Mauritius in scooter

Due settimane tra snorkeling, escursioni in barca e trekking lungo i sentieri di parchi naturali immersi nel verde

  • di risafra
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Già, parliamo della gratuità degli ingressi; a Mauritius quasi tutte le attrattive sono a pagamento (costo medio 5/10 Euro) e, quando non lo sono, c'è questa "strana" consuetudine di trovare capannelli di "guide locali" pronte ad accompagnarvi alla scoperta di quello o quell'altro sentiero. Una guida vi chiederà almeno 10 Euro. Non c'è alcun obbligo di assoldarle se si ha a disposizione una buona mappa ed una buona guida. L'impressione è che il governo, in queste occasioni, faccia in modo di poter garantire del lavoro a tutti. Tanto è vero che molti sentieri e/o destinazioni escursionistiche sono mal segnalati. Insomma, arrivate ad un punto e, se non siete in grado di arrangiarvi, dovrete chiedere aiuto per trovare un percorso e/o una attrattiva. Alle Rocherster Falls, nella parte meridionale dell'isola, ci si arriva orientandosi con il GPS del telefono ed una volta sul posto, un venditore di ananas si offrirà - a caro prezzo - di accompagnarvi nell'attraversamento del fiume e nel percorso attorno alle cascate. La soluzione migliore, qualora si decida di non farsi accompagnare e non si abbia con sé cartine o mappe, sarà sempre quella di attendere che la "guida locale" trovi qualche turista disposto a seguirla e dare un'occhiata dove questo andrà ad infilarsi con i turisti in questione.

Il mio consiglio è quindi quello di avere delle mappe offline sul proprio telefono. Più particolareggiate saranno meno ci sarà la necessità di chiedere aiuto o pagare qualcuno. Non sto invitando a boicottare le varie "guide locali" ma semplicemente a considerare anche l'alternativa. La giuda locale, oltre ad accompagnarvi, sarà ben felice di spiegarvi curiosità su piante e/o oggetti che si mostreranno via via nel percorso quindi, potrebbe essere anche una soluzione interessante.

La parte sud-occidentale dell'isola è quella che a livello naturalistico offre di più. E' una zona di altipiani dall'aria più fresca e ricoperta dalle ultime poche foreste presenti sull'isola. Il Black River Gorges Natural Park offre paesaggi quasi alpini e vi consentirà di fuggire dalla calura costiera. Questa zona ci ha occupato più giorni di visita. Oltre alle Rochester Falls, belle ma non entusiasmanti, il percorso alla cascate Tamarin è sicuramente da fare. Solito problema delle guide ma fate voi. Noi abbiamo deciso di percorrere il sentiero in autonomia e sinceramente, non avessimo avuto delle mappe offline, probabilmente saremmo ancora laggiù. Come per Seychelles, le guide utilizzano un sistema di punteggiatura (rosso, verde e bianco) dipinto sugli alberi a diverse altezze. Riuscire ad individuare questi alberi marchiati è spesso un'impresa ma una volta catturati con lo sguardo i primi il sistema diventa comprensibile. Il paesaggio delle Tamarin Falls è davvero entusiasmante e può essere completato in un percorso ad anello di circa 3 ore. Scarpe buone ed acqua necessari.

Il Black River Gorges Natural Park possiede numerosi sentieri ma è anche visitabile interamente in auto/moto/bici in quanto al suo interno vi è un buon circuito di strade. Facente parte della zona è anche il comparto di Chamarel con le sue cascate ed il suo parco. Contrariamente a quanto dice una blasonata guida il parco è forse quello più curato di tutta l'intera isola. Per una decina di Euro si accede alla Tamarin Fall - visibile a distanza - che è una cascata alta un centinaio di metri dell'età di 3,5 milioni di anni. Qualche gatto nei paraggi vi farà compagnia. Dalla cascata si prosegue la visita al curatissimo giardino delle terre colorate. Se il cielo lo consente si potranno scattare meravigliose fotografie a questo fenomeno naturale. C'è anche un recinto con delle testuggini che, grazie al cielo, è sorvegliato da guardiani. All'interno del parco c'è inoltre la possibilità di visitare la foresta di ebani più grande dell'isola. Con circa 7 Euro si potrà salire su una jeep attraverso la foresta per poi affrontare a piedi, con una guida compresa, un percorso naturalistico interno. Un paio di punti panoramici, i migliori dell'isola, danno il valore aggiunto a questa esperienza ben gestita e ben curata. Si può comunque rinunciare alla jeep e fare il percorso a piedi se si ha voglia e soprattutto se la giornata non è caldissima. E' questo il luogo più densamente popolato di zanzare e mosquitos che abbiamo trovato in tutta l'isola: portatevi un repellente. Spostandosi in direzione nord si arriva nella regione centrale dell'isola che ospita bacini idrici di diverse grandezze. Il più interessante è certamente quello di Gran Bassin, luogo sacro induista. Due statue simil dorate di divinità induiste vi accoglieranno già da centinaia di metri di distanza in questo luogo sacro. Tutto è maestoso, la stessa strada per arrivarci lo è. Il lago invece è un'isola tranquilla dove la popolazione svolge i propri rituali. Qualche macaco nel parcheggio accanto alle statue. Si prosegue per il parco arrivando al bacino idrico più grande dell'isola, quello di Mare aux Vacoas che sembra più un lago alpino visto la corolla di pini che circonda il suo periplo. Un paio di venditori di samosas e frutta nei paraggi vi verranno comodissimi.

Nei giorni successivi passiamo per la parte centrale dell'isola attraverso quello che sembra uno snodo ferroviario: Curepipe. La seconda città dell'isola è un groviglio di strade e di totale caos. Si possono fare ottimi affari nei negozi locali ma non è certo un luogo in cui passarci un'intera giornata. Da Curepipe si scende alla capitale oppure si prosegue verso il nord e quindi verso Grand Baie

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