Palermo, la Sicilia occidentale e Agrigento

Un viaggio attraverso una parte affascinante della Sicilia dove da sempre si fondono natura e cultura
Scritto da: girovaga54
palermo, la sicilia occidentale e agrigento
Partenza il: 05/04/2018
Ritorno il: 13/04/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Dopo le piogge invernali e il freddo, avevamo voglia di scaldarci un po’ in anticipo. Cosa di più azzeccato di un viaggio in una terra assolata, piena di profumi intensi e di colori squillanti? Un viaggio tra cultura, natura, buon cibo, ottima ospitalità che da Palermo ci conduce prima a Trapani e poi ad Agrigento in un crescendo di emozioni.

Giovedì 05 Aprile

Dopo una clamorosa levataccia, partiamo dall’aeroporto di Fiumicino con il volo RYANAIR FR 4902 delle ore 08:15 per Palermo con circa cinquanta minuti di ritardo. Il volo dura meno di un’ora e, recuperando un po’, prima delle 10:00, siamo all’aeroporto Falcone Borsellino.

Ci investe subito un clima mite mentre ci avviamo alla fermata del bus della compagnia Prestia e Comandè che in un’oretta di tragitto ci conduce in città. Il biglietto costa € 6,00 a persona e si deve acquistare prima di uscire dall’aeroporto. Il bus effettua più fermate a seconda delle esigenze: noi scendiamo di fronte alla Stazione Centrale perché il nostro B&B “Le Stanze al Genio” (www.stanzealgeniobnb.it) è nelle vicinanze.

Anzi, scopriamo che è proprio a due passi, in Via Garibaldi 11 e qui c’è da dire che, arrivati di fronte al portone, abbiamo un momento di panico. Il palazzo ha una facciata un po’ fatiscente, per non parlare del portone e del citofono. Eppure il B&B è recensito benissimo!! Suoniamo un po’ scoraggiati, saliamo le scale titubanti, ma poi…..entriamo in un mondo fantastico. Le Stanze al Genio è infatti innanzitutto un museo, il Museo della Maiolica, gestito dal proprietario Pio Mellina e i suoi collaboratori, che occupa il primo piano del palazzo, mentre il piano superiore è stato destinato a B&B. La particolarità è che le camere sono esse stesse facenti parti del museo, magnificamente adornate con maioliche d’epoca (dal Settecento in poi) fin nel bagno, cura estrema dell’arredamento, un’atmosfera fuori del tempo, sala della colazione altrettanto ricercata: insomma un vero gioiello in una Palermo che, impareremo presto, è proprio caratterizzata da queste contraddizioni. Alle ferite esterne dei suoi edifici e delle sue strade degradate, si oppongono gli interni magnifici dei suoi tanti palazzi nobiliari. Città dai monumenti di valore inestimabile, chiese preziose e teatri famosi, ma anche tanta incuria e tanto abbandono che intristiscono il visitatore.

È quasi mezzogiorno e vogliamo pranzare in centro. Ci avviamo così verso la vicina Piazza della Rivoluzione, in fondo a Via Garibaldi e di lì a poco raggiungiamo il famoso mercato di Ballarò. La confusione è tanta con i motorini che sfrecciano senza tregua. Non ci ispira mangiare qui e quindi proseguiamo in direzione di Piazza Pretoria, completamente occupata dalla bellissima Fontana Pretoria, chiamata dai Palermitani Fontana della Vergogna, per via delle statue nude che la adornano. Attraversiamo l’incrocio dei Quattro Canti e subito troviamo il locale che ci avevano consigliato, Bisso Bistrot, in Via Maqueda 172 e che conferma ampiamente le nostre aspettative: la pasta con le sarde è superlativa, ma ha un unico difetto, le porzioni sono fin troppo abbondanti pur a prezzi più che abbordabili.

Rifocillati, ci caliamo subito nella veste del turista e imbocchiamo l’attiguo Corso Vittorio Emanuele su cui si apre la Chiesa del SS. Salvatore, interessante e riconvertita ora ad auditorium: il biglietto di € 2,50 a persona ci consentirà di avere una riduzione sugli ingressi delle chiese che visiteremo successivamente.

Ripreso il Corso, piacevolmente pedonale, raggiungiamo in breve una meraviglia di Palermo: la Cattedrale, dedicata alla Vergine Assunta. L’ingresso è libero, si paga un biglietto di € 3,00 (€ 2,00 per effetto della riduzione di cui sopra) per la visita della Cripta, delle Tombe Reali degli Altavilla e del Tesoro (che comprende la corona tempestata di gemme di Costanza). L’esterno del complesso è scenografico, sembra di essere in una città andalusa anche per via del giardino antistante ricco di palme.

Ritorniamo poi in Piazza Pretoria per sbucare su Piazza Bellini, attigua, e sulla quale prospettano tre delle chiese più belle e storicamente interessanti di Palermo: iniziamo dapprima con la Chiesa di Santa Caterina di Alessandria, dalla ricchissima decorazione marmorea. Di fronte, si visita la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, meglio conosciuta come la Chiesa della Martorana, dove abbiamo il primo assaggio dell’arte musiva bizantina da rimanerne incantati. Da ultimo visitiamo la vicina Chiesa di San Cataldo, caratterizzata dalle tre cupolette rosse e di tutt’altro genere. La chiesa, del XII secolo, dall’interno piuttosto austero, è una sintesi di stili architettonici normanni e arabi.

Ci riposiamo un po’ nel B&B e poi usciamo ad esplorare il quartiere: siamo nella Kalsa dove nacquero Falcone e Borsellino. Quartiere sicuramente caratteristico, anche se piuttosto degradato in parecchi punti ma che conserva monumenti insigni, come avremo modo di appurare nei giorni seguenti.

Primo assaggio la Chiesa di S. Maria dell’Itria dei Cocchieri (biglietto € 3,00), edificata alla fine del Cinquecento dalla confraternita dei cocchieri al di sopra di una cripta, utilizzata per ospitare i corpi dei confratelli defunti.

Siamo un po’ stanchi e quindi, accogliendo il consiglio del nostro gestore, ceniamo in un locale di Via Garibaldi 62, POT-CUCINA&BOTTEGA (www.potcucina.it), moderno, gestito da giovani e di buona qualità.

Venerdì 06 Aprile

Stamattina visiteremo il Palazzo dei Normanni con la stupenda Cappella Palatina, sicuramente l’attrattiva turistica più importante della città. Prendiamo il bus 109 alla stazione e scendiamo in Piazza Indipendenza, proprio di fronte all’imponente complesso. Il biglietto di ingresso costa € 12,00 a persona a cui consiglio di aggiungere € 5,00 per l’audioguida. Ne vale sicuramente la pena!

Si visita dapprima la Cappella Palatina, tripudio di oro, indescrivibile!! L’incanto vi rimarrà scolpito negli occhi e nella mente. Si passa poi agli ambienti del Palazzo Reale con le magnifiche Sala dei Venti e Sala di Ruggero, considerata la camera da letto del re Ruggero II, interamente ricoperta di mosaici che in questo caso non rappresentano elementi sacri, ma vegetali e animali di pregevole fattura. Da ultimo si accede anche alla Sala del Consiglio della Regione Sicilia, le cui pareti sono decorate dalle scene delle fatiche di Ercole (Sala di Ercole).

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