Vacanza nel sud della Tunisia: benvenuti alla fine del mondo

Appunti di viaggio, brevi consigli e qualche curiosità su Djerba e il Sahara tunisino

  • di Horowitz
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Appena rientrato in Italia da una riuscitissima vacanza in Tunisia. Lascio un'immediata impronta di viaggio sul web, anche per non perdere il retrogusto di alcuni luoghi che, sicuramente, non svaniranno dalla mia memoria come le impronte sulla sabbia spazzate via dal vento del Sahara.

Mi scuso se alcuni dei riferimenti contenuti in queste note non saranno corretti, ma li riporto così come si sono impressi nella mia mente.

Identikit e programma

Coppia di mezza età, senza figli. Abbiamo viaggiato un po’, soprattutto in Europa, ed eravamo alla disperata ricerca di sole (dopo un anno di pioggia ininterrotta, non se ne poteva più), mare, relax, con qualche stimolo culturale che cerchiamo sempre di garantirci in ogni viaggio programmato.

La nostra scelta è ricaduta sulla Tunisia, e sull’isola di Djerba, che ci sembrava possedere tutti i requisiti richiesti. Il periodo (fine maggio-inizio giugno), inoltre, ci consentiva di abbinare la vacanza al mare con la visita al deserto tunisino senza particolari sofferenze (in particolare da parte della mia dolce metà, più a suo agio con il polo nord che con l’equatore).

La scelta si è rivelata azzeccatissima: abbiamo fatto tutto senza versare una stilla di sudore. Magnifico!

Per il relax ci siamo affidati, diversamente dalle nostre precedenti esperienze di viaggio, a Veratour, ed al suo villaggio a Djerba. Anche questo ha funzionato alla perfezione. Complimenti!

Voli

Dovevamo partire da Verona, poi da Bergamo, infine il tour operator ci ha dirottati su Bologna. Volo d’andata Neos con decollo alle 8.00; alzataccia da record quindi (siamo partiti da casa alle 3.15 a.m.) ma in compenso, per la vista dell’alba sull’autostrada non ci è stato chiesto nulla, non essendo inclusa nel pacchetto…

Volo di rientro dopo una settimana con Nouvelair alle 15.05.

Ci è andata bene. Tutto in perfetto orario, sia all’andata che al ritorno (quest’ultimo, anzi, in anticipo sull’orario previsto).

Abbiamo penato un po’ con i bagagli all’andata, visto che Neos ha controllato anche il peso del bagaglio a mano (è la prima volta che mi capitava). Dopo una breve quanto convulsa risistemazione (dovrei dire rivoluzione…) dei bagagli sulla pesa, siamo riusciti a passare indenni al check-in.

La cosa, però, ci ha condizionati per il volo del ritorno. O meglio, ha condizionato me, attento a non acquistare souvenir troppo pesanti che non sarebbero passati al controllo di rito al ritorno; non ha condizionato, invece, mia moglie che, tra tutti i souvenir in vendita, ha naturalmente optato per dei macigni di piastrelle a mosaico acquistate a Djerba.

Fortunatamente Nouvelair mi è sembrata più tollerante sul punto: sui leggeri sforamenti del bagaglio da stiva ha chiuso un occhio, mentre li ha chiusi entrambi sui bagagli a mano (divenuti, per i motivi di cui sopra, due blocchi di roccia durissima che ci hanno procurato dolori ai polsi e alle spalle per i giorni a seguire; per non parlare della sfilza di marsupi e tracolle varie appese sul mio corpo stile Rambo (avete presente un albero della cuccagna semovente?).

Comunque, entrambe le compagnie hanno servito una bevanda e un tramezzino gratis durante il volo. Ottime le manovre dei piloti, sia al decollo che all’atterraggio.

Sistemazione

Come detto, abbiamo optato per il villaggio Veraclub presso lo Yadis Thalasso & Golf di Djerba. Per la verità l’hotel vive di vita propria, avendo clienti al di fuori dell’organizzazione Veratour, soprattutto francesi, tedeschi e qualche tunisino, ma il 90% dei villeggianti è italiano con braccialetto azzurro (non essendo avvezzo a questo tipo di vacanza, ho scoperto essere il segno di riconoscimento dei clienti Veraclub per ottenere il servizio all-inclusive. Veramente drammatico il momento del taglio del medesimo braccialetto al rientro in Italia: un cordone ombelicale tra l’eden e il “purgatorio virante all’infernale” quotidiano!)

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