Ma gli Elfi allevano le pecore?

Gli scarponi ci sono, guide e cartine pure…ci siamo…domani mattina si decolla per l’Islanda!!! Si parte in tre: Guzzi, Geo e Dedo (la mano scrivente di questo diario). Certo che tornando ieri dalla marinara Croazia (tranne Geo che lavorava), conviene ...

  • di Stefano De donato
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Gli scarponi ci sono, guide e cartine pure…ci siamo…domani mattina si decolla per l’Islanda!!! Si parte in tre: Guzzi, Geo e Dedo (la mano scrivente di questo diario). Certo che tornando ieri dalla marinara Croazia (tranne Geo che lavorava), conviene fare attenzione a cosa si mette in valigia, prima di fare confusione e di trovarsi su un ghiacciaio in ciabattine da mare! Si sa, l’Islanda è cara e cari sono anche i biglietti aerei per raggiungerla. Abbiamo quindi optato per un volo su Londra con l’Irlandese Ryanair, da dove proseguiremo con un aereo della compagnia low cost della terra dei ghiacci. Beh, è tutto pronto…non ci resta che partire…

17-agosto-05 Dopo la sosta di Londra decolliamo alle 20.40 dal buio dell’aeroporto di Stansted con destinazione Reykjavik. L’MD81 della compagnia islandese Iceland Express atterra, più o meno puntuale, 3 ore dopo il decollo all’aeroporto internazionale di Keflavik a circa 40Km dalla capitale islandese. Sono le 23.00 locali (durante l’estate l’Islanda è 2 ore indietro rispetto all’Italia), quando ritiriamo i bagagli e la vettura prenotata dall’Italia: una Toyota Yaris che si rivelerà valida anche in versione fuoristrada sugli sterrati “leggeri”. All’esterno del terminal, in una fresca serata islandese (7gradi: per noi gelida arrivando dai 30 di Milano), ci accoglie una ormai fioca luce solare che già in volo aveva fatto capolino nella notte regalandoci una “seconda alba” in questa giornata. Incastrate con fatica le valigie nel bagagliaio, percorriamo una manciata di chilometri per arrivare nella cittadina di Vogar dove abbiamo prenotato una camera presso il Motel Best (96euro la tripla). Fatto un veloce spuntino, andiamo a dormire, risparmiando energie per domani (in realtà c’è poco da risparmiare visto che siamo stanchi morti!).

18-agosto-05 Sveglia alle 7.00 per iniziare il viaggio che in 7 giorni ci farà immergere nel pianeta Islanda. Abbiamo deciso di compiere il giro completo dell’isola in senso orario usando prevalentemente la statale N°1, quasi completamente asfaltata, concedendoci comunque qualche deviazione là dove il poco tempo a nostra disposizione e le condizioni della strada lo permetteranno. Dopo una ricca colazione a buffet (circa 12euro a testa) ed aver ricomposto il puzzle delle valigie nella macchina, siamo in strada lungo la 41 per giungere a Hafnarfjordur nei pressi di Reykjavik. La caratteristica principale di questo sobborgo della capitale è quello ospitare un alto numero di gnomi, elfi, folletti e altre creature del popolo nascosto. Una parte degli islandesi crede, infatti, che l’isola sia realmente abitata da una serie di magiche creature. Durante il nostro rapido tour del parco cittadino non si sono però fatte vedere…ma non si può certo pretendere di incontrarli al primo colpo! A voi la scelta se crederci o no…noi intanto proseguiamo il viaggio verso il parco nazionale di Pingvellir. Lasciata l’area urbana della capitale, inizia l’immersione nei paesaggi dell’Islanda difficilmente descrivibili nella loro bellezza e per l’emozioni che trasmettono. Giunti al parco, armati di macchine fotografiche e telecamera, iniziamo la prima visita naturalistica del viaggio. Qui è visibile la faglia tra la placca del continente europeo e quella americana, attraversata per alcune centinaia di metri dal fiume Oxara che si getta nella spaccatura attraverso una spettacolare cascata. Poco più avanti è situata l’area dove si radunava l’Alping che fu il primo parlamento in Islanda e in Europa

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