Giordania da sud a nord: molto più che Petra

Una settimana in giro per questa straordinaria terra.

  • di maretta*
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Quella in Giordania non è stata una vacanza, né una buona occasione per festeggiare il capodanno all’estero, non è stato neppure un viaggio come tanti organizzati prima di questo. La Giordania è stata piuttosto un’esperienza. Una straordinaria esperienza.

Premetto che siamo viaggiatori low cost, ci piace organizzare tutto in autonomia, senza affidarci a tour operator ma unicamente alle esperienze raccontate da chi è stato lì prima di noi. Decidiamo di visitare questa meravigliosa terra in 7 giorni, dal 29 dicembre al 5 gennaio. Siamo partiti in coppia da Roma Ciampino con Ryanair (prenotato 4 mesi prima, 250 euro a persona) e siamo atterrati 4 ore dopo ad Aqaba dove il clima si presentava leggermente più mite dell’italia.

Aqaba è una cittadina sul mare, concentrata sulle coste del mar rosso ed è letteralmente invasa da turisti e bancarelle che vendono souvenirs, the, spezie, e similari. Non ci è stato possibile fare il bagno e men che meno snorkeling perché il clima non era così caldo come mi sarei aspettata, ma poco male, perché quello che abbiamo vissuto nei giorni a seguire non ci ha dato il tempo di rammaricarci per questo. Naturalmente, prima di partire per il nostro viaggio, ci siamo muniti di Jordan pass, che consiglio vivamente a chiunque si fermi in Giordania per più di tre giorni (pagato 78 jod a testa e prenotato sul sito ufficiale, incluso nel biglietto anche l’ingresso a Betania).

Una volta giunti all’aereoporto di Aqaba abbiamo preso un taxi che con 8 jod ci ha portati in centro, all’hotel Amer (prenotato su booking, centralissimo ma spartano) e poi abbiamo trascorso la serata da Al- Shami , un ristorante giordano, consigliato da tripadvisor, economico ma buonissimo. L’indomani alle 8:00 ci rechiamo alla stazione Jett buss, che si trova nei pressi dell’hotel Movenpick, con i nostri biglietti prenotati online tempo prima (36 jod in due a/r) e partiamo alla volta di Petra, che dista circa 2 ore da Aqaba.

Petra è un luogo senza tempo, difficile da definire o descrivere. Indimenticabile. Non starò qui a dirvi cosa vedrete perché penso che valga la pena scoprirlo da soli, vi consiglio solamente di dedicare almeno un’intera giornata al sito, muniti di abbigliamento e scarpe da trekking, e di tenere un passo sostenuto poiché contrariamente potreste incorrere nel rischio di non riuscire a vedere tutto. Petra non è solo "il tesoro", la facciata che trovate fotografata sulla lonley planet (di cui pure eravamo muniti come in ogni viaggio) ma è un sito veramente vasto, che richiede tempo e attenzione per essere apprezzato a pieno. Dopo l’intera giornata trascorsa a Petra senza, incredibilmente, cedere alla tentazione di riposarsi in sella ad un cavallo o un asinello, torniamo allo stazionamento dei pullman alle 17 e ripartiamo alla volta di Aqaba, che abbiamo scelto come base per visitare il sud della Giordania.

Il giorno seguente, prepariamo una sacca con vestiti caldi (ma non abbastanza !) e ci rechiamo ancora una volta allo stazionamento di Jett bus dove partiamo per il deserto del Wadi rum, distante 1 ora circa da Aqaba. Qui, al centro visitatori del Wadi rum, viene a prenderci un ragazzo incaricato dal gestore del campo tendato in cui trascorreremo la notte di capodanno. Il campo di chiama Salam Zwaidh Camp, lo abbiamo prenotato su booking e ne siamo rimasti molto soddisfatti (circa 30 jod a notte). Mohamed, il simpaticissimo gestore/proprietario del campo, ci ha permesso di trascorrere una giornata che difficilmente dimenticheremo. Abbiamo prenotato con lui un tour in jeep di tre ore alla scoperta del deserto alla cifra di 50 jod, abbiamo potuto ammirare il tramonto nel deserto su una roccia poco distante dal nostro campo, abbiamo fatto amicizia con altri italiani e fatto baldoria ballando intorno al fuoco, in attesa del contdown. Abbiamo concluso l’anno con un’ottima cena beduina ( costata 8 jod a testa) preparata proprio da Mohamed, il quale ci ha intrattenuto tutta la serata con canti, balli, e ovviamente del the caldo. Lo spettacolo dei fuochi nel deserto del Wadi Rum ci ha lasciati senza fiato. Consiglio a tutti l’esperienza di una notte nel deserto anche se... fa veramente un freddo incredibile! Per cui munitevi di sacco a pelo, intimo e maglie termiche, roba di pile, cappelli, sciarpe! Le tende del nostro campo, come potete intuire, non erano riscaldate, anche se ovviamente ne eravamo già a conoscenza

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