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Loira, Bretagna e Normandia su due ruote BMW (2 di 3)

6500 Km in moto per scoprire la Francia del nord tra incantevoli paesaggi e gastronomia

  • di Elena Tarquini
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

(...)Continua

7° giorno (06/08): Angers - Carnac - Quiberon - Vannes (≈300 km)

Dopo una mesta colazione a base di panini dolci e cappuccino del distributore automatico, verso le 8:30 carichiamo la moto e partiamo per la prima tappa di oggi, lasciando la Loira ed entrando in Bretagna: 230 Km che ci porteranno a Carnac per vedere i megaliti.

Purtroppo il tempo stamattina non è il massimo: è molto nuvoloso e soffia un vento abbastanza gelido. Arriviamo a Vannes e proviamo a passare dall’albergo per prendere la camera, ma ci viene risposto che sarebbe stata libera solo dopo le 15: quindi, con la moto carica, continuiamo per Carnac. Qui visitiamo gli allineamenti del Ménec e del Kermario, i due siti principali: sono allineamenti di menhir (grosse pietre) risalenti approssimativamente al neolitico medio, dei quali non si conosce l’esatto significato. E’ molto suggestivo comunque camminare tra queste pietre di dimensioni anche enormi (alcune alte anche 4 metri), disposte in lunghe file parallele con al centro un cerchio, domandandosi “Che significato possono avere?” e anche “Come hanno fatto a portarle fino a qui?”.

Nel frattempo il sole comincia a fare capolino e la temperatura diventa gradevole; mangiamo in una area pic-nic del Kermario due quiche ed un croque-monsieur acquistati precedentemente in una boulangerie di Carnac, dopodichè proseguiamo per la penisola del Quiberon. Ci fermiamo a fare alcune foto nell’istmo e poi andiamo nella città di Quiberon, passando per la strada interna: è una classica cittadina di mare, affollata di turisti intenti ad andare in spiaggia, ma niente di eccezionale. Il rientro lo facciamo dalla strada che passa per la Costa Selvaggia, ovvero la parte della penisola più rocciosa ed esposta ai venti: un vero e proprio spettacolo dove i colori azzurro intenso del mare, nero delle scogliere alte e bianco delle onde che vi si infrangono, si uniscono al rumore quasi assordante delle migliaia di gabbiani. Ci fermiamo in due o tre punti a fare foto, ma meriterebbe di fermarsi ovunque, tanto che esiste una passeggiata (da poter fare solo a piedi) che la percorre interamente. Non abbiamo tempo purtroppo, e dobbiamo rientrare: passiamo velocemente dall’albergo e, presa la camera e fatta una doccia rapida, verso le 19 andiamo in città a Vannes. Rimaniamo sbalorditi: ci aspettavamo una città grande, caotica e senza particolari attrattive, mentre al contrario ci troviamo a camminare in un centro storico spettacolare, fatto di stradine dove ogni angolo sarebbe degno di una foto, con case a graticcio di mille colori differenti, insegne dei locali in ferro battuto, la cattedrale come al solito imponente ed il palazzo ducale, con le mura antiche ed il meraviglioso giardino, attraversato da un fiume sul quale si affacciano antichi lavatoi perfettamente conservati. Ceniamo ovviamente qui con le nostre prime moules frites (deliziose!), e poi rientriamo in albergo veramente soddisfatti.

8° giorno (07/08): Vannes - Pont Aven - Concarneau - Pointe du Raz - Quimper (≈280 km)

Ci svegliamo con aria tipicamente bretone: fuori il cielo è grigio e scende una pioggerellina fina. Facciamo colazione con il solito cappuccino del distributore automatico (questa volta sbaglio e lo prendo pure non zuccherato!), ricarichiamo la moto e alle 9 siamo già su strada, con le tute anti-pioggia, in direzione di Pont Aven, il paese che ha ispirato Gauguin.

Arriviamo tranquilli e dopo poco il cielo ci regala anche una tregua dalla pioggia, giusto per visitare il piccolo paesino asciutti. Pont Aven è molto carino, sviluppato lungo il piccolo fiume Aven, e conserva ancora alcuni vecchi mulini a pale. Dove il fiume sfocia nel mare, vediamo per la prima volta gli effetti della bassa marea: le barche presenti sono quasi tutte in secca, uno spettacolo abbastanza strano specialmente la prima volta.

Ripartiamo quindi per la seconda tappa della giornata, Concarneau, grande porto peschereccio, che ha la sua caratteristica principale nella cittadella (Ville Close) circondata da mura medievali di granito direttamente in mezzo al mare. Qui gli effetti della bassa marea sono ancora più visibili. Passeggiamo dapprima sulle mura, poi nelle stradine che compongono la graziosa cittadella; ci fermiamo a mangiare qui e proviamo la nostra prima zuppa di pesce: ottima. Usciamo dalla cittadella verso le 13:30 e ci rendiamo conto che qualcosa è cambiato: la marea nel frattempo è salita e, tutto intorno alle mura, c’è molta più acqua e le barche non sono più in secca

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