La fine del mondo e il paese delle meraviglie

Diario di viaggio in Giappone

  • di filep
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Innanzi tutto mi scuserà il buon Murakami per avere preso indegnamente in prestito il titolo del suo bellissimo libro per questo mio racconto di viaggio ma appena messo piede in Giappone non mi e' venuta in mente altra frase che potesse meglio descrivere la nostra bellissima esperienza nel Paese del sol levante. Fine del mondo perché' guardando il planisfero a destra del Giappone c'e' ben poca roba e paese delle meraviglie perché'…beh credo che per capire bisogna veramente andarci. E poi per me che sono cresciuto con i primi cartoni animati giapponesi che le prime TV private trasmettevano con quelle strane scritte che apparivano in fondo a destra alla fine di ogni puntata e' stato come un ritorno all'infanzia, un po' come andare a trovare un vecchio amico che non vedevo da trent'anni.

Il nostro itinerario e' stato quello classico del primo viaggio in Giappone fra Tokyo, Kyoto, Hiroshima con aggiunta di Takayama ai piedi delle alpi giapponesi. Naturalmente abbiamo acquistato il mitico Japan Rail Pass che se non avete necessita' di usarlo immediatamente vi consiglio di non cambiare in aeroporto in quanto la fila era a dir poco chilometrica. Noi lo abbiamo cambiato con calma alla Ueno Station in un minuto netto. Altra cosa che abbiamo preferito non fare e' stato prenotare gli spostamenti. Le carrozze da 1 a 5 dei velocissimi Shinkansen hanno infatti not reserved seats e non le abbiamo mai trovate piene nonostante il periodo di alta stagione. Anzi l'unica volta che abbiamo prenotato per il primo spostamento abbiamo dovuto ripiegare per due posti distanti l'uno dall'altro quando nelle carrozze not reserved c'erano posti vicini in abbondanza.

Le prime tre notti le abbiamo passate a Tokyo, zona Ueno, hotel Villa Fontaine. Appena arrivati in hotel abbiamo posato le valigie e, nonostante le nostre facce dopo aver poco dormito in aereo fossero simili a quale di Al Pacino in Insomnia, ci siamo diretti alla volta dell'Ueno Park. E' sabato, periodo della Sakura ed il parco e' pienissimo. E qui mi accorgo che l'hanami per i giapponesi e' veramente qualcosa di speciale. Un po' come tutti noi ho nella testa l'immagine del giapponese in vacanza con la macchina fotografica in mano che immortala qualsiasi cosa. Beh anche a casa loro i giapponesi hanno la macchina fotografica in mano pronti ad immortalare ogni fiore di ogni albero. E così' me li immagino la sera sfogliare il loro album delle fioriture e ricordare come quella del '75 fosse stata veramente eccezionale. Dopo aver mangiato dei noodles in una delle tante bancarelle del parco decidiamo di dirigerci ad Asakusa per vedere il Sensoji temple. Ed ecco la nostra prima esperienza con la metropolitana giapponese. Direi che la paura iniziale si e' rivelata del tutto ingiustificata. Il sistema tariffario e' infatti decisamente incomprensibile anche per chi vive a Tokyo ed ecco quindi che per risolvere il tutto basta comprare il biglietto base e quando si deve uscire dalla metro inserirlo nella macchinetta per correggere la tariffa, aggiungere i soldi ed uscire tranquillamente. Siamo ormai due zombie che camminano, guardandomi attorni mi sembrava di essere in un film horror giapponese e così' rientriamo in hotel stanchissimi con il nostro Bento e facciamo la prima esperienza con il sushi giapponese. Che dire, talmente buono da fare dimenticare in fretta quel surrogato cinese che sono soliti rifilarci in italia.

Il secondo giorno a Tokyo lo passiamo fra Shibuya, Shiniuku dove saliamo naturalmente sulla terrazza panoramica del Tokyo metropolitan government office, il meji-jingu, lo yoyogi koen dove incontriamo le cosplay, l'electric town di akihabara, l'eleganza di Ginza. Il tutto comprando il pass della yamanote line, la sopraelevata che attraversa tutti i quartieri (o città'?) di Tokyo. Il terzo giorno facciomo l'alzataccia di rito per per dirigerci al mercato del pesce di tokyo dove il classico "odorino" di pesce fresco ci impedisce di desiderare una colazione a base di sushi. Dopo il mercato ci dirigiamo alla Asakusa station dove compriamo il Nikko Pass ovvero biglietto del treno andata e ritorno per Nikko ed ingresso ai siti patrimonio dell'umanità'. In questo modo evitiamo di dover convalidare il nostro rail pass che ci servirà' per i giorni successivi. A Nikko facciamo la prima esperienza con la pioggia giapponese e con la precisione delle previsioni meteo nipponiche. Avevano detto che dalle 9 alle 18 avrebbe piovuto e dalle 9 alle 18 piove! Il tutto non ci impedisce di godere appieno della bellezza dei santuari del luogo immersi nella foresta e dall'atmosfera veramente suggestiva. Rientriamo la sera bagnati come due pulcini, stanchi, ma con la voglia di sughi ritornata dopo che la pioggia ci ha purificato dai forti odori del mercato del pesce. Una parentesi sul mangiare in Giappone. Economico e vario. Non abbiamo mai speso in 2 più' di 20-25 euro a pasto. Alla faccia del mito del viaggio in Giappone carissimo

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