Madagascar, viaggio tra terre rosse e autenticità

un desiderio realizzato
Scritto da: alessandrass
madagascar, viaggio tra terre rosse e autenticità

Finalmente dopo tanti anni in cui l’avevo in testa, sono riuscita a realizzare un sogno: conoscere il Madagascar!

È stata un’esperienza fortissima, ancor più di quanto pensassi. Un viaggio in una Terra così ricca sebbene ci sia tanta povertà! Un viaggio che ti riallinea, che ti permette di fermarti, nonostante tu stia fermo ben poco (con tutti i km che dovrai macinare). Siamo partiti da Milano Linate il 12/8 con arrivo in tarda serata dopo uno scalo a Parigi. In realtà tra ritardo aereo e lo smarrimento di un bagaglio (la tenda dove avremmo dovuto dormire a partire dalla seconda notte), siamo arrivati con un ritardo di 3 ore Il rientro era previsto per il 27. Speriamo bene, ci siamo detti!

Ma chissene, ormai siamo qui, e che l’avventura abbia inizio!

Ad accoglierci, dopo tanta attesa dovuta al nostro ritardo, la nostra mitica guida: Gabyturbo. Lo avevo contattato già vs. aprile, quando stavamo iniziando a fantasticare sulla meta. Ho fatto molte ricerche, su FB, su Turisti per Caso… e ho trovato almeno 3 o 4 persone che parlavano bene di lui, quindi l’ho contattato e il viaggio ha preso forma! Gaby mi ha indicato un giro possibile, insieme lo abbiamo rimodellato in base a ciò che preferivamo fare noi (per esempio abbiamo saltato la visita di Tana, volevamo avere più tempo per fare trekking, escursioni nella natura). Lo potete trovare su Facebook, si chiama Gaby Madagascar. Mi sento davvero di consigliarlo, anche per tutta una serie di motivi legati agli aiuti delle tribù locali, come leggerete di seguito.

È stato molto gentile e soprattutto paziente; Gaby ti ascolta, cerca davvero di capire cosa può fare lui per accontentarti davvero. Per rendere la tua esperienza davvero indimenticabile! Per esempio, io mi ero innamorata di un hotel di cui avevo visto immagini e recensioni spettacolari e gli ho chiesto se potevamo pernottare lì una notte…e così abbiamo fatto! Si trattava del Lac Hotel a Sahambavy. Poi mi ero informata e avevo scoperto Ambatomilo, un posto paradisiaco e con Gaby abbiamo cercato di capire come poterci passare, quasi c’eravamo… se non che a un certo punto ci siamo accorti che, purtroppo, a causa dei millemila km che distano tra un posto e l’altro, ci avrebbe portato davvero troppo lontano quella sosta e avremmo dovuto risparmiarci la navigazione del fiume in piroga, cosa che non avrei perso per niente al mondo!

Così abbiamo impostato il nostro giro, siamo arrivati il 12 notte, praticamente alle 02.00, la prima notte l’abbiamo passata nella casa della mamma di Gaby, della sua famiglia di origine, a circa 1.5 ore di macchina dall’aeroporto di Antananarivo. La loro struttura ricettiva si chiama Texas guest house, è piena di dettagli particolari tutti fatti a mano, è spaziosa e accogliente ed è precisamente ad Ambohimandroso.

Casa davvero bellissima ma soprattutto, ma quanto sono belli loro! Un’accoglienza fantastica, in piena notte erano tutti svegli per noi e con noi, mamma e fratelli di Gaby, tutti con un sorriso a 564 denti! Stupendo!

Abbiamo dormito tipo 3 ore e mezzo e belli freschi, e dopo una colazione preparata con amore dalla sorella di Gaby (pane appena tostato, uova fresche, tè, caffè) siamo partiti per il nostro tour. Ah, anche belli imbottiti! Siamo arrivati all’aeroporto e già era freschetto, e rispetto a casa di Gaby ancora di più. Mamma mia, ci siamo spaventati! Abbiamo pensato: “Ma noi volevamo il caldo!”.

Niente paura, eravamo abbastanza alti, per questo faceva freddo! Poi la stagione in realtà si è rivelata quella ottimale, perché non abbiamo patito il caldo, le piogge…anzi, un caldo giusto che ti fa stare proprio bene!

