Kenavo Breizh! (arrivederci Bretagna)

Un viaggio on the road con la famiglia per scoprire la vera essenza del nord della Francia; dove la storia si fonde con la natura

  • di J-E90/94
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Vacanze di famiglia: momento tanto desiderato ma altrettanto temuto in casa nostra! Non è per niente facile assecondare le esigenze di quattro persone con desideri ed aspettative tanto diverse! Ecco quindi che, ogni anno, in previsione di questo “fatidico momento”, hanno il via innumerevoli discussioni. Mare? Montagna? Spiagge deserte? Divertimento? Completo relax? Quest’anno l’illuminazione: una vecchia proposta di viaggio che, miracolosamente, ha messo tutti d’accordo... la meta? Normandia e Bretagna! E, allora, zaino in spalla, si parte per un viaggio on the road dai mille risvolti. La durata? 12 giorni. I protagonisti? Un’avventurosa famiglia veronese. I narratori? Io, Emma e mio fratello, Jacopo.

23 Luglio: Alla scoperta di Rouen

E: La partenza per l’aeroporto di Parigi Beauvais è prevista nel primo pomeriggio. Una volta arrivati, ritirata la macchina al noleggio, la nostra avventura “en France” ha finalmente inizio. Dopo all’incirca un’ora di macchina giungiamo a Rouen, capoluogo dell’Alta Normandia nonché città nota per essere stata teatro dell’esecuzione di Giovanna d’Arco. Depositati i bagagli in albergo, lo scombussolamento per il viaggio non si fa sentire o, per lo meno, decidiamo di non ascoltarlo così ci avviamo alla scoperta della città. Nonostante la pianta della città sia abbastanza estesa, Rouen può essere visitata tranquillamente a piedi dal momento che tutti i monumenti e gli edifici più interessanti si trovano in centro storico. La nostra esplorazione ha inizio dalla Chathedrale-de-Notre-Dame, maestosa chiesa gotica, situata a pochi passi dal centro città, corrispondente a Place-de-Vieux-Marchè, un’enorme piazza da cui si ha un bel colpo d’occhio verso le tipiche case a graticcio che la delimitano. Questa piazza è animata da numerosi ristoranti e locali, che, dal tardo pomeriggio in poi, attirano molti turisti, decisi a godersi la vista migliore di Rouen gustandosi una fetta di “terrinè de canard”(anatra) o sorseggiando il tipico “cidre du pommes” (sidro di mele). Tuttavia, a nostro avviso, queste specialità si gustano decisamente meglio se non circondati dal frastuono generale così decidiamo di spostarci leggermente dal centro città, dove è semplice trovare numerosi ristoranti meno turistici e più calmi. Dopo cena, nel tentativo di digerire i gustosi manicaretti francesi a cui i nostri stomaci italiani non sono ancora abituati, optiamo per una passeggiata serale: la vista notturna di Place-de-Vieux-Marchè è sicuramente uno spettacolo, e anche la statua di Giovanna d’Arco, eretta al centro della piazza, suscita un certo effetto in noi. Tornando all’hotel, passiamo poi per la strada principale di Rouen, Rue de Gros Horloge, che ospita uno dei monumenti simbolo della città, il “Gros Horloge”, un grande orologio colorato con un’unica lancetta.

24 Luglio: Girovagando per l’Alta Normandia

E: Il mattino seguente, dopo aver carburato con un bel croissant, proseguiamo la nostra visita dirigendoci nella zona est della città, dove si trovano l’Hotel de Ville, il municipio, davanti a cui svetta imponente la statua di Napoleone e Saint-Ouen, enorme chiesa in stile gotico, ricavata dall’originaria abbazia benedettina. Incuriositi decidiamo poi di dare un veloce sguardo anche a Rue-eau-de-Robec, strada paragonata a Venezia, che scopriamo poi essere unicamente una via su cui, a lato, scorre un rivolo d’acqua, sormontato da passerelle di cemento. La zona è carina e quindi passiamo il tempo girovagando tra le vie, lasciandoci affascinare dagli improvvisi scorci regalati dalle case a graticcio. Il tempo, però, scorre veloce e, ansiosi di continuare il viaggio, dopo una veloce puntata al mercato alimentare coperto di Place-de-Vieux-Marchè, salutiamo Rouen, pronti a proseguire la nostra avventura. J: Lasciata Rouen verso ora di pranzo ci dirigiamo verso l’Abbaye de Jumieges, un’antica abbazia ,ormai in rovina, dopo essere stata distrutta durante la Rivoluzione francese. La distanza non è molta e il guidare è veramente piacevole: un leggero saliscendi lungo strade pressoché solitarie, passando attraverso foreste rigogliose e un ultimo tratto lungo la Senna, dove possiamo ammirare la portata di questo enorme corso d’acqua costeggiato da ville per le vacanze. Una volta arrivati a Jumieges, lo spettacolo è maestoso e paghiamo di buon grado il biglietto per entrare a visitare il sito. L’abbazia, immersa in un parco con alberi secolari e ombrosi dove è possibile fare una sosta rigenerante, è ben conservata in tutti i suoi 52m di altezza, sebbene sia priva di tetto. Passeggiare attraverso le navate e avere come affresco sopra la testa il multiforme cielo normanno è qualcosa di speciale. Poco più a monte, su una collinetta si trova la residenza dell’abate, purtroppo non visitabile. Finita la visita ci aspetta un pranzo frugale con frutta e baguette comprate al mercato di Rouen. Una volta recuperate le forze ci dirigiamo finalmente verso le costa. Il programma prevede Etrètat e Fècamp: due posti molto vicini tra loro quanto diversi. Fècamp si presenta come un luogo prettamente di villeggiatura perdendo quell’anima di villaggio di pescatori che era stata sua; da segnalare: la distilleria del famoso digestivo Benedectine e un casinò. Etrètat, al contrario, è un vero e proprio gioellino incastonato in un insenatura dove le scogliere di alabastro raggiungono il loro massimo splendore; imperdibile la passeggiata sulla Falaise d’Aval con vista sul paese e sulla Falaise d’Amont, immortalata in molte cartoline. Giunta la sera, non ci resta che raggiungere la Chambre d’Hotes prenotata x la notte, a Bermonville, scelta più che altro per la vicinanza all’autostrada

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