Malawi, il paese dei sorrisi e il South Luangwa in Zambia

È di nuovo Africa, quella bellissima e misteriosa terra che ti infetta con il suo dolce malore fatto del profumo della Natura, delle vesti colorate del suo popolo, dell’odore di selvaggio

  • di LadyDar
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

BON VOYAGE – Yendani bwino

Il Malawi, chiamato The warm earth of Africa, è un piccolo stato rinchiuso fra Zambia, Mozambico e Tanzania e la sua caratteristica è il lago, chiamato Nyasa, che ne occupa gran parte della superficie, che altro non è che la parte finale della Rift valley che attraversa gran parte dell’Africa centro-est meridionale. Purtroppo rispetto ai suoi vicini questo stato ricco di pesce e di gente sorridente non attira molti turisti. Noi a discapito di questo abbiamo deciso di andare a visitarlo per conoscerlo meglio. The warm earth of Africa sarà la nostra principale meta, fatta eccezione di quattro notti in Zambia per la visita ad uno dei più bei parchi africani, il South Luangwa, abbastanza comodo da raggiungere dal confine con il Malawi. Da Roma ci attende un volo della Ethiopian Airlines, con scalo prolungato ad Addis Ababa, dove trascorriamo la prima notte di viaggio offerta dalla compagnia aerea con cena, colazione e navetta da e per l’aeroporto compresa. La prospettiva di una doccia e un letto è accolta con entusiasmo. La mattina dopo ripartiamo dalla capitale etiope con destinazione Lilongwe, Malawi finalmente arriviamo.

ATTERRIAMO IN MALAWI

L’aeroporto di Kamuzu si presenta con il minimo necessario all’accoglienza e dobbiamo fare un’interminabile fila per il ritiro dei bagagli, considerando la lunga pausa notturna è già una fortuna che siano arrivati. Ad attenderci un pulmino con autista, Adam, e la guida George. La stanchezza si sente e non riesco ancora ad entrare nei giusti ritmi africani. Le prime ore passano per sbrigare alcune pratiche d’obbligo, come saldare il conto dell’agenzia, procurarsi i kwacha malawiani al cambio di 1$ per 290 mkw, fare approvvigionamento di acqua e di viveri necessari per affrontare il percorso in maniera autonoma con le nostre tende e la cucina da campo. Se non è avventura noi non la vogliamo. Partiamo in ritardo per la prima destinazione in programma che è Blantyre, il sole tramonta rosso intorno alle 18.00 e per il resto della strada il cielo sostituisce l’azzurro con una distesa di stelle brillanti, fantastiche, ma il paesaggio intorno è invisibile, completamente ingoiato dal buio. La prima notte in Malawi la passiamo in ostello, il Bookles, accomodati in camerate, così da riassettare noi e bagagli. Il costo è di 15$ a persona compresa una cena con piatto unico caldo. La mattina dopo una breve visita ad un bel mercato locale, dove è sempre un piacere immergerci con la gente del posto, ci dirigiamo all’asta del tabacco della città, dove ci attende una piccola delusione. Di tabacco solo qualche umida balla e la scarsa produzione del 2012 ha fatto chiudere le attività con grande anticipo. Il risultato è un enorme capannone vuoto con strisce in terra numerate, il compratore sceglie la sua fila e l’acquista, naturalmente quando il tabacco c’è. Sicuramente da vedere nel momento giusto. Da Blantyre non ci spostiamo di molto per andare a far visita alle coltivazioni di tea e caffè nella zona si Mzuzu. Il tea del Malawi è abbastanza famoso e la maggior parte della produzione viene inviata all’estero presso i grandi distributori, solo una piccola quantità, di qualità più scarsa viene destinato al commercio locale. Noi dopo l’interessante spiegazione del processo e la degustazione ne acquistiamo alcune confezioni da riportare a casa. Per noi non era una novità, nei nostri viaggi era già capitato di visitare delle piantagioni, ma è sempre un piacere gustare una tazza di tea caldo. Ripartiamo, come sempre i nostri viaggi sono on the road e la destinazione è il Mulanje, dove dobbiamo montare le nostre tende possibilmente prima che faccia buio e ci riusciamo al Kiluhula Camp al costo di 10 $ a persona. Oggi è il vero primo giorno pieno di viaggio e adesso non ci rimane che tirare fuori viveri e fornello e cucinare una bella pasta portata dall’Italia. Le docce sono fredde e durante la notte il sacco a pelo da mezza stagione è sufficiente a malapena.

La mattina partiamo per un trekking sul Monte Mulanje, dove raggiungeremo una delle prime vette a quota 1700 m, partendo da 500 m. Il trekking è molto impegnativo le prime tre ore sono tutte in salita con ripide pendenze e grossi dislivelli, una bella fatica per le gambe, appesantite anche dagli zaini in spalla. All’arrivo sul plateau purtroppo la nebbia ricopre il paesaggio intorno a noi coprendo completamente la vista. Iniziamo la discesa trovandoci un percorso molto scivoloso, il prossimo punto di ristoro è una piscina naturale creata dal fiume, una suggestiva pozza di acqua verde/turchese in mezzo alle rocce in cui scende una cascata molto bella. Noi ci tuffiamo per abbassare la temperatura corporea alzata. L’acqua è gelida, al primo tuffo dà una sferzata a mente e fisico e per una attimo braccia e gambe sono come avvolte in una morsa formata da migliaia di spilli acuminati

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