Madagascar terra e mare

Come provare forti emozioni una dietro l'altra? Scoprendo l’enorme isola rossa africana!
 
Partenza il: 28/08/2018
Ritorno il: 14/09/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

cuore, con un isolotto in centro sul quale svetta un angelo dorato (detto angelo nero) che fu eretto nel 1927 in memoria dei malgasci deceduti durante la prima guerra mondiale in cui combatterono per la Francia.

La passeggiata è piacevole, gli alberi riparano dalla calura, i bimbi giocano e per un momento dimentichiamo quanta povertà abbiamo vista finora. Nelle strade intorno al lago di giovedì si tiene un mercato impressionante per il numero di bancarelle che non hanno un posto fisso ed espongono l’incredibile (dagli animali vivi alle scarpe spaiate). Sono attirata, ma poi demordo, dall’assaggiare il Koba, un dolce di farina di riso, pistacchio e zucchero di canna che si taglia a fette da un unico pezzo. Non vi è molto altro da vedere a Tanà dove il caos regna sovrano tra pulmini sgangherati che caricano gente, aria irrespirabile per il traffico impazzito a tutte le ore e grida di commercianti. Nonostante sia prestissimo, ci dirigiamo all’aeroporto previa sosta al centro commerciale Jumbo Store che non ha nulla da invidiare a quelli italiani, compresi i prezzi. Riusciamo a comprare solo dei gelati confezionati (1900Ar) per il solo gusto di provarli.

Arriviamo a Ivato dopo il tramonto, dobbiamo cambiare gli Ariari rimasti e, nonostante non sia da noi, lo facciamo con una schiera di bagarini che impunemente e davanti gli occhi dei doganieri propongono un tasso leggermente più alto di quelli degli uffici. Bisognerà soltanto stare molto attenti e contare bene e più volte le decine di monete che rifileranno, ci proveranno a fregarci all’inverosimile… ma non siamo degli degli sprovveduti.

Salutiamo il nostro autista con un’altra piccola mancia (in realtà gliela avevamo data alla fine del tour non essendo sicuri che lo avremmo rivisto dopo il soggiorno mare) che per lui è inaspettata e lo rende così strafelice che non sa che fare se non lasciarci mail e recapito telefonico qualora dovessimo tornare. Con la santa pazienza attendiamo l’apertura del check-in bivaccando nei pressi di un unico ristorante. Faccio mio un proverbio malgascio: ciò che l’occhio ha visto, il cuore non dimentica e do un sentito arrivederci “Veloma” a questa grande isola, un pezzo d’Africa dalle caratteristiche singolari.

14 settembre – 18° giorno: TANA – PARIGI – ROMA

Ore 00,55 partiamo per fortuna puntualmente da Tana dove sono diversi e ripetuti i controlli, gli ultimi proprio davanti le scalette dell’imponente aeromobile Air France. Nel bel mezzo della pista banchetti improvvisati per rifarci aprire i bagagli a mano ed essere nuovamente perquisiti uno per uno. Dopo un’oretta uno spuntino con yogurt, ananas, sandwich al pollo e barretta al cioccolato. Lo spazio tra un sedile e l’altro non è poco e anche la programmazione film in italiano non scarsa. Vediamo Fortunata di Mazzantini-Castellitto e poi cerchiamo di riposare un po’. Un via vai di persone per qualcosa di caldo durante la gelida notte. Chi vuole può servirsi da sé per uno spuntino con panini o biscotti. Un’ora e mezzo prima dell’atterraggio la colazione con omelette o crêpe.

L’arrivo a Parigi alle ore 10,45 è preciso. Rimarremo tre ore prima di imbarcarci sull’aeroplano Joon delle 14,10 che ci porterà nella nostra amata capitale.

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Fruttaaaaaa



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