Dicevamo… pronti, si parte!

Qui c’è una mappa del giro che abbiamo fatto con Gaby, abbiamo viaggiato con il figlio di Gaby, che è venuto con noi e con il driver (i driver, perché a un certo punto abbiamo avuto problemi con l’auto e quindi abbiamo cambiato mezzo e driver. Menomale Gaby aveva le sue conoscenze e ha risolto tutto!).

Come potrete leggere su altre recensioni l’esperienza della navigazione del fiume Tsiribihina è qualcosa di ineguagliabile! Ve lo consiglio di cuore! Vivrete 2 giorni e mezzo di navigazione senza motori, nel silenzio e nell’autenticità di quei posti meravigliosi. Mentre si naviga il grande Eric (‘raccolto’ per strada nella tappa prima di partire dalle sponde del fiume) cucinerà per voi, sulla piroga stessa sì, mentre si viaggia (e mentre altri due amici accompagnatori malgasci remavano!).

Meraviglioso partire all’alba, godere di colori e suoni della natura incontaminata! Meraviglioso arrivare in un punto, approdare sulla sponda e sentirsi Robinson Crusoe perché quella sponda, quella terra, quella sabbia saranno casa per quella notte! Abbiamo dormito 2 notti in tenda (che Gaby ci ha recuperato visto che la nostra Airf France se l’era fumata 😀 – poi l’abbiamo recuperata al rientro in aeroporto per il viaggio di ritorno). Appena arrivavamo al punto ‘giusto’ per loro scendevamo tutti dalla piroga, loro andavano a cercare i legni più adatti per accendere il fuoco, Eric iniziava a preparare la cena e a pulire il pesce; gli altri aiutavano ma prima pulivano la piroga così che fosse pronta per la mattina seguente. Arrivava presto buio quindi queste operazioni erano sapientemente calcolate, fantastici!

Non voglio spoilerare troppo ma ci hanno preparato davvero qualsiasi cosa, dal pesce alla carne, alla pasta con verdure e gamberetti (comprati da una famiglia che viveva in un villaggio sul fiume e che li stava pescando proprio in quel momento in cui passavamo! Qui poi approfondisco dopo, perché anche questo aspetto del viaggiare con una guida locale… è meraviglioso!). Non mancherà mai il riso, ovvio! E se appena appena Gaby si accorge che ti piacciono le patatine fritte, ingrasso felice!

Insomma, ci si sente davvero bene se l’avventura è quello che si cerca; bisogna lasciarsi andare…alla lentezza, alla pausa, alla meraviglia del selvaggio e incontaminato!

Per il resto il viaggio è sicuramente impegnativo, per le distanze, per le condizioni delle strade – poche sono asfaltate, per la maggior parte sono su e giù (anche se con le 4×4 dai, è fattibile) e polvere, polvere polvere. Però ne vale la pena!

Abbiamo fatto 2 trekking agli Tsingy in cui Gaby ci ha prenotato una guida che ci ha accompagnati; abbiamo visitato sia i piccoli che i grandi Tsingy, sono escursioni molto belle, valide entrambe. Non serve una vera preparazione, basta solo stare attenti a dove si mettono i piedi e le mani, gli Tsingy pungono.

Abbiamo visitato la riserva naturale di Anja, anche lì con guida accompagnatrice… e anche lemuri accompagnatori! Bellissima esperienza anche quella!

Abbiamo visitato villaggi dove Gaby ed Eric facevano la spesa. Sì, perché ecco, la cosa bella di viaggiare con loro è stata anche questa: non facevano la spesa nei mercati delle città più grandi, dove chiaramente passavamo, ma nei villaggi! Quindi per esempio quando eravamo in piroga ci avvicinavamo alle sponde e compravamo pesce, banane…dai bambini che ci chiamavano da lontano per farci avvicinare! Quando viaggiavamo in macchina compravamo pannocchie o frutta direttamente sulla strada da tutte quelle innumerevoli persone che aspettavano che passasse qualcuno per far su qualche Ariary..

Quando abbiamo comprato i gamberetti, sulla piroga, letteralmente in mezzo al fiume, ai due bimbi della famiglia Eric ha dato anche una scatoletta di latte condensato (che immagino altrimenti mai arriverebbe fin lì!) e ha preparato loro due fette di pane con la marmellata. Non potete immaginare la felicità negli occhi di quella bambina, è stato emozionante!

