagnato Barbara in aeroporto dalla stazione di Mestre. Vanessa è colei la quale con gran passione lavora nel proprio tempo libero per il buon andamento del blog dei “Viaggiatori d’Italia”, a lei la mia stima ed apprezzamento. Il decollo è stato ottimamente morbido ed i motori nuovissimi sono tanto silenziosi da sembrare quasi elettrici! I primi 5500 km cui Dubai dista, sembrano tracciati su una scia di seta visto il tempo magnifico, sono pieno di pensieri positivi ma ahimè pure digiuno da stamani, ora alle 15,40 spero in un catering di qualità.. La Emirates devo affermare è una ottima compagnia, appena saliti ci viene offerta una spugna di cotone caldo e profumato per potere pulire mani e viso, poco dopo, le hostess gentilissime e multietniche (la compagnia giustamente si vanta di aver 120 nazionalità fra i propri dipendenti!) ci consegnano un pieghevole con il menù, a scelta sempre due portate di carne o pesce, comunque tutto rigorosamente “halal” cioè adatto anche alla religione musulmana. Tutto il cibo e le bevande inclusi vino e super alcolici sono disponibili a volontà senza sur-charges, tranne lo Champagne francese che costa 8 $ a bottiglia da 375 ml. L’aeromobile offre ottimi servizi di svago: ognuno ha un proprio monitor a disposizione sul poggiatesta di fronte, con una ampia scelta di films, musica e videogiochi. Arriva la cena che trovo ben prodotta, pranziamo con posate di acciaio (!) cosa che non mi accadeva di fare dal 2000 quando volai a Cuba (in rete il diario “Cuba expedition tra Amore ed Odio”) con la Lauda Air, che oggi non esiste più. La qualità del servizio, degli apparecchi e del cibo, si ripeterà per tutti i ben sei voli che affronteremo in questo viaggio.

4 febbraio 2008 Dubai Airport Le prime sei ore e mezza di volo scorrono filate. L’arrivo all’aeroporto di Dubai avviene con una planata perfetta in un cielo buio e senza stelle. Fra quattro giorni sarà luna nuova. Purtroppo la connessione non è delle migliori e la sosta sarà molto lunga, dovremo aspettare quasi undici ore per imbarcarci nuovamente. Barbara, (è piena notte), inizia a sentire la stanchezza ed un po’ di fastidio per la visione di centinaia di persone stese per terra sulla moquette del grande salone centrale; sono in maggioranza indo-asiatici, cingalesi, pakistani… Mi chiede se per me è normale una cosa del genere, visto il morbido e caldo substrato rispondo convinto di si… Mi guarda stupita! Sinceramente mi sarei accomodato anche io per terra, comunque sia, occupate due morbide poltroncine, lascio Barbara ad un meritato riposo ed inizio il mio girovagare per l’aerostazione. Non posso non fare un paragone con lo “spazioporto” di Terminus, tanto meticolosamente descritto da Isaac Asimov nella sua celeberrima “Trilogia Galattica”. Un vibrante scintillio di luci e colori illumina ad intermittenza il corpo centrale dell’edificio a quattro livelli. Visto il mio pessimo vizio, come teleguidato trovo una delle diverse Smoking Area (a Venezia nemmeno una..). L’ambiente di circa quindici metri quadri è indescrivibile: la densità del fumo è talmente concentrata che mi è impossibile in maniera assoluta entrarvi, visto il sintomo di soffocamento provato dopo solo dieci secondi all’interno! Mi accomodo in piedi fuori della porta, soffiando in direzione di questa; non so quante sigarette ho fumato nel corso della notte, di certo nessuna in quelle specie di camere a gas chiamate salette fumatori. Barbara preferisce attendere seduta, io passo le ore ispezionando ogni spazio accessibile. Dal livello più alto, il quarto, si ha una ampia visuale e non è possibile non notare due filari di palme (che scoprirò essere di plastica hehe!) alte circa otto metri, a contorno dei settori con le moquette sui pavimenti,. Tutte le compagnie hanno spazi e “lounge” di attesa business class, poi hanno spazio alle estremità ed al centro del salone tre caffè (4, dico quattro dollari il bicchiere), c’è un pub irlandese e alcune opzioni per acquistare cibo low cost (per essere a Dubai!) e non mancano i soliti hamburger degli americani. Al piano inferiore, quello interrato, hanno spazio tutti i Duty Free. Sembra il paese dei balocchi, comunque è un paese. Profumi, tabacchi, liquori, orologi e oro anche a 24 karat, tecnologia … Per essere meno stressasti dalla lunga attesa, con Barbara che nel frattempo si è tirata su, passeggiamo un paio d’ore per i negozi e chioschi, valutiamo i prezzi e verifichiamo una buona convenienza per tutto tranne che per i profumi; Barbara ne è esperta e dice che i prezzi sono uguali all’Italia. Fra le opzioni dello spazioporto, noto con con vero apprezzamento una struttura adibita all’aiuto alla mobilità per anziani e portatori di handicap, non manca la moschea con sale separate per uomini e donne. Mancano la chiesa e la sinagoga. Devo annotare un continuo via vai di automobiline elettriche (tipo quelle dei golf club, ma senza copertura) che per clacson hanno un suono identico alle pistole dei bambini che si illuminano di tante lucine colorate. All’alba scopro che fuori piove. Alle nove della mattina ci imbarchiamo finalmente sul nuovo aereo, destinazione Hong Kong. Altri 6500 km di volo. Credo di essere riuscito a dormire un’ora, per il resto del volo che dura in totale oltre sette ore, trascorro il tempo con videogiochi (nel mio pc non ne ho nemmeno uno…), mi gusto un divertente film Bollywoodiano in lingua hindi con sottotitoli in inglese. Arrivati allo spazioporto di Hong Kong (mi sembra ancor più grande di quello di Dubai) abbiamo solo il tempo di una verifica della saletta fumatori, (visto che anche Barbara fuma ma molto meno di me); la troviamo adatta allo scopo, quasi “salubre”, mi incuriosiscono i posacenere integrati nei piani di marmo dei tavoli. Già ci attende il terzo ed ultimo imbarco, due ore e mezza di volo e saremo finalmente in Thailandia.



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