Overland Track

Overland Track [Durante un viaggio in Australia, abbiamo percorso l'Overland Track, in Tasmania] L’Overland Track è un percorso lungo il quale si fa trekking, ovvero, come dicono gli australiani, “bushwalking.” Si trova a nord ovest della Tasmania, tra “Cradle Valley” e “Lake St. Clair”. * Introduzione o Clima ...
Scritto da: eppesuigoccas
overland track
Partenza il: 08/02/2006
Ritorno il: 28/02/2006
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 2000 €

Overland Track [Durante un viaggio in Australia, abbiamo percorso l’Overland Track, in Tasmania] L’Overland Track è un percorso lungo il quale si fa trekking, ovvero, come dicono gli australiani, “bushwalking.” Si trova a nord ovest della Tasmania, tra “Cradle Valley” e “Lake St. Clair”.

* Introduzione o Clima o Attrezzatura o Attrezzatura fotografica o Note alimentari * Il nostro giro o Conclusioni Introduzione Durante l’alta stagione, i ranger locali hanno deciso di limitare ad un massimo di 35 persone al giorno, il numero di “bushwalker” che iniziano il cammino. La prenotazione è obbligatoria e il percorso si può effettuare solo da nord a sud. Durante la bassa stagione, da aprile a novembre, non ci sono vincoli, ma il clima non è esattamente invitante. Per accedere ai parchi della Tasmania si deve acquistare un pass all’ingresso di un qualsiasi parco, valido per una singola entrata oppure per 8 settimane e per tutti i parchi. Da novembre ad aprile, è inoltre necessario pagare una quota specifica per questo percorso in concomitanza con la prenotazione.

Il percorso non è semplice, ma neppure particolarmente impegnativo, a condizione di avere uno zaino leggero e un minimo di allenamento. Noi siamo partiti nelle condizioni peggiori e abbiamo incontrato delle difficoltà, quindi speriamo che queste informazioni possano essere d’aiuto per altri interessati all’esperienza. Purtroppo abbiamo scoperto che pochi italiani camminano lungo l’overland track.

Clima Il clima è molto variabile. Le brochure dicono che si possono incontrare il vento leggero, quello forte, la neve, la pioggia, il sole cocente in un solo giorno. È tutto vero. Durante i primi tre giorni del nostro cammino ci hanno accompagnato pioggia e parecchia umidità, mentre nei tre successivi un clima caldo e secco.

Durante i giorni di pioggia, all’interno dei ripari (hut) lungo il percorso, la temperatura notturna è scesa a 10°C; mentre nelle giornate di sole abbiamo usato la crema solare protettiva per evitare le ustioni.

Attrezzatura Lungo il percorso ci sono dei rifugi che possono ospitare circa 24 persone, salvo New Pelion Hut che è molto grande e può accoglierne ben 60 e Windy Hut e Narcissus Hut che sono più piccole e ne contengono soltanto 16. Ogni rifugio offre dei tavoli sui quali mangiare e una stufa a gas o a legna. Quelle a gas hanno un timer che le spegne dopo 45 minuti. Fuori da ogni rifugio ci sono un bagno chimico e alcuni contenitori di acqua piovana potabile.

Ci si deve portare tutto, salvo l’acqua: vestiti, tenda, cibo, borraccia da 2 litri a persona, fornellino e popote, spazzolino per pulire la popote, coltello, carta igienica (un rotolo a persona), kit di pronto soccorso, pedule, lampada a gas o batterie (abbiamo visto quella a batterie che si appoggia sulla testa, molto utile per non disturbare gli altri), cappello, sacco letto, materassino, coprizaino. In particolare per quanto riguarda l’abbigliamento, si deve essere pronti al sole forte e alla pioggia battente, oltre che al freddo. Noi abbiamo preso i pantaloni da trekking in un tessuto che si asciuga velocemente, provvisti di cerniera per diventare corti. I più comodi sono quelli che hanno anche la zip di lato, in modo da togliere la parte inferiore senza doversi sfilare le pedule. Fa comodo anche avere una calzamaglia da usare come pigiama nei rifugi e scarpe da interno. Il consiglio che diamo è di partire con uno zaino che non pesi più di 10kg.

Il gas del fornellino si può comprare al “Visitor Center” di Cradle Mountain, dove i ranger descrivono il percorso e controllano che tutti dispongano dell’attrezzatura necessaria. Sono disponibili bombole della camping-gaz e altre marche, sia quelle a valvola che senza. Il gas non può essere portato in aereo e quindi va comprato lì. Noi abbiamo dormito in un ostello a Launceston prima di iniziare il percorso e alla reception ci hanno donato una bombola semiusata che altri viaggiatori hanno lasciato prima di abbandonare la Tasmania in aereo. Pare sia usanza diffusa.

I ranger consigliano di portare anche bussola, paletta per scavare un gabinetto di emergenza, eventuale telefono satellitare, mappa (che si compra all’ingresso del parco e che si trova anche in ogni rifugio), guanti.

In ciascun rifugio e nei “visitor center” alle due estremità del percorso, c’è un “guest book” sul quale ogni persona o gruppo dovrebbe annotare la data del proprio passaggio e le intenzioni per la tappa successiva. Lo scopo di queste annotazioni è quello di poter identificare l’ultima posizione conosciuta, nel caso in cui qualcuno si perda o incontri difficoltà.

Attrezzatura fotografica Ci potrebbe essere parecchia umidità e poca luce. Durante i giorni bui è necessario utilizzare pellicole da 400-800 ASA per il giorno e 3200-6400 per la notte e gli interni dei rifugi; nei giorni luminosi si può anche usare qualche pellicola a 100-200 ASA, ma solo all’aperto, mentre nella foresta ci vorrà sempre almeno un 400 ASA. Consiglio finale: 2 pellicole da 36 a 800 ASA e una da 24 a 3200 ASA per ogni giorno di viaggio. Noi avevamo anche un cavalletto leggero che è stato indispensabile per le foto al tramonto e alle cascate (esposizione di oltre 5 secondi.) Abbiamo usato la Nikon F100 con un obiettivo 28-105, ma sarebbe stato necessario avere anche un teleobiettivo o uno zoom che arrivasse a 300mm. Alcuni avevano obiettivi fino a 200mm, ma dopo averli provati sono convinto che un 200mm non sia sufficiente.

Da non dimenticare le batterie di scorta! Note alimentari Il nostro cibo: un chilo di riso basmati, una scatolina di curry, due pacchi di pane in cassetta, un barattolo di crema tipo nutella, tre bustine di cibo indiano precotto, una confezione di fichi secchi, una scatolina di mandorle secche, una scatola con delle buste di the, una con del sale fino, una con lo zucchero integrale, una pagnotta lunga e piatta di pane turco, una scatola di tonno, una boccettina d’olio di oliva, una confezione di anacardi, 5 cubetti di dado di pollo.

Gli altri viaggiatori avevano più cibo di noi, soprattuto tanta pasta, verdura per condire la pasta (cipolla, carota, zucchina), muesli e altre “porcherie” da colazione, mele, latte in polvere, pasta precotta in scatola, frutta sciroppata. Un ragazzo neozelandese aveva addirittura un piccolo dolce al cioccolato per festeggiare il compleanno della sua ragazza.



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