Basilicata on the road

Alla scoperta di una terra ricca e sorprendente
 

Dopo mesi di chiusura in casa, il desiderio di partire, di scoprire nuovi luoghi e realtà si fa sentire più forte che mai. Che fare? Con tutte le restrizioni per chi intende viaggiare all’estero, la vacanza potrebbe trasformarsi in un calvario. Non posso rischiare di sacrificare così le mie sudate ferie! E allora la decisione: rimarrò in Italia. Perché non cogliere l’occasione di esplorare il mio adorato stivale, sempre a portata di mano, ma spesso ignorato, preferendo a lui lidi più esotici?

Sfogliando proposte di itinerari su Internet, ecco l’idea: visiterò la Basilicata! Una zona a me del tutto sconosciuta, che offre molte possibilità: da Matera, culla della cultura, al volo dell’angelo, sospesi nel vuoto, passando per tuffi nei torrenti, ponti tibetani e rapide in gommone, per poi rigenerarsi, infine, sulle spiagge di Maratea. Sono pronta! Per una volta non tornerò dimagrita, come invece accade spesso quando rientro dai miei viaggi all’estero, dove la cucina locale non è sempre così varia e gustosa come quella italiana!

La Basilicata si è rivelata una stupenda sorpresa: una terra ricca da molti punti di vista, che sta valorizzando le proprie risorse, le proprie città, il proprio territorio, creando attrattive per turisti e non. Una terra desiderosa di crescere, di farsi notare e di accogliere.

Consigli utili per visitare la Basilicata

L’auto è il mezzo ideale per visitare questa regione, non essendo tra l’altro molte località collegate tra loro in altro modo se non da strade. Non esistono vere e proprie autostrade, ma i collegamenti risultano piuttosto agevoli, anche se non estremamente rapidi, vista la conformazione del territorio, ricco di rilievi di media altitudine.

È possibile trovare alloggi semplici ed economici, per lo meno nelle località meno battute dal turismo di massa. A Matera, Castelmezzano e Maratea siamo riusciti a contenere i costi alloggiando lontano dai centri storici delle località, avendo a disposizione l’auto per gli spostamenti; in tal modo abbiamo scoperto piccoli gioielli architettonici ed una accoglienza gradevole e calorosa, che hanno reso il soggiorno ancor più autentico.

Vulture, tra castelli e cantine

Peperone crusco

Tappa di partenza fondamentale è il Vulture, luogo ideale per assaporare le ricchezze enogastronomiche di questa terra: Melfi, Rionero, Barile, Venosa sono piccoli centri abitati dove la cultura dell’Aglianico (vino corposo ottenuto dai vigneti coltivati in queste zone) è fortemente radicata. Vale la pena soffermarsi nelle cantine e visitare i filari di vite nelle campagne, facendosi cullare dai racconti di chi ha fatto della propria passione enologica un vero e proprio lavoro.

Visitiamo le Cantine del notaio a Rionero, azienda a gestione familiare, che vanta antiche grotte scavate nel tufo, dove viene ancora oggi affinato il vino destinato alla vendita. Totalmente al di fuori del centro abitato di Venosa si trovano, invece, le cantine Re Manfredi; qui è possibile letteralmente affondare i propri piedi nel terreno dove si coltivano i vigneti e visitare le moderne cantine, adatte a produrre vini di qualità su vasta scala.

In entrambi i luoghi, le degustazioni di vino e antipasti locali sono state quanto mai appaganti; abbiamo assaggiato salumi di insolite varietà, formaggi a pasta dura con confetture di profumata frutta estiva, ma soprattutto gli inimitabili peperoni “cruschi”, ovvero essiccati al sole e poi fritti, serviti a mo’ di chips: una vera delizia! Inevitabilmente uno tira l’altro! Non li avevo mai assaggiati prima, si tratta di un prodotto agroalimentare tradizionale, tipico di queste zone.

Matera, la regina della Basilicata

Matera

Matera rimane la regina indiscussa della Basilicata, con il bianco tenue delle sue case grotta, scavate nella roccia, delle sue chiese rupestri e dei suoi bassi edifici, affollati gli uni accanto agli altri, immersi nella cornice del Parco della Murgia Materana. La pace e la magia che emana questo luogo, dalle origini antichissime, un poco stride con le folle di visitatori che accalcano le sue strette viuzze ad ogni ora del giorno e della notte.

È facile imbattersi in scorci mozzafiato, passeggiando su e giù per i vicoli dei Sassi, il Barisano e il Caveoso, ovvero i rioni del centro storico della città, o arrampicandosi lungo i sentieri del Parco della Murgia.

È incredibile pensare che fino agli anni ’50, pima che Matera fosse totalmente abbandonata per almeno trent’anni, molte strade erano vere e proprie fogne a cielo aperto e la popolazione, prevalentemente contadina, viveva nelle case-grotta, solitamente costituite da una sola stanza, insieme al proprio bestiame, che premetteva loro di sostentarsi, oltre a funzionare come un vero e proprio impianto di riscaldamento, durante l’inverno. Ora queste grotte sono state totalmente riqualificate e trasformate in alberghi di lusso o piccoli musei.

Vale la pena farsi accompagnare da una guida locale nella visita dei Sassi, che potrebbe renderla ancor più interessante e completa.

Capitale della cultura e sito parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO, ora Matera gode del proprio meritato splendore, che l’ha resa spesso sede di set cinematografici (non ultimo per importanza, La passione di Cristo di Mel Gibson).

Craco, il borgo fantasma della Basilicata

Craco

Molto più piccolo e questa volta ancora abbandonato è il paesino di Craco, un gioiellino semi distrutto da frane e  terremoti, che l’hanno reso totalmente inagibile negli anni ’80. Ora è una vera e propria città fantasma, sede di un parco museale scenografico, visitabile lungo percorsi recintati, muniti delle opportune dotazioni antinfortunistiche.

Dopo cucina e cultura, è il momento di un po’ di adrenalina!

Volo dell’angelo Castelmezzano

Volo dell'angelo Castelmezzano

Siamo partiti con il volo dell’angelo, un lunghissimo cavo d’acciaio (1.400 metri), che collega due graziosi borghi medievali, Castelmezzano e Pietrapertosa, sia in andata, sia al ritorno; l’esperienza prevede di rimanere sospesi nel vuoto, ad oltre 100 metri di altezza,  assicurati al cavo con apposito imbrago, per essere poi lasciati “scivolare” fino a toccare i 120 km all’ora, tra un estremo e l’altro del cavo stesso. Veramente mozzafiato e imperdibile!

Per chi preferisse l’acqua, è possibile fare canyoning nella zona di Sant’Angelo le Fratte, ricca di boschi e torrenti, dove guide esperte ci hanno accompagnato tra pozze, cascate e guadi. Emozionante e spassoso, soprattutto per chi non teme il freddo (l’acqua dei torrenti raggiunge temperature tendenti al ghiacciato, anche in estate).

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