Libia, uno sguardo sul passato

I GIORNI DI TRIPOLI E SABRATHA Esperienza invernale di partenza da una Milano, gelida prossima al Natale, banalmente illuminata a festa nelle sue vie che non riposano mai, anche nel cuore della notte. Il viaggio inizia in modo quasi surreale, ...

  • di Emilio Locatelli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Sulla strada asfaltata si affacciano, a cadenza quasi regolare, basse case, per lo piu' bianche od ocra, i colori del materiale piu' diffuso. Le architetture sono semplici e lo sviluppo in altezza limitatissimo.

Noto un disordine apparente e trascuratezza ovunque; una miriade di sacchetti di immondizia integri o gia' lacerati da animali o dal vento del deserto sono sparsi su di una vasta superficie. Si tratta per lo piu' di materiali non biodegradabili, come flaconi e bottiglie di plastica, ma anche lattine di birra analcolica o flaconi di vetro.

L' effetto visivo e' deprimente, ma occorre sospendere qualsiasi giudizio morale sugli abitanti di questa terra i cui usi e costumi secolari distano anni luce da quelli cosiddetti "evoluti". L'embargo economico Lo stesso colonnello Gheddafi, la guida effettiva del Paese, colui che ne ha fatto uno Stato funzionante e relativamente equo, e' nato nel deserto alle spalle di Sirte, a 20 chilometri dal mare, in una tenda di pelli di capra, da genitori analfabeti. Il regime di sanzioni imposte dalle Nazioni Unite a partire dalla primavera del 1992 ha giocato un ruolo importante nel rallentamento della crescita economica e nel ritardo con cui il Paese si appresta alla modernizzazione degli usi e dei costumi sociali. Le sanzioni economiche contro Tripoli sono state ormai revocate nell'anno 2000, ma il cammino della Libya come quello di tutti i Paesi africani verso l'effettiva indipendenza e dignita' nelle relazioni economiche internazionali e' ancora lungo e accidentato. Lungo la carreggiata delle strade importanti manca la segnaletica orizzontale ed e' scarsa anche quella verticale, rigorosamente in lingua locale. Il parco auto circolante e' composto da svariati modelli di varie case automobilistiche, ma i giapponesi della Toyota e della Honda la fanno da padroni. Forse il pragmatismo tipicamente orientale ha prevalso sulla ragion di stato? Le nostre auto Fiat, che credevo abbondanti in una nazione da sempre legata strettamente all'economia italiana, sono scarse. Molti veicoli sono danneggiati esternamente, malamente rabberciati nella carrozzeria e molto impolverati o infangati (la pulizia richiede abbondanza d'acqua, tempo e denaro). In compenso sfrecciano in modo anarchico sorpassandosi senza alcuna regola di precedenza! Restando sulle notazioni negative, notiamo una relativa scarsita' di pompe distributrici di carburante...E si tratta di un Paese che produce il miglior petrolio nel mondo.

Lungo la via che percorriamo compaiono negozi ricavati in tuguri, o fabbricati che assomigliano a baracche. Nussuna insegna della CocaCola, piu' abbondanti quelle della Pepsi, la grande rivale.

Ma le multinazionali americane sono presenti capillarmente sul territorio grazie alle sigarette. Grandi icone della Marlboro troneggiano sinistramente all'ingresso di botteghine minimali, quasi a simboleggiare lo strapotere dei paesi ricchi del mondo su quelli poveri e oppressi. Mentre nei paesi ricchi del mondo si promuovono campagne contro l'uso del tabacco, nei Paesi emergenti purtroppo altre urgenze sono all'ordine del giorno...

Il progetto ideale del colonnello di unificare il mondo islamico diventa sempre piu' astratto e irreale, di fronte alla continua seduzione esercitata dai paesi occidentali su governi troppo facilmente corruttibili, abbarbicati ad un potere che deriva dalla forza dei clan e delle tribu' locali piuttosto che essere frutto di un processo democratico. L' Africa di oggi necessita di unita', di pace, di acqua, viveri per la sopravvivenza. A causa di ragioni di scambio inique svende invece le sue ricchezze naturali e riceve armamenti che vengono usati per guerre fratricide. Anche le epidemie catastrofiche di cui i paesi africani sono colpiti rappresentano i sottoprodotti della dominazione neocoloniale e della dipendenza politico-economica. La censura di regime sulla stampa pare sia notevole qui in Libya, ma si notano numerosissime parabole per uso televisivo sui muri di case anche modeste. Nessuo puo' fermare a lungo il libero fluire delle onde hertziane trasportatrici di inquitetanti modelli culturali ma anche di informazione molteplice...Altro segno di progresso, stavolta economico, sta nella presenza di condizionatori di aria molto diffusi ovunque

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Commenti
  1. mahamoud akka
    , 1/9/2010 11:06
    molto bella tour

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