Madagascar settentrionale e isole

Un fantastico tour con tappe nelle isole minori
 
Partenza il: 09/08/2014
Ritorno il: 29/08/2014
Viaggiatori: 4
Spesa: 2000 €

Il nostro viaggio in Madagascar inizia a febbraio 2014 con la progettazione dell’itinerario e la richiesta dei preventivi. Viaggeremo in 2 coppie nel periodo 9 agosto/29 agosto 2014.

Abbiamo fin da subito deciso di appoggiarci ad agenzie locali malgasce (italiane o parlanti italiano) perché i prezzi risultavano molto competitivi e convenienti rispetto ai classici T.O. internazionali. Inoltre davano l’opportunità di costruire il viaggio come lo desideravamo, senza soggiacere a programmi prestabiliti e molto turistici. Il nostro tour si è svolto meravigliosamente, addirittura oltre le aspettative. Il referente locale ci ha sempre fatto alloggiare (dove possibile in riferimento alle disponibilità dei lodge) in posti confortevoli e molte volte ci ha stupito ottenendo per noi l’upgrade delle stanze. Inoltre ci ha affiancato due guide veramente preparate, nonché gentilissime e capaci. Ci siamo sentiti veramente coccolati. Purtroppo però al ritorno dalla nostra (fortunata) esperienza abbiamo saputo che diversi turisti partiti poco dopo il nostro ritorno con il referente che avevamo noi hanno vissuto brutte (davvero brutte) esperienze. Comunque esistono in loco altre agenzie affidabili, anche italiane, a cui potersi rivolgere per l’organizzazione del viaggio.

La ricerca del volo intercontinentale non è stata semplice, soprattutto per il costo elevatissimo della tratta. Avevamo infatti deciso di visitare il nord del Paese per cui sarebbe stato molto più comodo acquistare un volo su Nosy Be. Il volo diretto dall’Italia (Milano o Roma) della Neos è l’unico che fa scalo sull’isola ed è tutto completamente bloccato dai T.O. che vendono il soggiorno all’Andilana Resort (comprandolo più avanti nel tempo forse sarebbe stato possibile ottenere qualche disponibilità ma non abbiamo voluto rischiare). Abbiamo scoperto in seguito che c’è un operatore di nome Air Austral che arriva a Nosy Be con scalo a Réunion, sembra anche con prezzi accettabili. L’alternativa è la tratta Parigi/Antananarivo operata da Air France e Air Madagascar. Noi abbiamo optato per Air France che è certamente più affidabile di Air Madagascar (attualmente in black list) e che al momento della prenotazione offriva anche prezzi migliori (ma pur sempre altissimi).

Ecco il dettaglio delle tappe

09.08.2014 – Firenze/Antananarivo

Siamo partiti da Firenze con il volo per Parigi delle 7.05 AM per raggiungere l’imbarco del volo Air France delle ore 11.50 Am. L’intervallo del connecting flight è risultato giusto per arrivare in tempo al gate d’imbarco, anche se un po’ troppo breve in caso di imprevisti. Il volo diurno (di 10 ore di durata) è di una noia impressionante ma l’idea di arrivare ad Antananarivo in tempo per una comoda dormita in hotel ci ha rinfrancato durante il tragitto. In volo è possibile usare le utilities a disposizione tramite il monitor, di cui è dotato ogni singolo posto, con film (molti in lingua), giochi e musica. I pasti offerti, pranzo e cena, lasciano molto a desiderare, ma nel complesso il volo è un’ottima soluzione. Il consiglio migliore è quello di scegliere un posto in testa o in coda all’aereo in modo da poter essere tra i primi a scendere all’arrivo, che può sembrare banale, ma non è un dettaglio secondario. L’arrivo all’aeroporto, infatti, è scioccante: 500 persone distrutte che si accalcano in uno spazio limitato, storditi e senza nessuna indicazione. Importante è farsi consegnare in aereo il foglio da compilare per lo sbarco in modo da partire avvantaggiati nelle fasi di sdoganamento. Si tratta di tre paginette con dati anagrafici e sanitari. La prima barriera in cui si imbatte la folla è per l’appunto il controllo sanitario: ritirano esclusivamente il foglio con i dati sanitari precompilati. Poi inizia il calvario. Tutti i passeggeri del volo vengono stipati in attesa del controllo passaporti. La coda corretta é quella “senza visa”. Al proprio turno una guardia dà l’accesso al banco delle autorità che (in 5, ciascuno con un compito minimale) provvedono nel giro dei successivi quaranta minuti a fare l’impossibile per farvi perdere la pazienza e i documenti. Superata l’empasse è possibile andare al rullo a recuperare i bagagli, ma nel frattempo probabilmente saranno già arrivati. Di lì si procede alla dogana dove, rispetto a quanto letto su molte recensioni, a noi non hanno chiesto mance e non hanno aperto le valige.

