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Israele, Palestina e un po' di Giordania

Israele, West Bank, Palestina, Giordania

  • di Korowa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

10 agosto 2010 Partenza da Milano Malpensa alle ore 17.00 ora locale con un volo Meridiana acquistato in agenzia. Costo del biglietto A/R Milano (Malpensa) Tel Aviv (Ben Gurion): 430 euro. Il check in è separato ed è possibile che la Polizia vi chieda di esibire il passaporto per accedere alla zona. 4 desk aperti, uno bloccato da una famiglia di ebrei ultraortodossi, i quali disinteressati (e impassibili) alla coda formatasi dietro di loro hanno tenuto impegnato l’addetto per più di un’ora. L’aereo è partito con 30 minuti di ritardo. 11 agosto 2010 Atterraggio a Tel Aviv (Ben Gurion) alle 00.25 ora locale (in Italia sono le 11.25). La coda alla dogana è lunghissima e gli addetti non sembrano intenzionati ad alleggerire la procedura. La mia richiesta di non apporre il timbro sul passaporto, ma su un foglio a parte, viene ignorata (forse non sentita, o forse non capita, nonostante io parli un inglese più che discreto). Passo oltre in meno di un minuto. Ho acquistato in aeroporto una SIM Cellphone per 200 NIS (circa 40 euro) senza dover lasciare nome, cognome o altro, si è rivelata una discreta scelta, esclusa l’offerta di minuti di conversazione (pari a ¾ della somma pagata) che invece non si è mai attivata completamente. Trasferimento in taxi a Tel Aviv per 150 NIS (30 euro) divisi con due ragazzi ebrei-italiani incontrati in aereo. Con uno dei due, dopo aver lasciato le valige in albergo ci siamo spostati in piazza Rabin per qualche drink e un hamburger in una brasserie aperta 24 ore su 24. Verso le 5.30 del mattino mi sposto in taxi alla Central bus station di Tel Aviv, passo il controllo al metal detector ed entro in una stazione degli autobus su 6 piani. Salgo e aspetto il mio bus per Gerusalemme che parte alle 6.10. Sul pullman mi addormento fra le chiacchiere incomprensibili dei soldati super-armati, saranno una presenza costante per tutta la durata del viaggio quindi prima si impara a sopportare tutti quei fucili mitragliatori e meglio è. Arrivo a Gerusalemme verso le 7.30 quindi pisolino sul Monte degli Ulivi. Verso le 15.30 mi muovo a piedi fino alla città vecchia e provo ad orientarmi fra i vicoli divisi fra cristiani, musulmani ed ebrei. Stanco mi siedo sul terrazzino di un bar e Click Click Click. Consiglio: provate il vino Israeliano nel wine bar di un simpatico signore ebreo dentro la città vecchia. La sera ci concediamo un’ottima cena di benvenuto nel ristorante The Tent di Betlemme: turisti e locali si abbuffano di carne, humus (crema di ceci) e babaganush (crema di melanzane) fumando il Narghilè.

12 agosto 2010 Pensavo di dedicarmi alla città, ma ho l’opportunità di visitare un centro per la raccolta dello sperma di montone nel nord del paese in compagnia di due amici di una ONG italiana. L’ONG per cui lavorano ha avviato un progetto per incrementare la riproduzione di pecore nei territori palestinesi vicini a Tubas. Ritengo si tratti di una scelta interessante per uscire dai soliti itinerari, ma soprattutto per vedere come le ONG interagiscono con i partner locali. I due compagni di viaggio sono molto ben informati sulle questioni storiche del paese, arrivati a destinazione dopo due ore e mezza di macchina, la situazione israelo-palestinese si schiarisce un pochino. Senza dimenticare che la raccolta dello sperma di montone è stata una cosa divertente. Nonostante il Ramadan ci siamo appartati in una stanzetta del centro e abbiamo mangiato un po’di affettati con la pita acquistata il mattino a Gerusalemme. Rientriamo in città solo verso le 19.30, la sera ci concediamo una limonata con la menta sulla terrazza del Jerusalem Bar.

13 agosto 2010 Visita alla città vecchia, se credenti di una delle tre religioni monoteiste qui si possono saziare tutti i bisogni della spiritualità

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