Alaska, Stampede Trail e Magic Bus… anche noi siamo stati Into the Wild

Un viaggio ispirato dal film di Sean Penn, Into the Wild! 80 km in 2 giorni attraverso lo Stampede Trail per raggiungere il Magic Bus di Chris McCandless
 
Partenza il: 17/09/2014
Ritorno il: 27/09/2014
Viaggiatori: 3
Spesa: 2000 €

Sistemati gli zaini, scorgiamo sotto ad un piccolo pino un sacchetto sigillato, sembra che ci sia un qualcosa che va riempito d’aria perchè c’è una pompa all’interno. Non è la prima volta che troviamo oggetti lungo il cammino, un paio di scarponi, calzetti, un remo e spazzatura varia.

Riprendiamo il viaggio, che bello avere il sole che ci accompagna, accende i colori della natura, da sollievo all’animo. Continuano i rivoli d’acqua e si incomincia a salire sulle collina, infatti le ultime ore di cammino si percorrono sulla cresta di una lunga collina che permette di godere di una vista meravigliosa sulla valle alla nostra sinistra. Ci lasciamo sulla sinistra i due laghi che ricordiamo aver visto sulla mappa, questo indica che siamo in dirittura d’arrivo, ora il nostro pensiero è rivolto alla presenza o meno del famoso bus abitato da Christopher McCandless nel 1992. Circola voce che sia stato rimosso, ma noi non ci crediamo, vogliamo vedere con i nostri occhi!

Sono quasi le 8 della sera, sono 12 ore che camminiamo, Con una mano tesa, calcolo quanto manca al tramonto (www.ulm.it/hangar/mix/mnulm/arfhtm/Vademecum/tramonto.htm) e non manca molto. Guardando l’orizzonte si scorge qualcosa di bianco, ll battito accellera perchè ci siamo! schiaccio REC sull’Iphone e parte il video (https://www.youtube.com/watch?v=qOZF8hJbFp0)

Che momento! La tensione svanisce, stasera dormiremo qui, al coperto, ma non al caldo!

Il “materasso” è sfondato, con noi sopra è una amaca, proviamo ad accendere il fuoco ma è troppo umido, allora mettiamo a stendere i calzini bagnati e non ci rimane che coricarci.

Sacco a pelo e coperta isotermica (www.decathlon.it/coperta-di-sopravvivenza–id_8306013.html) per la notte a – 9 gradi, il bus non ha isolamento termico e tutti i finestrini sono rotti. Il nostro giaciglio danza ad ogni minimo movimento e sembra di stare in barca.

Fuori è sereno e non è buio pesto (immaginate di trovarvi nel bosco con la luna piena) si sente qualche rumore li fuori, cosa è stato non si saprà mai. Durante la notte ci svegliamo tre o quattro volte, non è un sonno tranquillo e ci chiediamo se è tutto ok. Ora sappiamo cosa ha provato il protagonista del libro di Krakauer.

Appena incomincia a fare chiaro, decidiamo con molta, MOLTA fatica di uscire dai sacchi a pelo. Controlliamo se qualcosa si è asciugato e vediamo che i calzini sono ghiacciati! Potremmo usarli come boomerang per cacciare qualche animale e fare colazione da quanto sono duri! Riprovo ad accendere il fuoco e per grazia trovo del liquido infiammante che permette la regolare comustione! Bhè, quel bidone adattato a stufa scalda da morire! in pochi minuti l’interno del bus ha un leggero tepore e permette ai calzini di fumare e sciogliersi dai ghiacci! Nel mentre scattiamo qualche foto ricordo e facciamo colazione (cioccolata, banane e frutta secca) QUESTO SARA’ il nostro ultimo pasto per le prossime 24 ore!

Lasciamo per sempre il Magic Bus quasi alle 9, in ritardo rispetto alla tabella di marcia. Partiamo con la fatica in corpo del giorno prima ma è ancora sereno (ancora per poco) e la temperatura non è male. Non c’è vento e questo è un ottima cosa!

Ma la fatica si sente e il mio sacco a pelo continua a darmi fastidio…decido di lasciarlo li. Con meno peso addosso viaggio meglio e ripercorriamo a ritroso il sentiero. Con Simone ci scambiamo poche parole, pensiamo ad arrivare il prima possibile, sappiamo che arriveremo con l’oscurità alla macchina e non sappiamo ancora dove andremo a dormire la notte che verrà.

Sono le 11 ed il cielo incomincia a riempirsi di nuvole… non promette bene! Scendiamo dalla collina, incomincia a cadere la pioggia, sono gocce fredde, ci saranno 3 – 4 gradi e prima che sia troppo tardi, tiriamo fuori il poncho e ci prepariamo a camminare a testa bassa.