Durante le giornate in piroga ci siamo fermati alla cascata dell’isola delle femmine Nosy Ampela, un’oasi vera, una meraviglia! Eravamo soli, peccato che si sia aperto bene solo poco più tardi il cielo, ma la bellezza di quel posto è pazzesca! All’ingresso siamo stati accolti da dei lemuri ladruncoli affamati di papaya, troppo belli!

Quante cose ci sarebbero da raccontare ancora! Ifaty, bellissima, abbiamo passato una mezza giornata lì solo che c’era un vento pazzesco; quindi, niente bagno ma ci siamo rifatti regalandoci un massaggio e una bella passeggiata lungo la spiaggia in compagnia di due ‘canagliette’, due venditori nati, due ragazzini di 12/13 anni che ci si sono accozzati tutto il pomeriggio pur di vendere 2 collanine.

Li abbiamo ribattezzati Mariolino e Luigino, ormai dopo 3 ore insieme eravamo diventati amici. I loro sorrisi erano bellissimi, anche mentre li beccavamo raccontare ‘qualche balla in più’ mentre facevano gli occhi dolci per riuscire a vendere o chissà… recuperare qualche mancia free da noi! Poi noi gli facevamo capire che non ci cascavamo…e scoppiavamo tutti a ridere! Furbastrelli!

Restando in tema mare, dopo Ifaty abbiamo preso il motoscafo per andare ad Anakao dove siamo rimasti 2 notti. Anche qui..il mare era troppo mosso al largo e Dario, il proprietario italiano del Peter pan, dove abbiamo soggiornato, non si è preso la responsabilità, giustamente, di farci uscire in barca. Avevamo in programma di organizzare uno snorkeling lì e uscire per avvistare le balene, ma senza successo. Abbiamo rimediato ballando sulla spiaggia coi bambini dei villaggi adiacenti, facendo pratica col nostro drone e godendoci il mare calmo a riva, che per fortuna essendo riparato, permetteva di farlo!

Lodi lodi lodi al ristorante del Peter Pan, abbiamo mangiato benissimo! Si respira libertà e leggerezza, anche grazie alla trasgressione di Dario. Lo conoscerete, personaggio fantasticamente insolito quanto acculturato!

Noi per un pranzo ci siamo allontanati dal ristorante però e, visto che non si poteva uscire in mare, ci siamo fatti una bella mangiata di cicale di mare e aragosta cucinati in spiaggia per noi direttamente dai pescatori, che ve lo dico a fare!

Non vorrei togliere merito a nulla di questo viaggio, anche le ore trascorse in macchina fanno parte del viaggio stesso. Nell’Isalo, per esempio, mi sono persa tra quelle terre spettacolari e il giorno seguente abbiamo fatto anche lì un trekking meraviglioso, ci siamo persi tra quei massi di arena scolpiti dal tempo dall’acqua e dal vento! Abbiamo raggiunto e fatto il bagno nelle piscine naturali, bellissime e coloratissime!

Lì abbiamo pernottato al Tsienimpary lodge – meritevole!

Un altro posto spettacolare è sicuramente il viale dei Baobab, noi siamo arrivati giusto per il tramonto e l’atmosfera che si crea è davvero suggestiva, vale tutto il percorso accidentato per arrivarci!

In conclusione, mi sento di dire: visitiamo queste terre splendide, rispettiamole così come sono. La loro forza sta proprio nella loro diversità! Non cerchiamo troppa comodità in un paese che la comodità non la conosce molto, perdiamoci tra i posti e le persone, il viaggio vale davvero la polvere e i kilometri che ti porti a casa, sulle spalle e sulla pelle!

Ti porti a casa dei ricordi incancellabili e quello che ora, a distanza di tempo, più mi risuona sono i sorrisi, la povera ma ricca autenticità delle persone, le esperienze; come quella in cui una ventina di uomini e ragazzi si sono messi a tirare la nostra Jeep che si era impantanata nella sabbia con delle funi legate tra loro (stile gioco della fune, sì!). Una cosa indescrivibile, che lì per lì credevo impossibile e che mi sono gustata seduta con le lacrime della meraviglia negli occhi!

Magico Madagascar, grazie!

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