Viaggio in mozambico....per non dimenticare

VIAGGIO IN MOZAMBICO Per non dimenticare... Diario di viaggio, Agosto 2008 Francesca, Antonio, Simone, Josè 30/07/08 Maputo: il Guarda dorme Siamo arrivati a Maputo, finalmente, oggi all’orario previsto. In aeroporto ritiriamo i bagagli e facciamo il visto con grande calma. ...

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VIAGGIO IN MOZAMBICO Per non dimenticare...

Diario di viaggio, Agosto 2008 Francesca, Antonio, Simone, Josè

30/07/08 Maputo: il Guarda dorme Siamo arrivati a Maputo, finalmente, oggi all’orario previsto. In aeroporto ritiriamo i bagagli e facciamo il visto con grande calma. Con grande calma Simone si muove da casa per venire a prenderci in aeroporto: la parola d’ordine è calma, e questo come inizio va benissimo.

La vista di Maputo dall’aereo è molto particolare, alti grattacieli, lunghe spiagge e distese di baracche. Dall’alto si vedono anche mercati affollati con ombrelloni colorati, regate di barche a vela...Dà l’idea di una città tranquilla, ma allo stesso tempo viva e in evoluzione. L’idea è confermata quando scendiamo dall’aereo.

In aeroporto c’è tanta gente, caos, ma niente di fastidioso.

Il banchetto del lost and found è caratteristico, è letteralmente un banchetto. La cosa strana è che non c’è nessuno in fila che urla e sbraita perché ha perso il bagaglio! Simone ci aspetta fuori insieme al suo fidato logista di nome Josè, un ragazzo di 33 anni (ne dimostra qualcuno in meno), sorridente e cordiale, che a quanto pare ha già 4 figli...Tutti maschi!!!! Con la Toyota rav4 che ci accompagnerà durante il nostro lungo viaggio (più piccola di come l’avevamo immaginata) ci rechiamo alla casa-ufficio di Simone, dove ci sistemiamo in una stanza carina, beviamo una birra e ci rilassiamo programmando il viaggio, la sistemazione dei bagagli e la partenza della mattina seguente.

Dopo un sonno ristoratore (io e Antonio cadiamo letteralmente in trance), Simone ci porta a cena a mangiare gamberoni tigre; Prendiamo quelli medi su suo consiglio: pare che quelli grandi siano veramente enormi, ma meno saporiti. Ottima cena: i gamberi vengono serviti con riso e patatine fritte; il vino è un bianco sudafricano, buono, il dessert una spettacolare torta di anacardi. Il ristorante si chiama Sagres, e si trova sulla spiaggia, vicino all’Holiday Inn. Spendiamo circa 20 euro a testa.

Torniamo a casa e svegliamo il Guarda per farci aprire il cancello...A quanto pare, come ci spiega subito Simone, il Guarda a Maputo ( e non solo come vedremo in seguito) durante il lavoro dorme! 31/07/2008 Primo assaggio d’Africa Sveglia ore 5.30 am: siamo pronti per la partenza.

Carichiamo la macchina con qualche difficoltà e andiamo a fare colazione in una fornitissima pasticceria di Maputo dove prendiamo cappuccino, croissant e briosce veramente ottimi.

Ovviamente siamo in ritardo, dobbiamo passare a prendere Josè che ci aspetta da una vita!! Lui si presenta con un bagaglio che in confronto al nostro scompare! Ci vergognamo un pochino...

Partiamo verso Tofo con un lieve ritardo, viaggio scomodo, ma bellissimo, paesaggi stupendi, verde e natura spettacolare e sono convinta che ancora non ho visto niente! La gente cammina sul ciglio della strada, ragazzi che vanno a scuola, vestiti coloratissimi, donne che camminano con cestoni in testa e i bambini piccoli appesi nel fagotto. Le donne hanno un portamento molto elegante e il più delle volte sono molto belle e particolari...I bambini sono bellissimi.

Arriviamo a Tofo che sono circa le 13.30. Incontriamo subito la nostra ‘Imprecata’ (domestica), che ci mostra la nostra casetta in riva al mare (semplicemente quello di cui avevamo bisogno tanto per cominciare), che Simone ha trovato tramite un suo conoscente italiano di nome Leonardo per soli 50$ al giorno.

Andiamo subito al mercato che si trova a due passi da casa, per comprare del pesce per la cena. Veniamo ovviamente assaliti da donne e pescatori che fanno a gara per venderci un po’ di tutto: barracuda (pesce serra?) gamberoni, calamari, aragoste e i loro ‘pesci rossi’, tutto freschissimo! Decidiamo di andare a prenotare il diving e mandare Josè a fare la spesa e contrattare il prezzo senza di noi

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