Thailandia e Cambogia 2020

Itinerario on the road da Bangkok al Triangolo d'Oro e tre giorni a Siem Reap.
 
Partenza il: 03/02/2020
Ritorno il: 23/02/2020
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Scegliere questa meta per il nostro consueto viaggio di febbraio è stato abbastanza semplice: non avevamo a disposizione un budget elevatissimo, in questo periodo il clima è veramente eccezionale, non ero mai stato in Asia e la cosa personalmente mi incuriosiva molto. La voce che incide di più in un viaggio del genere è il biglietto a/r Italia – Thailandia: noi abbiamo volato con Lufthansa (1 scalo in Germania sia all’andata che al ritorno) pagando a testa 405€; abbiamo poi preso due voli interni per trascorrere 3 giorni a Siem Reap (volo Chiang Rai – Siem Reap e Siem Reap – Bangkok) spendendo 190€ a testa. Quindi il totale per tutti i voli a persona è stato di 595€. Abbiamo dormito ad una media di 23€ per notte a camera, scegliendo tutte soluzioni con bagno privato.

Il nostro viaggio inizia a Bangkok, dove atterriamo il martedì mattina alle 8:30. Ritiriamo l’auto direttamente in aeroporto (il costo per tutti i giorni è di 322€ con Thrifty) e partiamo subito per Ayuttaya, 93 km a nord: impieghiamo circa 1 ora e mezza per arrivare a destinazione. Dopo aver fatto il check in nella guest house prenotata su Booking ( il “Q Zone Boutique House”, abbiamo speso 42€ in due, ma dopo il viaggio necessitavamo di una sistemazione di buon livello per riprenderci), inforchiamo le bici che la struttura ci fornisce gratuitamente e partiamo alla scoperta del Parco Storico. E’ un complesso molto vasto, proprio accanto al centro della città nuova, e muoversi in bici o scooter è la migliore soluzione. Si passa dai wat (templi) in stile Kmer a quelli più moderni, dagli stagni pieni di ninfee ed iguane alle statue del buddha disseminate un po’ ovunque. A nostro parere, da non perdere sono Wat Phra Si Sanphet, Wat Maha That e Wihan Phra Mongkhon Bophit. Alla sera decidiamo di esplorare il Night Market di Ayuttaya, dove scopriamo che mangiare in queste bancarelle all’aperto è veramente un’esperienza fantastica!

Il secondo giorno ci spostiamo a Lopburi, un viaggio di circa 120 km in cui facciamo diverse soste. La prima è poco fuori Ayuttaya, al Wat Phu Khao Thong: è una struttura affascinante, ed essere qua di prima mattina, senza turisti in giro, rende la visita senz’altro migliore. Tre quarti d’ora di macchina direzione nord e raggiungiamo Wat Muang, uno dei posti destinati ad essere icone del nostro viaggio. E’ un complesso molto grande e certamente abbastanza recente, ma lascia a bocca aperta. Intanto la statua dorata del Buddha alta 92 metri: è come un faro che vedi da lontano svettare su tutto, e pian piano che ti avvicini al suo cospetto ti fa sentire dannatamente minuscolo. Poi il resto: stagni con i pesci gatti, installazioni artistiche bizzarre, statue di fantasiosi guerrieri, templi bellissimi e luccicanti, statue di monaci che sembrano vere, mercatini. Segnatevi il nome di Wat Muang, non potete perdervelo! Da qui ci spostiamo una decina di km per andare a visitare la bellissima statua del Buddha sdraiato, nel complesso di Wat Khun Inthapramun: è interessante vedere molte persone riunirsi attorno a questa statua immersa nel verde a portare offerte di fiori e pregare. Continuando in direzione nord ci fermiamo per pranzo nei pressi della cittadina di Chaiyo dove lungo la strada mangiamo il miglior pad Thai di questo viaggio al Pad Thai Kung Yim: se siete in zona segnatevi anche questo posto!

