Scozia in 18 giorni

INTRODUZIONE Sin da piccolo (il Medioevo è una delle mie passioni) ero affascinato dal mito della Scozia, delle sue Highlands, dei suoi manieri diroccati (abitati da innumerevoli fantasmi...Brrr!), dal Mostro di Lockness e...chi ne ha più ne metta. Va da se che questo viaggio tante volte agognato, tante volte rimandato alla fine è stato fatto,...
 
Viaggiatori: in coppia

INTRODUZIONE Sin da piccolo (il Medioevo è una delle mie passioni) ero affascinato dal mito della Scozia, delle sue Highlands, dei suoi manieri diroccati (abitati da innumerevoli fantasmi…Brrr!), dal Mostro di Lockness e…Chi ne ha più ne metta. Va da se che questo viaggio tante volte agognato, tante volte rimandato alla fine è stato fatto, insieme alla mia ragazza (che pure predilige, come tante donne, spiaggie bianche e mari cristallini). Ma alla fine il fascino immutabile di questa terra fiera e libera ha conquistato anche lei. Posso affermare che la Scozia possono bastare due settimane (una ti darebbe un’impressione molto superficiale): scegliete Glagow-Edimburgo, i Borders, sfiorate Stirling, vedete il Fife e l’East Nuik, i castelli di Glamis e Dunnottar ed arrivate ad Inverness; tralasciate pure Lock Ness, scegliete le Orcadi comunque, ed una tra Skye e Lewis-Harris. Chi, come me, si è potuto permettere una vacanza di tre settimane, ha l’occasione di fare un viaggio approfondito e di vedere anche le cose che a priori verrebbero scartate (come certe isole del Nord, che invece meriterebbero molta attenzione). In un mese si riesce a vedere moltissimo (anche le lontane Shetland, volendo; e magari anche il meraviglioso tragitto nel trenino a vapore che si vede nel primo film di Harry Potter). I mesi migliori probabilmente sono i mesi estivi (in mesi diversi dall’estate fa freddo…Freddo). Anche se, per un italiano è cosa dura, non aspettatevi di trovare, ad Agosto, molto sole. La solita cappa grigia di nubi, che fa molto Novembre, e l’improvvisa pioggerellina battente sono compagne di viaggio. Ed anche il clima è tale (felpa di cotone, giubbino antivento ed in qualche caso anche lupetto di lana). Ma il sole, quando sbuca, illumina paesaggi da fiaba. Tenete presente anche, che, più ci si avvicina ad Agosto, e più si fa difficile la vista dei Puffins, i famossissimi Pulcinella Artici. Essi sono simpatici uccellini con un aspetto tra il gabbiano ed pinguino, dal becco coloratissimo, che qui fanno letteralmente impazzire tutti. La spesa non è esattamente a buon mercato: per tre settimane, organizzandosi il giro da soli, il costo varia dai 2700 euro ai 3500, a seconda della propensione a spendere o meno di ciascuno. Il viaggio è stato interamente organizzato e costruito da me e dalla mia ragazza, Marianna, basandoci sull’ottima Lonely Planet (a parer mio, la miglior guida “general purpose” in commercio, anche se reputo validissime pure le Routard, per vacanze più “casual” e le Mondadori, per vacanze più di elite od attente ai monumenti). Essa è quasi sempre stata affidabile e precisa sia nei consigli che negli indirizzi (anche internet). Solo in qualche indirizzo non è apparsa aggiornata ed una volta, una sua inesattezza, è stata, come vedremo, determinante. Devo dire che per un pò sono stato preso in giro sia da mio padre sia da Marianna quando mi vedevano organizzare ogni dettaglio dall’Italia menandomela con precisione certosina sulle distanze, i luoghi e la tempistica. Con un pizzico di rivincita posso dire che non solo questo ci ha permesso di vedere il doppio delle cose riducendo i tempi morti (e portando al massimo il divertimento!), ma ha ridotto a 0 il rischio di brutti imprevisti. Infatti strano a dirsi, soprattutto nelle località più sperdute (ma anche più belle e pittoresche) dove la ricettività turistica è scarsa, il rischio di non trovare una sistemazione o trovare il “Full Booked” è altissimo. Un ringraziamento particolare va a “Katy” il mio GPS, che proprio lì ha avuto il suo battesimo e che ci ha guidato con precisione ammirevole (solo 2-3 volte ci a tradito, spedendoci od in un campo di grano nel Fife, od in una stradina in disuso bloccata da un tronco, che abbiamo dovuto spostare!!). D’altronde le strade scozzesi, anche se le autostrade sono poche, sono percorribilissime e niente affatto trafficate. Anche le stradine delle Highlands e delle isole, strettissime ed ad una sola carreggiata, hanno i celebri “Passing Place” piazzole che permettono il passaggio dei due veicoli che vengono da parti opposte, in modo fluido e naturale (il cenno di saluto ed il ringraziamento con la mano è d’obbligo). Se considerate negli spostamenti una media minima di 50-60 km/h starete nei margini e vi avanzerà del tempo. D’altronde la Scozia non è fatta per le corse: il paesaggio va goduto fino in fondo.