Sono più o meno le quattro del pomeriggio quando raggiungiamo il Teklanika, (la stanchezza ed il cattivo tempo rallenta il nostro cammino) il livello dell’acqua è più alto rispetto a ieri e dobbiamo affrontare prima la parte più profonda del fiume. Simone, spaventato dall’esperienza del giorno prima, non è convinto di poter affrontare la traversata e mi chiede se vi sono metodi migliori per evitare tutto questo. il video qui a fianco può rendere l’idea della forza della corrente. L’orologio non è dalla nostra parte, il tempo scorre, la temperatura si abbassa e l’oscurità si avvicina. Dobbiamo prendere una decisione, rispondo a Simone che non ci sono molte frecce al nostro arco, opzione uno attraversare dove il letto si divide in due (poco più su) ma nell’ultimo tratto si vede che la corrente è forte e non sappiamo quanto sia fondo, opzione due chiamare i soccorsi (costo del recupero 1000 dollari) ma provando a chiamare il 911 il telefono è muto, opzione tre vedere cosa contiene la busta con la pompa( ricorda il giorno prima sotto l’albero?) e sperare che sia utile allo scopo. Proviamo l’opzione 3 “Simone vai a prendere la busta e io cerco un punto buono per attraversare”.

Trovato il posto, una biforcazione del fiume con poca corrente a acqua al livello dello stinco, e tempo di aprire la busta, si scopre che contiene un gommone (speriamo non bucato) come in foto solo che in blu, remi da montare e pompa. Iniziamo a gonfiare il mezzo e con piacere notiamo che non ha perdite. Questo canotto è per sole due persone e con i nostri zaini rischiamo di andare sotto, dobbiamo alleggerire e mollare lì alcuni vestiti, il sacco a pelo di Simone ed altre cose di poca importanza. Ora bisogna organizzarsi per prendere la corrente senza essere trascinati via per molti metri. Simone si sistema dietro, io davanti, simuliamo la remata per non trovarci a girare su noi stessi, prendiamo coraggio e partiamo. Qui se capottiamo siamo persi, è questo il mio pensiero all’inizio dell’attraversata, dove ancora la ragione ha il controllo della situazione. Ma appena prendiamo la corrente, l’istinto prevale e fai di tutto per avvicinarti alla sponda opposta. La forza del fiume è notevole, l’acqua sollevata dai remi bagna la faccia ….è fredda! Siamo nel mezzo del corso d’acqua e ci ritroviamo all’indietro, dobbiamo raddrizzarci. Io tengo fermo il remo immerso nell’acqua per fare perno e Simone deve remare più forte che può… Dai… Dai… Dai… Dai… diamo il tempo alle remate, riusciamo a tornare dritti, ma poco dopo siamo nuovamente contro corrente.



    Commenti

    Lascia un commento

    Leggi i Diari di viaggio su Alaska
    Diari di viaggio
    alaska, 49th state

    Alaska, 49th State

    Da qualche anno avevo in mente di organizzare un viaggio in Alaska, ma l’elevato costo dei voli aerei mi aveva sempre fatto desistere....

    Diari di viaggio
    alaska, regno di ghiacciai

    ALASKA, regno di ghiacciai

    12 AGOSTO Partiamo da Fiumicino alle 10.30 con due ore di ritardo in direzione di Francoforte. Fortunatamente anche il volo per Anchorage...

    Diari di viaggio
    il grande nord: crociera in alaska e parchi delle montagne rocciose in auto

    Il Grande Nord: crociera in Alaska e parchi delle Montagne Rocciose in auto

    Abbiamo visitato tanti paesi nel Mondo ma gli sconfinati spazi del territorio Americano e Canadese sono sicuramente fra i nostri preferiti...

    Diari di viaggio
    alaska: nell'estremo nord

    Alaska: nell’estremo Nord

    Volo su Anchorage. Affitto di un super SUV 4x4. Pernottamento ad Anchorage: Anchorage Grand Hotel (pulito, posizione comoda, qualità...

    Diari di viaggio
    alaska, una lunga strada per il mar glaciale artico

    Alaska, una lunga strada per il Mar Glaciale Artico

    Ciao! Un saluto a tutti i lettori di Turisti per caso. In passato avevo già scritto su questo sito, raccontando dei miei viaggi spesso...

    Diari di viaggio
    l'ultima frontiera: tour automobilistico in alaska

    L’ultima frontiera: tour automobilistico in Alaska

    Quest’anno abbiamo deciso di abbandonare momentaneamente la moto per questo viaggio in Alaska, la ragione principale è che siamo in tre,...

    Diari di viaggio
    alaska, stampede trail e magic bus... anche noi siamo stati into the wild

    Alaska, Stampede Trail e Magic Bus… anche noi siamo stati Into the Wild

    Siamo in tre all'aeroporto di Venezia in una fresca giornata di settembre, pronti per questa esperienza che sicuramente lascerà un segno...

    Diari di viaggio
    alaska fai da te

    Alaska fai da te

    Alaska, arriviamo! Già molti anni fa volevamo andarci ma come al solito avendo deciso all’ultimo, x il mese di Agosto non avevamo più...

    Diari di viaggio
    estate in alaska

    Estate in Alaska

    L’ALASKA di Nadia e LaurentinoDurata del viaggio 14 giorni, periodo15 giugno- 29 giugno 2014,15/06/2014 Partenza con...

    Diari di viaggio
    tuono bianco

    Tuono bianco

    “The best feeling: returning to civilization”. Delle oscenità che infiorettano i cessi degli uomini, questa, letta a Katmai, è la...