2721 km di avventura

07/02 – Partenza da Roma Fiumicino con Air Europa, scalo a Madrid ed arrivo in serata (in un’afa a cui non siamo abituati) a Cancun (-7h rispetto all’Italia). Al momento di passare la dogana, il semaforo che viene attivato da ...

  • di ALESONIA
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

07/02 – Partenza da Roma Fiumicino con Air Europa, scalo a Madrid ed arrivo in serata (in un’afa a cui non siamo abituati) a Cancun (-7h rispetto all’Italia). Al momento di passare la dogana, il semaforo che viene attivato da ogni passeggero premendo un apposito pulsante (il verde indica il lascia passare verso l’uscita) si accende di un bel rosso e scatta un veloce controllo bagagli. Noleggiamo presso la Hertz un’autovettura per $ 796 (13 gg) con assicurazione (10% franchigia) e secondo guidatore inclusi. Ci dirigiamo verso la città alla ricerca del nostro albergo, l’unico prenotato dall’Italia su internet (42 $), il Soberanis Hotel: mediocre come ce lo aspettiamo, ma in fondo è solo per una notte.

08/02 – Sconvolti dal fuso ci svegliamo molto presto e dopo aver verificato l’itinerario giornaliero già pianificato a Roma, tentiamo di far colazione nel bar dell’albergo, per l’appunto...Tentiamo, vista la qualità del cibo!!! Facciamo le prime compere nel supermercato adiacente: acqua, scatolame, tovaglioli etc... e via in direzione di Chichén Itza guidati da un simpatico ragazzo che, riconosciutici italiani, ci ha brevemente accennato ai suoi studi fatti presso l’Università di Roma. Scegliamo l’autopista 180D, l’autostrada che congiunge Cancun a Mérida, decisamente da preferire alla statale 180 piena di topes (rallentatori di velocità) che fanno perdere un‘enormità di tempo; l’unica controindicazione: è a pagamento. In entrata si pagano 180 pesos (è più conveniente pagare in $), in uscita a Pistè per andare al sito di Chichen Itza 45 pesos. Il parcheggio nel sito costa 10 pesos, l’entrata 9 $ a persona, la somma che si deve pagare per entrare con la telecamera è di 30 pesos (non l’abbiamo pagata né qui né altrove, tanto non controlla nessuno). Cancun-Chichén Itza: 205 km, 2 h in autopista.

Dopo la visita al sito e dopo aver consumato un frugale pasto in macchina, riprendiamo l’autopista (60 pesos) in direzione Mérida, dove passeremo la notte. Chichén Itza-Mérida: 123 km, 1h 30min. Spulciando le stampe dei diari di viaggio presi da internet, scritti da altre persone che ci hanno preceduto in questa avventura, e confortati dalla Lonely Planet, ci dirigiamo alla ricerca dell’albergo Dolores Alba. Vi sono due tipologie di camere: da 300 pesos e da 440 pesos, optiamo per quest’ultima (meglio posizionata e meglio arredata). Dopo una rinfrescata ci immergiamo nel caos della cittadina ove regna ovunque sporcizia e confusione. Non ci vuole molto tempo per girare il centro e così ci troviamo all’ora di cena ancora indecisi di dove andare a mangiare. Col passare dei minuti una quantità di gente indescrivibile affolla le vie in direzione centro; risulterà senz’altro la cittadina con più movimento anche se non ci ha fatto impazzire per lo stato di degrado molto elevato. Ceniamo e dopo aver assistito alla performance di un gruppo musicale che ha fatto riempire una piazzetta di gente danzante e festosa ci ritiriamo. La stanchezza si fa sentire.

09/02 – Ci svegliamo alle 4 e mezzo, il fuso non si digerisce affatto. Passiamo il tempo studiando le cartine e ciò che troveremo nei siti che visiteremo in giornata: Uxmal e Kabah. Facciamo colazione nel bel cortile dell’ albergo pagando 40 pesos e poi via verso sud. Mérida-Uxmal: 87 km, 1h 30min. Parcheggio sito: 10 pesos. Entrata al sito: 88 pesos a persona. Dopo la visita ad Uxmal, facendo un ventina di km, si arriva in 30 minuti ad uno dei siti minori: Kabah con entrata a 30 pesos. Pranzo di nuovo in macchina e poi ancora più a sud, destinazione Campeche (150 km, 2h15m). Sappiamo che la recettività alberghiera del luogo non è particolarmente adeguata ed uno degli hotel più decenti è il Lopez (351 pesos + 7 pesos per il vicino parcheggio). Proveniamo da Mérida, città come già accennato piena di vita e di sporcizia, ed è per questo che a Campeche respiriamo un’aria surreale: strade ben curate, abitazioni colorate con facciate ristrutturate, un lungomare da vivere per chi vuole praticare sport, non per niente l’Unesco l’ha dichiarata patrimonio dell’umanità; per il resto quasi nulla da segnalare se non un posticino sempre aperto per mangiare che merita di essere menzionato: “Familiar la Parroquia”, cena a 130 pesos col caratteristico “pan de cazon” (gatto di mare, piccolo squalo) e colazione di spropositata portata la mattina successiva con 100 pesos

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