Alaska, 49th State

Alaska sud orientale, Ketchikan, Wrangell, Juneau, Denali National Park, Wrangell St Elia National Park, Vancouver e Seattle
 
Partenza il: 25/07/2019
Ritorno il: 16/08/2019
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

Da qualche anno avevo in mente di organizzare un viaggio in Alaska, ma l’elevato costo dei voli aerei mi aveva sempre fatto desistere. Decido comunque che l’estate 2019 sarà dedicata all’Alaska e ipotizzo leggendo un po’ di commenti un tour un po’ particolare che prevede la visita del Panhandle (cd. manico della padella dell’Alaska) senza il ricorso alla nave da crociera, ma utilizzando i traghetti dell’Alaska Marine Highway. Con largo anticipo, già da novembre, inizio a verificare i voli. Accertato che l’unica compagnia che collega direttamente l’Europa all’Alaska è la Condor Airlines con partenza da Francoforte e visti i costi che, per me con partenza da Napoli, erano davvero alti, cioè 3.100 euro per due andata e ritorno verifico che i voli più competitivi sono quelli di Air France. Verso fine novembre ricevo una pubblicità di Air France che prevede ottimi sconti sui voli dall’Europa verso il Canada. Decido di approfittare del volo A/R su Vancouver con l’intenzione di visitare sicuramente Vancouver e eventualmente Vancouver Island. Compro il biglietto per 1.490,00 a/r per due persone da Napoli a Vancouver, con l’idea di decidere in un secondo momento come arrivare in Alaska.

INFO GENERALI: Voli e spostamenti

Come ho detto ho acquistato i biglietti a novembre sul sito della Air France con le seguenti tratte: Napoli/Parigi/Minneapolis/Vancouver e ritorno Vancouver/Toronto/Parigi/Napoli. Tutti i voli saranno puntuali e le valigie, nonostante i due scali, verranno consegnate sia all’andata che al ritorno. Il volo è un po’ faticoso soprattutto all’andata in quanto lo scalo è negli USA a Minneapolis e quindi un po’ più lungo visto che bisogna fare le verifiche della immigrazione e riprendere il bagaglio. Qualunque cosa riguardi l’Alaska costa tanto anche i voli interni da altre città degli Usa e in particolare da Seattle, non ne parliamo poi da altri Stati e, quindi anche da Vancouver. Alla fine decido di muovermi da Vancouver a Seattle con un comodo pullman Quick bus (parte dal centro delle città) i cui biglietti si possono acquistare on line e da Seattle prendere i voli per l‘Alaska. Ho ottimizzato così gli spostamenti e ho visitato Vancouver all’andata e Seattle al ritorno. Complessivamente abbiamo preso dodici aerei in tutta la vacanza, in quanto ai sei voli di andata e ritorno dall’Italia, bisogna aggiungere gli spostamenti interni.

Auto

L’abbiamo noleggiata solo ad Anchorage ricorrendo a Go-North, l’unica dopo ampie ricerche, che forniva l’assicurazione per strade come la Denali Highway e la McCarthy road. Strade sterrate ma comodissime, a detta dei locali, scivolose quando piove. Non sono riuscita trovare altre compagnie in quanto qualcuna con sede ad Anchorage (tipo Midnight Sun) consentiva di percorrere le strade sterrate, ma non forniva l’assicurazione. Ho mandato anche una mail, ma non mi hanno mai risposto. Non essendo cittadini americani non sapevo come fare per stipulare un’assicurazione per l’auto, dunque bere o affogare, Go-North. Al costo di 1121 $ per sette giorni e 800 miglia iniziali, ci hanno dato una Jeep Cherokee nuovissima e in ottime condizioni ma davvero troppo rigidi. Innanzitutto sono aperti solo dalle 10,00 am alle 3,00 pm e per arrivarci dall’aeroporto bisogna prendere un taxi. I giorni di noleggio si contano dall’orario di ritiro, dunque avendo preso la macchina alle 11,00 del mattino, l’abbiamo dovuta riconsegnare alle 11,00 dell’ultimo giorno. Poi ci sono penali per tutto: se non riporti la macchina pulita (quindi devi organizzarti per il lavaggio andando al car wash che ti segnalano), se ci sono macchie di trucco, se non hai fatto il pieno, se la consegni in ritardo, se puzza di pesce, se hai scheggiato il vetro, nonostante la copertura VIP che ha comunque una franchigia di 500 dollari, praticamente uno stress!!!!. Chiaramente la sfiga ci tocca e, quindi, mentre percorriamo la strada che porta al Denali Park da Anchorage, quindi non una sterrata, ma una normalissima strada asfaltata, ecco che una pietra scheggia il parabrezza, 95 dollari da pagare al rientro. Ma non è finita qua. Al ritorno mentre percorriamo una strada asfaltata, all’improvviso sentiamo un forte rumore provenire da una delle ruote posteriori. Un rumore incredibile. Fortunatamente siamo vicino al Matanuska Glacier una zona molto turistica e chiedendo alla proprietaria della guesthouse dove dormiamo ci fornisce l’indirizzo di un meccanico che si trova a dieci miglia e provvede anche a chiamarlo annunciando il nostro arrivo. Alla fine si trattava, come pensavamo, di una piccola pietra che si era incastrata nel disco della ruota. Quindi smontata la ruota la pietra esce e al costo di venti dollari risolviamo il problema. Quando alla restituzione dell’auto chiediamo il rimborso, la responsabile della Go North, fa storie, ma in tutte le istruzioni e raccomandazioni che ci avevano dato all’andata, c’è anche un bel foglio dove stava scritto che fino a 50 dollari in caso di guasto potevamo/dovevamo provvedere in autonomia senza essere autorizzati alla spesa, purchè comprovandola con ricevuta. Quindi, un po’ arrabbiata, mostro le loro istruzioni, la ricevuta e la foto dell’indirizzo del meccanico fatta nella guesthouse e così ci scalano i venti dollari. Alla fine era una questione di principio!

Cibo

In Alaska abbiamo mangiato bene, non i soliti hamburger o bistecca o pizza di Pizza Hut, ma spesso salmone e halibut e una sera ad Anchorage anche la zuppa di pesce, a volte anche una ottima pizza. A Wrangell al Lodge of the Hungry Beaver, suggerito dalla nostra host, era veramente ottima. Nei ristoranti la spesa si aggirava sui 70/80 dollari per due persone, nei posti un po’ più alla buona, tipo pub, sui 50 dollari sempre per un piatto principale e da bere. In Alaska ci sono un sacco di birre buonissime in quanto sono presenti parecchi birrifici locali e, in particolare a Juneau, anche il caffè era molto buono. Presso il the Rookery Cafè il double expresso era ottimo.

Alloggi

Come sempre, ho fatto riferimento sia al sito di Booking, che ad Airbnb, in particolare per gli alloggi sulle isole della zona sud orientale e per Mccarthy. Ho trovato qualcosa anche on line cercando su trip advisor e su google maps e contattando direttamente i proprietari delle case e le guesthouse. Mediamente ho speso 150 dollari al giorno, tranne a Seattle dove ho speso più di 200 dollari per una notte. Ma in quel caso mi serviva un hotel con reception 24/24 e deposito bagagli. Anche a Vancouver ho speso un po’ di più in una guesthouse con colazione inclusa. Purtroppo queste città sono davvero costose.



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