Le strade della Siria in camper

La Siria vista in una prospettiva diversa. Alle radici della nostra storia, liberi di scegliere il percorso, le soste e le persone da conoscere.

  • di bartolomeo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Dal 25.09.2010 al 16.10.2010

Partecipanti: Cinzia & Luca, Paola & Goffredo

“La Siria è un paese canaglia”, “Ti fidi ad andare in Siria in camper?”, “O ti rapiscono o ti sparano”… Questi i luoghi comuni di amici e conoscenti prima della partenza. Ma dov’è la Siria dei nostri telegiornali? I presunti terroristi che si allenano alla guerra incitati da un regime o dall’altro non hanno niente a che vedere con le persone solari e generose che abbiamo incontrato, le donne curiose e gentili, i bambini con gli occhioni sgranati nel visitare la nostra casa viaggiante. Non armi ed esplosivi, ma the e pasticcini; non propaganda politica e religiosa, ma voglia di confrontarsi; non inganni e delinquenza, ma disponibilità estrema.

Ma partiamo dall’inizio…3 settimane di ferie, facciamo due conti: fin dove si può arrivare? La Siria ci sembra un’ottima meta visto che Turchia e Giordania le abbiamo già visitate. Coinvolgiamo nell’avventura una coppia di amici alla loro prima esperienza Mediorientale. Se tutto va bene loro proseguiranno per la Giordania. Beati loro, sono in pensione e non hanno problemi di tempo!

Partiamo nel pomeriggio di sabato 25 Settembre e la prima sosta per la notte è in prossimità di Trieste, dove ci incontreremo con Paola e Goffredo che provengono da Lecco. Nei prossimi tre giorni, guidando circa 12 ore al giorno, passiamo tutte le frontiere: Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria e Turchia, fino ad arrivare in tarda serata in Siria, dopo aver percorso ben 3130 Km. Le strade sono tutte facilmente percorribili e scorrevoli tranne che in Bulgaria dove, malgrado si paghi un ticket settimanale per l'autostrada, ci sono lunghissimi tratti di statale pessima, soprattutto in prossimità di Sofia. Decidiamo di sbrigare le formalità doganali anche se è tardi, sperando che essendoci poche persone in transito, il processo sia rapido e indolore, ma ovviamente ci siamo illusi…Per 2 ore ci aggiriamo da un ufficio all’altro, pagando tasse, balzelli e bustarelle varie, compilando numerosi moduli e cercando di orientarci con il nostro inglese stentato nei meandri della burocrazia. Quando finalmente ci lasciamo alle spalle la frontiera tutti euforici, ci coglie la stanchezza e dopo una cena veloce, ci addormentiamo di botto nel parcheggio della dogana.

Prima cosa da fare: il pieno! Siamo arrivati con i serbatoi in riserva per poter godere totalmente del gusto di fare un pieno con 20 euro e poi dobbiamo pure ammortizzare la tassa sul gasolio di 200 euro che abbiamo pagato in dogana… Fatto questo ci dirigiamo verso la nostra prima meta: Qal’at Samaan, San Simeone. Le indicazioni stradali sono comprensibili, le strade discrete, ma soprattutto le persone a cui chiediamo si fanno in quattro per darci indicazioni. Non sapendo troppe parole sulle rovine della cattedrale: sulla cima di un monte, con il sole a picco sulle bianche colonne, il primo assaggio di Siria ci esalta e le foto si sprecano. Mentre scendiamo, pieni di entusiasmo, diamo un passaggio a due autostoppisti spagnoli e, approfittando della compagnia, decidiamo di visitare anche le rovine nei dintorni. E' così che ci troviamo a passeggiare per un paesino con case a cupola e veniamo subito invitati a condividere una tazza di the con un signore e tutta la sua famiglia. La conversazione è particolarmente difficile, in pratica ci intendiamo a gesti, ma quando capiscono che lavoro in ospedale, subito saltano fuori numerosi farmaci e altrettanti malanni su cui mi si chiede di esprimere un parere...E' una parola, la mia capacità di mimica è limitata, di esprimermi in arabo non se ne parla, per cui la comicità è la regola

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