Tallinn: dopo medioevo e URSS, oggi grande modernità

Da vedere il centro storico perché è patrimonio Unesco e dell'epoca medievale. Da non perdere alcune cose nell'immediata periferia, secondo me la parte più interessante e unica della città
 
Partenza il: 26/04/2018
Ritorno il: 28/04/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Due giorni pieni sono la durata perfetta per la capitale dell’Estonia. Noi ci siamo stati a fine aprile, ci vuole ancora un piumino leggero perché con il sole si sta bene, ma quando si copre e tira vento l’aria è ancora molto fredda. Le giornate sono già molto lunghe, alle 6 è pieno giorno e il tramonto è dopo le 21, quindi riesci a fare molte cose all’esterno. D’inverno dev’essere molto caratteristica, ma bisogna fare attenzione perché molti musei o luoghi da visitare chiudono completamente durante l’inverno e le ore di luce sono molto poche.

L’aeroporto è vicinissimo alla città e ben servito dai mezzi pubblici. Un abbonamento per 3 giorni a tutti i mezzi di trasporto (bus, tram, filobus) costa solo 5 euro, un’inezia. Per girare nel centro non serve, le distanze sono percorribili a piedi, ma per vedere qualcosa in periferia e per l’aeroporto consiglio di fare subito la tessera magnetica nel R-Kiosk giallo che si trova anche in aeroporto (a destra subito prima di uscire per prendere l’autobus). Chiedono 2 euro di cauzione che rendono quando si restituisce la tessera.

Carta di credito molto usata, tecnologia avanzata, d’altra parte sono la patria di Skype!

Il centro storico è piccolino, fatto di tante piccole stradine ricoperte di ciottoli che si incrociano in modo imprevedibile e in cui è abbastanza facile perdersi, ma ci si ritrova sempre in quelle due piazze.

Non mi soffermerò a lungo sulle bellezze del centro storico, che comunque va visto perché è molto antico, tanto che è stato nominato Patrimonio Unesco nel 1997. Meglio suddividerlo nei due giorni per non camminare un giorno intero sui ciottoli (belli ma ammazza gambe) di cui è lastricato.

Ci sono cose da non perdere come la Cattedrale Ortodossa Alexander Nevskij (ci siamo capitati per caso durante una messa e ne abbiamo seguita una parte, interessante notare le differenze rispetto alla messa cattolica), il Parlamento che le sta proprio di fronte, la Chiesa di Sant’Olaf, la Cattedrale di Toompea (luterana, tutta bianca sia dentro che fuori, decorata internamente con enormi stemmi di antiche famiglie), la Chiesa di San Nicola di cui abbiamo visto solo l’esterno, la piazza con il Municipio (Raekoja plats) piena di vita quasi sempre ma i suoi ristoranti chiudono presto la sera. E, ancora, tutta la strada Pikk su cui ci sono palazzi molto belli e ben tenuti, così come la Vene, il passaggio di Santa Caterina, la Porta Viru (sotto c’è un mercato di fiori molto carino aperto anche la notte). Conservate ancora benissimo le mura, molti torrioni, e merita un passaggio anche il parco Hiverpark. Abbiamo fatto un salto anche all’Estonian History Museum ma solo perché c’era un concerto di un bravo e giovanissimo pianista. Da non perdere le viewing platforms da Toompea (Patkuli, Kohtuotsa con il suo gabbiano che si mette in posa per le foto, Piiskopi) e anche la vista dall’alto dell’Hiverpark. Raccomando anche la salita alle due torri della Cattedrale di Toompea e soprattutto della Chiesa di Sant’Olav che per secoli fu l’edificio più alto del mondo). Vista spettacolare, ma ci vuole fiato, gli scalini sono tanti e soprattutto altissimi, a misura di gamba estone!



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