Prossima tappa sono il Wat Phrabat Nam Phu e Tham Khao Khiao Priest’s Camp Site. Il primo è un monastero, con una parte ancora in costruzione: se non temete gradini e scimmie è un luogo che consigliamo di visitare. Il secondo sembra invece più un deposito di statue sacre, e la visione d’insieme che si presenta è davvero notevole. Ultima tappa di questa giornata è la città di Lopburi, capoluogo dell’omonima provincia. La città di per sé non offre grandi spunti di visita, ma è particolare per il gran numero di scimmie che vivono nel centro storico e soprattutto al Prang Sam Yod, un tempio Kmer accanto alla ferrovia. Bellissimo anche il mercato serale che si è tenuto proprio nella strada sotto la nostra guest house (abbiamo prenotato al Noom Guest House, molto carino, 15€ a notte in due). Il terzo giorno è più che altro uno spostamento da Lopburi a Sukhothai (320 km, quasi 4 ore e mezza di viaggio). Lungo la strada, nei pressi della città di Nakhon Sawan, facciamo due visite. La prima è al Wat Tham Bo Ya, un tempio ricavato in una grotta; qui non vedono molti turisti stranieri, quindi l’aria che ci si respira è autentica. inoltre qui abbiamo fatto la nostra prima offerta al Buddha (fiori, candele e incensi) per calarci un po’ in questa spirituale atmosfera thailandese. La seconda tappa è poco distante, ed è il complesso del Wat Si Uthum Phon: segnatevi anche questo nome perché è un posto eccezionale! Templi bellissimi e pulitissimi, antiche case in legno e dragoni e guerrieri che spuntano ovunque. Iniziamo pian piano ad avere familiarità con questo modo di vivere la spiritualità di questo popolo: loro pregano in questi posti che a noi occidentali possono quasi sembrare parchi dei divertimenti, ma lo fanno con devozione e serenità, senza farsi distrarre da tutto ciò che li circonda. Da qui, in 2 ore e mezza raggiungiamo finalmente Sukhothai, che è una delle tappe segnate in rosso sul nostro itinerario di viaggio. Stiamo qui due notti ( dormiamo all’ “Old City Guest House” al costo di 11,5€ al giorno colazioni comprese), perché abbiamo intenzione di dedicare tutto domani alla scoperta dell’immenso Parco Storico.

Sukhothai si rivela essere effettivamente una delle tappe più belle di questo viaggio. La giornata inizia prestissimo: alle 6 non riesco più a dormire, a mi alzo per fare due passi fuori. Poco lontano, su un ponte che conduce su una piccola isola dove si trova il Wat Traphang Thong, una fila ordinata di persone inginocchiate aspetta l’arrivo dei monaci del tempio per consegnare loro le offerte. Vedere questi monaci arrivare avvolti nelle loro vesti arancioni, vederli compiere questi movimenti così lenti e delicati, sentirli pregare intonando cantilene ipnotiche è un’esperienza che auguro a tutti di poter fare almeno una volta nella vita. Noleggiamo in città uno scooter all’esorbitante cifra di 7€ al giorno, e iniziamo ad esplorare il parco partendo dalla zona accanto al centro della cittadina: è tutto un susseguirsi di templi in rovina, statue del Buddha, stagni, paesaggi da cartolina ovunque. Segnaliamo il Wat Maha That, il Wat Srasri e il Wat Si Sawai; tenete presente comunque che ovunque decidiate di pernottare riceverete una cartina del Parco e vi verranno segnalati dai disponibilissimi gestori tutti i monumenti più interessanti, nonché gli itinerari migliori per visitarli. Nella zona invece poco più lontana, appena oltre i fossati difensivi della città vecchia, assolutamente da non perdere è Wat Si Chum, con la sua statua gigante del Buddha “inscatolata” tra 4 mura, che saprà lasciarvi senza fiato per la sua bellezza e spiritualità. Segnaliamo ancora, nella zona 3, cioè quella più distante dal centro, il Wat Saphan Hin: si tratta di un piccolo tempio in cima ad una ripida collina, ma che offre tranquillità e una bella vista su tutto il Parco. Il tempo di un fantastico drink alla frutta al Coffee kiang muang e torniamo alla base. Alla sera ci siamo concessi una buonissima cena a base di Pad Thai al Sureerat Restaurant (sulla strada principale, vicino al Mercato): cucinano veramente alla grande! Il quinto giorno ci porta a lasciare Sukhothai per dirigerci ancora a nord. prossima nostra meta è la città di Lampang. Il tragitto totale è di circa 200 km, che percorreremo in più o meno 5 ore, soste comprese. La prima tappa è il Wat Phiphat Mongkhon, un tempio buddista a quasi un’ora di macchina da Lampang. Perso nel bel mezzo della zona delle angurie, questo tempio sembra un grande parco giochi per buddisti: tanti piccoli templi, pagode, tutto nella pulizia più accurata che abbiamo mai visto, con i mattoni colorati, i pavimenti lucidissimi…bellissimo insomma!



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