Fatta questa doverosa lunga premessa tecnica passo a raccontarvi il giro. In tutto sono stati 18 giorni intensi e belli. GIORNO 1: Preso il volo A/R Ryanair Pisa/Glasgow, siamo arrivati in tarda mattinata a Glasgow (ricordatevi il cambio dell’ora e di controllare in quale aeroporto siete: Glasgow ha almeno 2 aereoporti; quello di Prestwick non è esattamente comodissimo!!). Preso il bus che porta fino alla Buchanan Bus Station, da qui abbiamo proseguito fino all’Euro Hostel (0044/141/2222828); senza pretese, ma simpatico ed economico. Il pomeriggio è stato dedicato alla visita di Glasgow, città moderna e di design che Marianna ha apprezzato molto, io un pò meno (ricorda un pò la severità di Gotham City). Meriterebbe più di un giorno scappa e fuggi: Modern Art gallery,City Chambers, ClydeBuilt Museum, il trittico Cathedral-Provand’s Lordship, St.Mungo Museum, l’Armadillo… Degni di nota gli aperitivi del monumentale Cortintium…Che ragazze simpatiche le cameriere…Vero Marianna? ; ))). La sera ci siamo fermati al “Babbity Bowster” (0044/141/5525055) un pub dove, per caso, abbiamo assistito ad un improvvisato concertino folk di un gruppo di amici (…Non so se cio avvenga con regolarità…). I pub, comunque sono molti ed hanno tutti l’aria di essere ottimi.

GIORNO 2: partenza di buon mattino, in treno, per Edimburgo (ce n’è uno ogni poco…). Dalla stazione ci siamo trasferiti in taxi (che dolore!) alla Salisbury Guest House (www.Salisburyguesthouse.Co.Uk) , un B&B un pò fuori dal centro(la nostra ricerca di B&B ha avuto come costante il fatto che avessero aggratis posto macchina proprio o nei pressi) , ma raggiungibile con una bella camminata. Carino, in stile. Famiglia molto bon ton; valido, direi. Il resto della giornata (altra camminata…) è stato dedicato al Castello di Edimburgo, vera e propria istituzione delle gite in Scozia. Peccato perché siamo capitati esattamente pochi giorni (inizia la 2° settimana di Agosto!) prima del Festival e del famoso Tattoo di cui si notavano già le avvisaglie: palchi già montati, qualche preconcerto qua e là. Vi conviene, se il giro è lungo e le cose da vedere sono molte, fare un abbonamento-riduzione dell’ente “Historic Scotland”, comprensivo di pass al castello ed ad altri monumenti convenzionati; ve ne sono di diversa durata. Il castello è bello ed imponente sulle nere balze di Castle Rock. Notevoli i gioielli della Corona, la sua struttura complessiva ed il famoso “One o’clock Gun” (dice la leggenda che quando gli Scozzesi si accorsero del costo delle 12 salve sparate per annunciare il mezzodì tutti i giorni, decisero, fedeli alla loro nomea, di risparmiarne 11 e far sparare il cannone solo all’una!). Sicuramente da vedere. Nel pomeriggio è entrata anche la classica passeggiata per il Royal Mile (la centralissima strada attorno a cui ruota il centro di Edimburgo). Qui c’è stato anche il primo rendez vous con l’Haggis, il tipico piatto di stomaco di pecora ripieno di frattaglie. Nonostante il disgusto iniziale, Marianna se ne è pappato una buona metà. L’altra-…Che discorsi!- È capitata a me. Particolare. Nel pomeriggio ci siamo fatti Il Museum of Scotland (con i famosi scacchi di dente di tricheco ed i cimeli dei patrioti scozzesi, molto valido). Dopo un percorso sul Royal Mile, compreso il particolare Hearth of Midlothian (occhio a sputarci sopra controvento!), la statuina di Greyfriars Bobby (il cagnolino famoso per aver vegliato 18 anni la tomba del padrone morto) fino alla casa di John Knox ( Peccato perché il Palazzo di Holyroodhouse, residenza reale, non è rientrato!) ci siamo lasciati tentare dal turisticissimo “Real Mary King’s Close” un posto, simile ad una catacomba, dal gusto misterioso ed un po’ splatter. Sicuramente non è stata la cosa più indimenticabile (sospeso così com’è tra il “tunnel dell’orrore” e il “museo delle cere” ), ma è stato simpatico e tutto sommato è rientrato nell’atmosfera degli Scottish Gosts.



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