Viaggio di nozze low cost in Turchia

Due settimane tra Istanbul, la Cappadocia, l'Anatolia Sud-Orientale e il Mar Nero, raccontata con un pizzico di humour e di leggerezza
 
Partenza il: 25/06/2013
Ritorno il: 10/07/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

E fu a coronamento di una delle più incredibili e inaspettate storie d’amore mai raccontate, che alla fine io e Mels tornammo insieme. Ci sposammo in un casale disperso tra le fauci dell’Appennino Tosco-Emiliano il 22 Giugno 2013, un caldo giorno d’estate, tra pochi cari amici e le nostre famiglie. Quello che segue è il racconto del nostro viaggio di nozze.

Tra le tante mete che avremmo amato vedere, alla fine abbiamo scelto la Turchia, anche e come solitamente accade, per scendere a compromessi coi nostri sogni. Un posto alla portata delle nostre tasche che ci permettesse di continuare ad inseguire i tanti altri progetti nascosti nel cassetto. I progetti di una famiglia che stava nascendo.

L’idea di fondo prima della partenza era quella di lasciare al caso un ampio insieme di decisioni. Località, sistemazioni, itinerari e pasti. Scegliamo così di prenotare soltanto le prime 3 notti ad Istanbul, e l’andata/ritorno da e per Bologna, con in più 2 voli interni per coprire le amplissime distanze del paese. Un volo da Istanbul a Kayseri, e uno da Trabzon per tornare ad Istanbul. Tutto il resto, decidiamo di stabilirlo sul posto.

Partiamo nel tardo pomeriggio di martedì 25 Giugno da Bologna alla volta dell’aeroporto Ataturk di Istanbul. Durante il volo, ci sorprende l’accoglienza del personale della Turkish Airlines. Arrivano tanti bei pasti caldi tipici, richiamo alla cucina turca, ma a me e Mels – che avevamo voluto fare i fighi al check-in on line – rifilano rispettivamente, come ordinato, due penosi menù: solo frutta e per intolleranti al lattosio. La consolazione al nostro spirito autolesionistico sono unicamente i “Turkish delights”, serviti come dessert a tutti i passeggeri (per fortuna) indipendentemente dalle prenotazioni.

All’arrivo a Istanbul la fila al controllo passaporti è infinita… oltre un’ora in coda in attesa della timbratura del passaporto da parte degli ufficiali doganali. Rimaniamo bloccati in aeroporto fino alla mezzanotte inoltrata. Fuori dai gates di arrivo, ci attende paziente l’autista del Saruhan Hotel il quale, a passo tranquillo, ci guida in città tra le sfavillanti luci della modernissima autostrada aeroporto-centro. Il Saruhan Hotel è una piccola e graziosa struttura alle porte del quartiere Sultanahmet, a poche centinaia di metri dalla Moschea Blu ed Haghia Sophia, con vista sul mare al di là della tangenziale. Un piccolo campo da calcetto di fronte all’Hotel lo rende più “familiare”, facendolo quasi sembrare l’ostello del quartiere. Ci corichiamo a notte inoltrata, stanchi ma pronti per godere delle bellezze di Istanbul nei 2 giorni successivi. [OMISSIS].

Ci svegliamo relativamente presto il mattino successivo, per cercare di sfruttare al massimo le 2 giornate ad Istanbul. La colazione al Saruhan Hotel è molto gradevole e tipica, e la collocazione sul terrazzo ci permette di godere di una bellissima vista su tetti e comignoli del quartiere popolare di Sultanahmet. Ricopro il piatto con salamini di pollo, galbanino turco, uovo sodo, burro di arachidi e pane caldo, ed accompagno il tutto con l’immancabile thé caldo. Piccioni e pellicani si accovacciano tra i tetti minacciando i nostri piatti. Mi godo la disputa, a tratti verbale, tra mia moglie – terrorizzata da sempre da qualsiasi forma di volatile – e un pellicano che non vuole saperne di allontanarsi dai nostri pressi. Ci incuneiamo tra le stradine di Sultanahmet, cartina del centro storico alla mano. A poche centinaia di metri dal nostro albergo c’è un grazioso parchetto con una grande fontana nel mezzo, dove le donne giocano coi loro bimbi; la prima impressione che ci trasmette la Turchia è un’immagine di serenità. Ci dirigiamo verso la Punta del Serraglio dove troneggia l’immenso Palazzo di Topkapi, fatto costruire nel XV secolo dall’imperatore ottomano Mehmet II e sede, per 400 anni, dei sultani e delle donne dell’Harem. La visita del palazzo, che si compone di 4 ampi cortili di cui 1 esterno e 3 interni alle mura, nonché di svariate costruzioni al proprio interno, impegna tutta la nostra mattinata. Il primo cortile fuori dal palazzo ospita la bella chiesa di Haghia Eirene. Passeggiando arriviamo alla Porta dei Saluti, che comunica col secondo cortile e rappresenta il vero e proprio ingresso al Palazzo di Topkapi. Visitiamo la Sala del Divano, dove si riunivano i Visir del Consiglio Imperiale, e la vasta esposizione di armi ed abiti da guerra ottomani.

