Le figlie di Eolo

Alla scoperta delle isole di Andros e Tinos

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  • di giubren
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Premessa – viaggiare in tempo di COVID significa accettare rischi ma anche rispettare tutte le regole di contenimento della pandemia che non mirano a discriminare, ma a tutelare la salute pubblica del Paese ospitante. Viaggiare nei primi giorni di luglio verso le isole (ad oggi rimaste immuni dal contagio) ha comportato una certa ansia relativamente alla modalità applicativa delle nuove norme che il governo greco aveva fatto entrare in vigore dall’inizio del mese, disponendo test a campione sui turisti in arrivo. Già prima di metterci in viaggio delle rassicurazioni ci erano state date dal proprietario degli studios di Batsi (Andros), per cui siamo partiti piuttosto tranquilli. Al nostro arrivo all’aeroporto di Atene non siamo stati sottoposti al tampone, per cui tutto è iniziato nel migliore dei modi e senza inconvenienti di sorta. Smaltire lo stress accumulato nei mesi antecedenti la partenza non è stato facile, ma sono stati soprattutto i greci ad averci aiutato, invitandoci a smettere di parlare della pandemia e di pensare solo alle nostre vacanze…

Albeggia sul porto di Rafina; il nostro traghetto parte la mattina presto raggiungendo Gavriosull’isola di Andros in circa 2 ore. Andros è per estensione la maggiore delle Cicladi dopo Naxos e si localizza nella parte settentrionale dell’arcipelago, risentendo dell’influenza culturale ed architettonica delle isole poste più a nord. A differenza delle sue consorelle cicladiche, Andros ha un paesaggio verdeggiante e ricco di fonti d’acqua, per cui boschi di platani ed agrumeti crescono rigogliosi nelle vallate e sulle scoscese montagne dell’entroterra.

L’antica città dell’epoca classica sorgeva sulla baia dell’attuale Paleopoli; ben poche sono le rovine superstiti, tuttavia il sito è visitabile percorrendo un piacevole percorso di trekkinged il locale museo archeologico aiuta a farsi un’idea dell’antica ricchezza dell’isola, tanto che l’imperatore Nerone sottrasse dal sito diverse statue per abbellire le sue residenze a Roma.

Raggiungiamo Batsi, la cittadina che di solito accoglie la gran parte dei turisti stranieri e che si trova a pochi chilometri dal porto. Le strutture sono occupate solamente al 20% e gran parte dei visitatori sono ateniesi che amano nel fine settimana recarsi nelle isole prossime alla capitale.

Gli edifici hanno il caratteristico aspetto cicladico, ma con tetti di tegole rosse e sono raccolti attorno alla chiesa principale ed al porto, dove attraccano pescherecci ed imbarcazioni private.

Batsi è sicuramente il luogo più animato dell’isola, con i suoi ristoranti e locali eleganti ma rimane - come l’intera Andros del resto – un posto estremamente tranquillo anche in tempi normali, oltre ad essere una buona base per esplorare l’isola e le sue spiagge poste più a nord, in particolare Agios Petroscon un arenile molto ampio ed acque tranquille.

Meritano le baie di Vitali e di Zorkas, soprattutto nelle giornate senza vento, per le sfumature dei colori del mare grazie alla presenza di ciottoli bianchi e grigi. Per raggiungerle, si percorrono piacevoli strade fiancheggiate da paesaggi verdi di bassi cespugli spinosi che terminano con qualche chilometro di sterrato. Lungo il tragitto, si incrocia la torre ellenistica di Agios Petros che ancora troneggia con i suoi 20 metri d’altezza, fiancheggiata da due cappelle cristiane. Rispetto a similari edifici presenti su altre isole, la torre appare ancora in ottimo stato di conservazione

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