Rio, Foz do Iguaçu e le città coloniali del Minas Gerais

Il Brasile "alla brasileira", visto da dentro con la guida speciale di un amico carioca
 
Partenza il: 18/08/2019
Ritorno il: 31/08/2019
Viaggiatori: 4
Spesa: 2000 €

Il viaggio

Se un “carioca” ti invita a visitare la sua città e il suo paese, come fai a dire di no?

L’amico Rogerio Camargo, che ho conosciuto durante un precedente viaggio che abbiamo fatto assieme nei territori antartici, a fine luglio mi manda un whatsapp allettante e ammiccante: “Luigi, o que você vai fazer em agosto? Por que você não vem ao Rio e organiza férias no Brasil?”. Impossibile resistere a un invito così formulato. Per telefono concordiamo le mete: oltre a Rio, puntiamo sulle cascate di Iguaçu e sulle città coloniali del Minas Gerais. Si aggrega con entusiasmo anche Ngan Chau, una ragazza vietnamita anch’essa conosciuta durante il viaggio antartico, con tanto di fidanzato Jim al seguito. Risultato: siamo un gruppo di 4 viaggiatori che più eterogeneo non si può: un brasiliano, un italiano, una vietnamita e un californiano. Ma ci troveremo benissimo!

19-20 agosto: Rio de Janeiro

L’arrivo a Rio doveva essere il giorno 18, ma la KLM mi fa lo scherzo di cattivo gusto di annullare il volo, riprogrammandomi per il giorno successivo su un volo TAP Portugal via Lisbona. Perciò i giorni a Rio, che dovevano essere tre, si sono ridotti a due.

Rogerio abita a Leblon, quartiere residenziale nella parte sud di Rio, appena dopo la spiaggia di Ipanema famosa per la canzone di Vinicius de Moraes e Antonio Carlos Jobìm. In italiano c’è una stupenda versione di Mina della “Ragazza di Ipanema” che risale agli anni ’90.

In agosto a Rio è inverno, il che vuol dire temperatura compresa tra 15 e 25 °C, purtroppo spesso con pioggia o temporali. Ngan e Jim, arrivati il giorno prima, hanno trovato bel tempo e sono riusciti a salire sul Pão de Açucar in un pomeriggio di buona visibilità e ammirare la vista su Botafogo, Urca e Flamengo, fino a Jurujuba e Niteroi dall’altra parte della baia. Nei due giorni di mia permanenza invece ha piovuto spesso. Abbiamo controllato più volte il sito web che mostra le immagini delle telecamere installate sul Pan di Zucchero e sulla collina del Corcovado, per vedere se c’era qualche chance: niente da fare, sempre nebbia fitta.

Ma il Pan di Zucchero e il Cristo del Corcovado li conoscevo già per un viaggio precedente, quindi niente problemi, anzi forse è stato meglio così perché Rogerio ha gestito i giorni di tempo incerto organizzando una “visita guidata” per girare con i mezzi pubblici e a piedi il centro di Rio e i luoghi più importanti. Vedremo una cidade maravilhosa diversa, magari meno turistica ma certamente più “brasileira“.

Tanto per cominciare scopro che il trasporto pubblico in Brasile per gli “over 60” è gratuito, e a seguire constato che è di un’efficienza incredibile. Noto dalla finestra della casa di Rogerio che al mattino presto, all’uscita dalla metropolitana della stazione di Antero de Quental, le persone si mettono ordinatamente in fila indiana sotto l’acqua, con o senza l’ombrello, per prendere il bus per andare in ufficio. Penso a cosa succederebbe a Milano o a Roma….

Il centro di Rio

Il nostro tour per Rio comincia prendendo il bus 415, che in circa tre quarti d’ora attraversa tutta la città da Leblon fino al centro, passando per Ipanema , Copacabana, Botafogo, Flamengo, Catete e Gloria. Già a guardare fuori dal finestrino dell’autobus si vede la realtà di una Rio che pulsa tra colorati negozi di frutta, edifici settecenteschi, carretti pieni di mercanzia e banchetti della Mega Sena, il Superenalotto locale. A piedi con Rogerio stiamo per scoprire una “cidade maravilhosa” a me del tutto sconosciuta, come probabilmente alla maggioranza dei turisti che vengono qui. La visita inizia lungo Rua Primero de Março, sulla quale si affacciano numerose chiese che sono una più bella dell’altra: Igreja de Nossa Senhora do Carmo de Antiga Sé, Igreja de Santa Cruz dos Militares, Igreja Nossa Senhora do Monte do Carmo, Igreja de Nossa Senhora da Candelaria. Entrate almeno in un paio di queste e scoprirete l’incredibile ricchezza di statue, ori e stucchi conservata in ognuna di esse, e magari scoprirete anche che i carioca sono fedeli devoti. Tra una chiesa e l’altra si attraversano le piazze e le strade del centro città, Praça Tiradentes, Praça Italia, Praça Mahatma Gandhi, osservando il contrastante mix di vita e società brasileiro formato da venditori e mercanti di strada e da impiegati che lavorano negli uffici della borsa, delle banche e delle multinazionali. In Praça Tiradentes, proprio nel punto dove sorgeva la gogna per punire gli schiavi, doverosa sosta davanti alla statua dell’eroe nazionale Joaquim José da Silva Xavier, detto Tiradentes perché faceva il dentista, giustiziato dai portoghesi nel 1792. Sul basamento della statua campeggia la scritta “Libertas quae sera tamen” (dalle bucoliche di Virgilio: “la libertà che seppur tardi volse lo sguardo verso di me”), che è il motto dello stato di Minas Gerais dove andremo nei prossimi giorni. Nella zona di Cinelandia ammiriamo il Theatro Municipal con la sua cupola verde pastello e oro, poi Rogerio mi porta a vedere quella che lui definisce una meraviglia sconosciuta di Rio. In Rua Carioca i turisti si recano a vedere la chiesa e il convento di Santo Antonio (entrata due reais) e si fermano lì, senza badare alla chiesetta sulla destra, forse perché il biglietto di ingresso costa 10 reais. Questa è la Igreja da Ordem Terceira de São Francisco da Penitencia, che dietro la semplicità della bianca facciata nasconde un vero e proprio tesoro: altari dorati, statue ricoperte d’oro, un soffitto che crea una specie di “trompe l’oeil” con gli angoli che sembrano scendere verso le sedie. I dettagli barocchi sono numerosi, scolpiti nel cedro da Francisco Xavier de Brito (il maestro del famoso Aleijadinho che ritroveremo nel Minas Gerais) e ricoperti di foglie d’oro. Non c’è un solo centimetro quadrato delle pareti della chiesa che non sia ricoperto da statue, stucchi, fregi, bardature. Pare che questa sia la chiesa che contiene più oro al mondo, quantità stimata circa una tonnellata e mezza. Malgrado questo tesoro, l’ingresso è libero, non c’è lo screen control e viene solo richiesto di depositare gli zainetti. Venite qui e investite i 10 reais nella visita (2 euro e mezzo, che comunque se siete over 60 non pagherete, perché siete esentati anche dai biglietti dei luoghi di cultura), perché vale davvero la pena.

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Cataratas de Iguaçu - Passarela da Garganta do Diabo

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