Entriamo poi nel famoso Harem, complesso di appartamenti che a suo tempo accoglieva oltre 1.000 schiave, reclutate da tutto il regno, per la loro bellezza e intelligenza, e il cui sogno era quello di essere scelte come predilette dal Sultano e dargli un figlio. Un po’ come quello che hanno sempre sognato le donne mie pretendenti, prima che io scegliessi la via dell’amore eterno e decidessi di sposare la donna più meravigliosa che avessi mai visto sulla faccia di questa Terra, mia moglie. L’Harem ha delle pareti con decorazioni molto belle, tra forme architettoniche arabeggianti e stanze completamente rivestite di tappeti persiani. Usciamo dall’Harem ed attraversiamo il terzo ed il quarto cortile. Il Padiglione Baghdad, quello della Circoncisione e quello del Sacro Manto. Un’immensa fila attende al caldo di entrare a visitare il Tesoro. Noi decidiamo di abdicare e di uscire dal Palazzo per andare a mangiare qualcosa. Ci dirigiamo a piedi verso la zona di Kumkapi, dove persone del luogo ci hanno consigliato l’assaggio di ottimo pesce. Wi-Fi dovunque, condivido un pò di foto coi miei amici mentre attendiamo le pietanze. Il pesce è buono, ma il menù si rivela abbastanza salato: la zona dei ristoranti è prettamente turistica e gli operatori, collaborando spalla a spalla, fanno in modo di mantenere i prezzi al livello di una qualsiasi altra città turistica europea. A fine pasto ordino un amaro “Yeni Raki” (simile alla nostra Sambuca) e il conto decolla: l’alcool è carissimo e arriva ad essere tassato fino al 400% per scoraggiarne il consumo. Cerco il bagno per metabolizzare la mia amarezza: qui anche nei locali pubblici di buon livello si fa fatica a trovare un adeguato livello di pulizia delle toilettes, e c’è questa strana pretesa – scritta anche nel bagno dell’Hotel – che invita i turisti a non buttare la carta nel w.c. ma nei secchi al loro fianco. E le mosche ringraziano. Ci dirigiamo verso il quartiere dei bazaar, che rappresenta il folkloristico teatro del nostro pomeriggio. Un’esplosione di colori. Migliaia di negozietti tra una miriade di viette coperte; tappeti persiani, tessuti, gioielli, dolci e spezie. Mia moglie è un’animale da shopping… entrando in questi posti io tremo nella misura in cui lei si esalta, tanto più quando questi negozianti assalitori fiutano la preda come delle iene e la attirano nella loro trama… “Good afternoon my friends, how can I get your money?” ma oggi ce la caviamo con un pacchettino di Turkish Delights, dolci tipici, ed una graziosa pashmina. Tornando verso l’Hotel passeggiamo nell’immensa piazza centrale di Sultanahmet dove, troneggiando, la Moschea Blu e Haghia Sophia – fiere rappresentanti delle rispettive fedi Musulmana e Cristiana, nella loro imponenza si sfidano. Camminiamo tra il chiasso dei turisti per strada e le 5 preghiere quotidiane filodiffuse dagli altoparlanti ad ogni angolo della città. Tra il caldo torrido e me che mangio un pupo arrostito, osservo mia moglie attonita alla vista delle sue coetanee musulmane con il velo indosso e le toghe dai colori scuri, alcune perfino col volto coperto ad eccezione solo degli occhi. Soffre per loro.



    Commenti

    Lascia un commento

    Leggi i Diari di viaggio su Cappadocia
    Diari di viaggio
    turchia: melting pot di culture e un paese pieno di sorprese

    Turchia: melting pot di culture e un paese pieno di sorprese

    La cultura araba mi ha sempre affascinata: la cucina, i luoghi di culto, gli abiti tradizionali, le danze e i canti. Al giorno d'oggi molti...

    Diari di viaggio
    cappadocia e un po' di istanbul

    Cappadocia e un po’ di Istanbul

    Ci sono dei luoghi che ti rimangono negli occhi e nel cuore: uno di questi è la Cappadocia o meglio una sua porzione abbastanza...

    Diari di viaggio
    cavalcata turca

    Cavalcata Turca

    Quest’anno, dopo vari ripensamenti, abbiamo deciso di visitare la Turchia.Per me che scrivo è la prima volta in assoluto che metto...

    Diari di viaggio
    turchia 2019

    Turchia 2019

    ITINERARIO Istanbul, Cappadocia, Pamukkale, Efeso e Bodrum.VOLIAndata Zurigo-Istanbul con Turkish Airlines € 172 cad., ritorno...

    Diari di viaggio
    turchia fai da te 5

    Turchia fai da te 5

    La scelta per le vacanze di questa estate 2019 è ricaduta sulla Turchia. Grazie ad alcuni nostri amici di Istanbul, che ci hanno fatto...

    Diari di viaggio
    turchia, l’oriente a portata di mano

    Turchia, l’Oriente a portata di mano

    1° GIORNO Il 2011 è stato un anno molto triste per me, per via della malattia e della morte di mia mamma. L'idea di affrontare il...

    Diari di viaggio
    in tour da istanbul a izmir...

    In tour da Istanbul a Izmir…

    7 luglio 2014: Torino - Istanbul Partenza con il volo TK1310 della Turkish Airlines delle 11,15 da Torino per Istanbul aeroporto...

    Diari di viaggio
    cappadocia e istanbul

    Cappadocia e Istanbul

    Turchia: Istanbul e Cappadocia 1-10 maggio 2015 Da tempo desideriamo fare un viaggio in Turchia. Quest’anno formiamo un gruppo di...

    Diari di viaggio
    cappadocia on the road

    Cappadocia on the road

    La sensazione che mi ha accompagnata lungo tutto il viaggio in Cappadocia è di non essere riuscita a capire se mi trovassi in Europa...

    Diari di viaggio
    turchia: istanbul, cappadocia e penisola di datça

    Turchia: Istanbul, Cappadocia e penisola di Datça

    Volo: prenotato leggermente tardi rispetto al nostro solito, a metà maggio - a causa di un problema con la blu-express (ci hanno cambiato...