Cicladi fuori dal coro

Andros, poco piegata al turismo ma bagnata da un mare cobalto, e Tinos, con villaggi caratteristici, santuari e una rete capillare di sentieri
Scritto da: artemisia59
cicladi fuori dal coro
Partenza il: 25/07/2016
Ritorno il: 05/08/2016
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

ANDROS DI ACQUA E DI PIETRA

ANDROS, perché? Per la voglia di scoprire un’isola che tanto un’isola non pare: vicina alla terraferma, ha più i connotati di zona montuosa, ricca di acqua, boschi, sentieri e pietra, che affonda i piedi in un mare cobalto. Poco cicladica, se per cicladica si intende l’isola brulla, spruzzata di paesini bianchi e cupole blu. Molto vera e intensa, poco piegata al turismo.

25/7

Arriviamo al porto di Gavrio in 2 ore da Rafina (Atene) nella luce bassa del tramonto. Un tramonto i cui colori sono coperti dal promontorio che chiude la baia di Gavrio. Andros è cruda e senza fronzoli. Si presenta così all’arrivo e così si confermerà piano piano, pur facendosi amare. Ostica come questo vento che ci ha accolto e ci accompagna, incurante dei turisti e delle loro misere, ridicole esigenze. Passiamo la notte al Galaxy hotel, proprio di fronte allo sbarco, nel quale avevamo prenotato non essendo certi di riuscire ad arrivare ad un orario accettabile per ritirare lo scooter e spostarci subito a Batsì. Trovo molto originale l’urna cineraria con foto dell’antenato alla reception.

26/7

Ritiriamo il nostro 125 da Mamais Rent aCar ([email protected], ha anche una pagina FB). Carichiamo alla meno peggio gli zaini e partiamo per Batsì. I 6-7 km che separano le cittadine sono coperti da una bella strada che costeggia il mare. Un mare abbastanza riparato dal vento, turchino e trasparente. A Batsì abbiamo prenotato agli Elpida Studios. Assolutamente da consigliare: posizione appena in alto entrando in paese da nord guardando il mare (si scende e sale a piedi), camere ampie con bel balconcino e ragazze gentili alla reception. Arriviamo pero’ troppo presto e la camera non è pronta, così iniziamo con una passeggiata nel piccolo paese di Batsì, fino a salire alla chiesa che domina il panorama , attraverso ombrose scale in pietra . Batsì rivela una connotazione più a misura di turista, ma comunque piacevole e rilassante.

Nel pomeriggio, davvero sfidando le folate di vento, arriviamo ad Andros Chora (una quarantina di km da Batsì). Il Faro Tourlitis (simbolo di Andros in tutte le foto), la chiesetta e il castro Veneziano sul promontorio, tra gli schiaffi violenti del mare, sono stati uno spettacolo superbo e indimenticabile. La bonaccia non avrebbe dato tante emozioni. Grazie, Eolo! La cittadina, riparata dal vento, è un porto tranquillo e raffinato. A nord e a sud (prendendo come punto di riferimento la famosa statua del marinaio di fronte al Castro sul mare), ci sono due lunghe spiagge, rese oggi impraticabili per via del vento. Quella a sud mi sembra in ogni caso migliore.

Lungo la strada del ritorno, poco dopo il paese di Mesarià, non possiamo fare a meno di farci tentare dalla strada che porta alle grotte di Foros. Alla grotta di Aladinou lasciamo la moto sul ciglio della strada e proseguiamo a piedi. Il sentiero in pietra porta all’ingresso delle grotte in una decina di minuti, ma non possiamo entrare per la mancanza di abiti adeguati: la temperatura all’interno, come ci indica un cartello, è troppo bassa. Torniamo infine alla base: qualche minuto di meditazione sulla nostra panchina preferita, di fronte agli studios , infine ottima cena alla Taverna Stamatis, taverna storica, ben indicata all’interno del paese alla fine di una scalinata.

27/7

Ancora vento da nord. La corsa delle nuvole lo rende evidente. Decidiamo per la spiaggia di Fellos, sperando nella buona sorte. La spiaggia si trova 4 km a nord del paese di Gavrio e vi si arriva con una buona strada asfaltata. E’ una spiaggia a mezzaluna orlata di tamerici e riparata, ma il vento è ancora forte e alza la sabbia dal basso. Purtroppo, visto anche l’orario mattutino, fa persino freddo e non possiamo godere appieno della bellezza di questo luogo. Decidiamo di tornare verso Batsì e scendiamo alla spiaggia di Aghios Petros, poco prima di Kipri, al lato sud, a ridosso del promontorio che la divide da Chrysi Ammos bay. Una spiaggia splendida, in parte attrezzata e con mare calmo effetto-piscina. Risaliamo sulla moto, superiamo il promontorio dalla statale e scendiamo a Chrysi Ammos. Anche qui effetto-piscina. La bellezza di queste spiagge tra Gavrio e Batsi è arricchita anche dall’assoluta assenza di complicazioni e sterrati: basta parcheggiare sulla strada e scendere in acqua.

Nel pomeriggio basta mare. Inseguiti dalle nuvole, dal vento e dal freddo, partiamo verso l’interno: Katakolos, Remata, Vourkoti, Apikia. Il panorama è decisamente montano. Salendo verso Apikia, si ha una vista bellissima prima della spiaggia di Akla e di Andros Chora poi. Akla dicono sia la spiaggia più bella di Andros, ma la strada per arrivarci dovrebbe essere terribile. L’alternativa sarebbe farla a piedi. Ma ci domandiamo se ne valga la pena: ci sembra che le spiagge di Andros siano tutte più o meno simili e belle. Decideremo in seguito, anche perché con questo vento c’è anche il rischio di sfacchinare per arrivare ad una tale spiaggia e poi non potersela nemmeno godere. Andros è ricchissima di acqua e ad Apikia ci sono le sorgenti e la sede industriale dell’acqua minerale Sariza. Ecco di nuovo l’occasione per un breve trekking tra i boschi, fino ad una piccola cascata. Questa zona è frequentata moltissimo dai camminatori, che vi fanno base intere settimane per itinerari giornalieri di cammino. Al ritorno, dopo un giro alla bella spiaggetta privata Kolona, proprio sotto I nostri Elpida Apt, cena alla Taverna Kantouni, all’inizio del lungomare di Batsì. Non eccellente, ma con gentili e simpatici ragazzi alla gestione.

28/7

Sempre combattendo contro le folate, oggi sarà la giornata della famosa spiaggia Pidima Tis Grias: Il Salto della Vecchia, così chiamata per il faraglione che si dice una vecchia pietrificata nel momento del suicidio, conseguente al rimorso per aver aiutato i turchi invasori. Dal paese di Khortio vi sono le indicazioni. Dopo circa 1 km di sterrato, si parcheggia. L’ingresso della scalinata che porta alla spiaggia è facile che sfugga, ma se sbagliando si prosegue, la strada finisce e occorre tornare indietro. Le scale sono in pietra, più o meno sconnesse, e hanno il corrimano nel punto che si affaccia sul mare. La spiaggia è molto coreografica, piccola e riparata dalle rocce, ma il vento anche qui non ci dà tregua.

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Tinos dal mare



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