All’uscita sembra di essere in piazza del mercato. C’è una folla di persone che tentano di ottenere monete o regali… tenete tutto stretto e dirigetevi senza indugio dai vostri accompagnatori.

La strada per Antananarivo è breve, circa mezz’ora. Di notte tra l’altro è deserta e non ci sono i problemi di traffico che invece si manifestano rigorosamente di giorno. Noi abbiamo pernottato a Les Tres Metis. L’hotel è davvero molto carino e curato, gentilissima l’accoglienza e il personale. Pulito e con un rapporto qualità prezzo eccezionale. Forse un po’ rumoroso e dislocato in un quartiere non tra i migliori. La mattina è servita un’apprezzabile colazione continentale con pane e marmellata succo e caffè. Non troveremo mai una colazione a buffet comunque degna di nota.

10.08.2014 – Antananarivo/Andasibe

Considerato lo scalo nella capitale abbiamo deciso di sostare qualche giorno in arrivo nel centro del paese, scegliendo di visitare il parco nazionale Andasibe Perinet. Siamo quindi partiti per il parco Andasibe-Perinét di prima mattina, percorrendo un tragitto di circa 3 ore su strada asfaltata. Abbiamo a disposizione un furgoncino “nuovo del 2000”, l’autista Tucto che parla qualche parola di italiano e Albert, la guida assegnata per il tour del centro. Il panorama è contornato da risaie, terra rossa e piantagioni di eucalipto. Per scelta non abbiamo voluto visitare né la Camaleon Farm a Marozevo né la Riserva di Vakona perché gli animali ci piacciono in libertà; forse visitare l’isolotto del Vakona poteva essere un’alternativa, ma abbiamo deciso diversamente. Ci siamo fermati a Morondava per il pranzo, in un posto “per noi” consigliato dalla guida. Abbiamo mangiato bene (pollo arrosto e patate al forno) e pur offrendo anche il pasto alla guida abbiamo speso 5 euro a testa. Poi siamo ripartiti per Andasibe dove, appena arrivati, abbiamo deciso di visitare il parco Mahai Mitsio Ala, percorrendo un circuito di 2 ore nel bosco. Pioveva. Portare scarpe adeguate al fango è una buona idea poiché molti dei percorsi nei parchi, soprattutto esterni a quello principale, sono sterrati, umidi, scivolosi e piuttosto fangosi. Durante la passeggiata siamo riusciti ad avvistare la nostra prima famiglia di Indri che dormicchiavano su un albero e un geco mimetico. In serata abbiamo chiesto alla nostra guida di poter fare l’escursione notturna, che consigliamo vivamente. In particolare, la migliore è quella offerta dal parco Mitsinjo “Ballade notturna” di 1h e 30 di durata (18.30 alle 20.00) ad un prezzo di 15.000 Ar per persona. Il percorso è un breve tratto all’interno del parco, di facile percorribilità. E’ fondamentale una torcia di potenza elevata: 100 lumen sono sufficienti. Nel tragitto siamo riusciti ad avvistare 3 specie di camaleonti e rane (davvero simpatici) e il tenerissimo microcebo pigmeo. Per dormire abbiamo scelto l’Andasibe hotel: il lodge è molto confortevole, con camere ampie e pulite, il personale è cordiale. La cucina del ristorante invece non è delle migliori ed è qui che capiamo che lo zebù non è tra i nostri piatti preferiti (se non quando cucinato da europei), non tanto per il gusto quanto per la consistenza durissima della fibra che, scopriremo, non frollano mai.



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