Madagascar: contrasti e colori

minitour del Nord e soggiorno a Nosy Be

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  • di anelim
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

11 LUGLIO Partenza da Milano Malpensa alle ore 21,30 con volo Neos, ottima compagnia aerea

12 LUGLIO MILANO / NOSY BE / ANKIFY /AMBILOBE / DIEGO SUAREZ Dopo una notte non proprio confortevole (9 ore!) rischiarano la carlinga dell’aereo le prime luci dell’alba, molto gradite sia a chi è riuscito a dormire, sia a chi, da ore, aspetta di poter mettere la parola fine a questa costrizione obbligata.

Ci avviciniamo… sono le 6:30 del 12 luglio 2010 e si scorgono dagli oblò alcune isolette: Madagascar! Ho sempre associato questo nome a mondi inesplorati e viaggi avventurosi: chissà se le promesse saranno mantenute… Dopo essere scesi dall’aereo ci tocca una lunga fila per entrare nel piccolo aeroporto dell’isola di Nosy Be, “l’Isola Grande”, chiamata anche Nosy Manitra, “Isola dei profumi”. Mentre attendiamo pazientemente il disbrigo delle pratiche doganali un grande cartello attira la mia attenzione: “Aiutateci a combattere la corruzione”. Sono piacevolmente sorpresa, ma l’illusione dura pochi istanti: proprio mentre passiamo sotto l’avviso un poliziotto ci chiede, inutilmente, denaro per non aprire le valigie… Fuori dall’aeroporto troviamo il rappresentante del nostro tour operator: è una ragazzina gentile che parla un buon italiano, ci accoglie con “Tonga soa!” (Benvenuti!) e ci accompagna verso una macchina con autista. Inizia così la nostra avventura, correndo lungo l’unica strada asfaltata dell’isola che collega l’aeroporto di Nosy Be al porto del capoluogo; dopo il lungo viaggio aereo non c’è tempo per riposare: ci attende ora una traversata del tratto di mare che ci separa dal Madagascar vero e proprio e, subito dopo, un viaggio in 4X4 di circa 300 Km. Attraversiamo piantagioni di strani alberi contorti: la nostra guida ci spiega che sono i profumatissimi ylang-ylang ( Cananga odorata)che trovano, nell’isola di Nosy Be, il loro habitat naturale. La strana forma dell’albero dipende dai tagli che vengono eseguiti sulla cima, per favorire la raccolta dei fiori, in quanto in natura è un albero a crescita rapida che raggiunge un'altezza media di 12 metri. I numerosi e profumatissimi fiori crescono solitari o riuniti in piccoli grappoli, sono giallo-verdastri e hanno 3-5 petali allungati e un po’ arricciati. La raccolta, a mano, avviene il mattino presto; da 100 kg di fiori si ottiene un litro di olio essenziale di ylang-ylang, utilizzato nell'industria dei profumi, come essenza base per le migliori e costose fragranze. Continuiamo per la nostra strada, affiancata anche da piante di pepe e caffè e attraversiamo la frenetica Helville, il capoluogo dell’isola, con il suo frequentatissimo mercato, fino al porto, dove ci attende una barca veloce. C’è appena il tempo per i saluti e per sistemare i bagagli che già la nostra barca parte a tutta velocità, solcando il tratto di mare che ci separa da Anfiky, nella “Grande Terre”. Ed ecco, dopo circa mezz’ora di traversata, l’imbarcadero di Anfiky: una banchina approssimativa e desolante, che ci accoglie con le sue capanne su palafitte, gli odori di nafta e spazzatura, con l’ammasso di povere cose, copertoni e stracci nella fanghiglia, con la confusione di voci che si accavallano le une alle altre nel tentativo di sopraffarsi, col suo caos di mani che cercano di conquistare il “privilegio” di accollarsi, per poche monete, i nostri bagagli. Travolti e frastornati da questa confusione, ci ritroviamo su un fuoristrada, accompagnati da Augusto, il giovane malgascio che ci farà da guida in questo breve tour del Nord

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