Cina d'inverno

Sono partita per la Cina senza sapere cosa avrei trovato…immaginavo la Cina cinematografica, quella degli hutong pieni di riscio’ e biciclette, vapori intensi che escono dai recipienti in bamboo delle cucine all’aperto…Purtroppo la realtà non coincideva con l’idea che mi ...

  • di lula
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Sono partita per la Cina senza sapere cosa avrei trovato...Immaginavo la Cina cinematografica, quella degli hutong pieni di riscio’ e biciclette, vapori intensi che escono dai recipienti in bamboo delle cucine all’aperto...Purtroppo la realtà non coincideva con l’idea che mi ero fatta, mi sono dovuta ricredere, la Cina si è occidentalizzata, a discapito delle sue belle tradizioni.

Nel primo giorno del 2006, non ancora nell’anno del cane che inizierà con la Festa di Primavera il 29 Gennaio, mi ritrovo a Pechino, tra sopraelevate, strade enormi, automobili, ancora automobili, dappertutto automobili e i cinesi che guidano come dei matti, senza rispettare per nulla le strisce pedonali! Pechino assomiglia ad una metropoli moderna percorsa dall’eccitazione intensa di un immenso cantiere. Hanno raso al suolo i vecchi quartieri per costruire grattacieli di altezza vertiginosa che per lo piu’ ospitano multinazionali, le quali facendo brillare giganteschi pannelli luminosi scritti in cinese, trasformano Beijing in un’immensa vetrina pubblicitaria.

I cinesi traggono ispirazione da una cultura straniera, ma della loro conservano poco o nulla, quell’eredità è stata cancellata con il pretesto che si trattava solo di un’accozzaglia di vecchiume.

Durante la Rivoluzione culturale, i templi furono saccheggiati, in seguito le statue delle divinità sono state rifatte, sono delle riproduzioni esatte che tuttavia suonano false.

Giro per la Città Proibita, spinta tra la folla di turisti cinesi (gli occidentali sono quasi inesistenti, è bassa stagione) e cerco di rivederla come’era al tempo dell’Imperatore; verso sera con la luce del sole calante acquista un fascino davvero particolare! La sera ho un primo approccio con la cucina cinese: assaggio l’anatra laccata che consiste in un’anatra arrosto glassata, servita a fette intinta nella salsa di soia e avvolta in una piadina, il tutto accompagnato dal tè al gelsomino, che ho bevuto a litri durante il viaggio.

Il freddo che imperversa a Pechino è atroce! Lungo il “Viale degli Spiriti” il vento è davvero gelido, percorro i 7 km fino alla “Porta della Fenice e del Drago”, dalla quale si accede alle Tombe dei Ming, ma la zona di sepoltura non è accessibile.

A 40 Km circa da Pechino si trova la Grande Muraglia (lunga 6350 Km), il grande drago la cui testa è rivolta ad Occidente e la coda ad Oriente; la percorro per un breve tratto a piedi, ma il freddo è davvero pungente! In inverno ci sono temperature davvero rigide, ma si ha anche l’occasione di vedere i templi sotto un'altra luce..Al Palazzo d’Estate (a circa 20 Km da Pechino), il lago Kunming è tutto ghiacciato ed i cinesi vi pattinano anche se vige il divieto; lo si puo’ costeggiare attraverso un lungo corridoio coperto, interamente in legno affrescato con colori vivaci, che porta fino alla nave di Ci Xi ed a un ponticello in marmo dove si giunge alla Porta Nord.

Proseguo in volo per Xi An, la vecchia capitale dove partiva la Via della Seta e anche qui il freddo mi perseguita, addirittura trovo la neve! La sera vado in un ristorante ad assaggiare la specialità del posto: ravioli al vapore; vengono serviti nei cesti in bamboo e ce ne sono davvero tantissimi tipi, da fare invidia a Giovanni Rana..! Qui visito la Grande e la Piccola Pagoda dell’Oca Selvatica in uno scenario innevato davvero suggestivo; vado poi al Quartiere Musulmano, ma la Moschea cinese è tutt’altro che simile allo stile arabo, il Minareto è una torre esagonale con tetto spiovente in legno verde e blu; anche i vicoli intorno non sono dei veri e propri souk, ma anche qui è d’obbligo contrattare! Poco fuori dalla città mi aspetta l’Esercito di Terracotta: è impressionante! Sotto una struttura coperta in legno si trovano una serie di fosse piene di statuette di terracotta alte anche 1,80 m! Riprendo l’aereo per Shanghai...Qui l’atmosfera è futuristica: grattacieli ovunque, da skyline americano. Salgo sul Jin Mao Tower: 88 piani per un’altezza di 412 m, raggiungibili con l’ascensore in 45 secondi! Il panorama notturno è davvero fantastico: di fronte si vede la Torre della TV, con il ristorante girevole a 250 m di altezza. Certo non è piu’ la città delle fumerie dell’oppio e delle case di tolleranza;l’unica nota di colore nei pressi della città vecchia sono i panni stesi insieme ai polli sui fili della corrente

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