Oltre le solite spiagge: il viaggio di 5 giorni nella Sicilia segreta tra dune africane e templi millenari

Agli inizi di febbraio io e mio marito abbiamo deciso di dedicarci 5 giorni in Sicilia, e così abbiamo prenotato il volo da Torino a Catania sul sito Ryanair con 102 euro, comprensivo di un bagaglio da 10 kg. Qualche giorno prima abbiamo aggiunto un altro bagaglio da 10 kg per altri 46 euro. Il bagaglio conviene acquistarlo all’atto della prenotazione perché costa meno. Altresì abbiamo prenotato un’auto a noleggio presso il sito Goldcare – comprensivo di assicurazione totale – ad un costo molto competitivo (euro 135,00 una settimana).
Indice dei contenuti
Diario di viaggio in Sicilia
Giorno 1 – Caltanissetta e Agrigento
Il volo parte ed arriva in orario. Ci rechiamo presso l’ufficio di autonoleggio dell’aeroporto per provvedere al ritiro dell’auto, con cauzione da prelevare per la politica del carburante. Di solito le procedure sono sbrigative, ma lì abbiamo perso un’ora perché non funzionava il pagamento con carta di credito/bancomat. Finalmente riusciamo a versare la cauzione richiesta e partiamo verso Agrigento, percorrendo l’autostrada gratuita sino a Caltanissetta, dove facciamo una sosta veloce in Piazza Cattedrale, poi visto l’orario, ci rechiamo ad Agrigento, presso l’hotel Kore, dove abbiamo prenotato 4 notti con colazione – sito booking.com – al costo di euro 266,00. L’hotel si trova a Villaggio Mosè a circa 6 km di distanza da Agrigento. Fatto il chek.in ci rechiamo ad Agrigento, presso il ristorante Pititto – prenotato con the Fork, dove consumiamo un’ottima cena (1 pesce con salsa agli agrumi, 1 antipasto misto di pesce, 1 spaghetti ai frutti di mare con vino e caffè, al prezzo di euro 70,00 anziché 84,00).
Giorno 2 – Scala dei Turchi, Sciacca, Caltabellotta
Fatta colazione partiamo per visitare la Scala dei Turchi: prima la vediamo dall’alto dove ci sono 2 spiazzi predisposti, poi lasciamo l’auto lungo la strada, e scendiamo dalla scalinata che ci porta – dopo circa un km, sotto la roccia, bianca come la neve e sulla quale si può salire. Dall’alto sembra più piccola, ma da vicino uno si ricrede. In questo periodo non si paga il parcheggio, né l’ingresso e non esiste l’entrata a numero chiuso. Merita la visita, molto bella! Dopo le foto di rito, ritorniamo all’auto e andiamo a vedere la Spiaggia di Giallonardo: enorme distesa di sabbia dorata, con una statua di Madonna collocata verso il mare. Come terza tappa ci rechiamo a Siculiana Marina, piccolo paese sul mare, dal quale si vede la spiaggia, anche qui molto estesa ed ampia.
Prossima meta di visita e mangereccia Sciacca: lasciamo l’auto nel parcheggio vicino alla piazza Scandaliato (attualmente non si paga sino alle 16.00), e ci fermiamo per pranzo al Bar Sant’Angelo che si trova in fondo alla piazza, con tavolini all’aperto. (3 panini, 2 bibite 1 caffè a 15.00). Dalla piazza di gode una vista sul porto peschereccio sottostante. Il centro storico di Sciacca lascia un po’ a desiderare: carino il palazzo dello Steripinto, la Basilica di Maria Santissima del Soccorso (Cattedrale) dall’esterno (era chiusa, apriva alle 16.30) , la Porta Palermo, ma a parte questi monumenti il contesto interno è molto in decadenza. Volevamo visitare il Castello Incantato, ma era chiuso dalle 13.30.
Da Sciacca percorriamo con salita costante una strada panoramica sino al paese di Caltabellotta. Attraversiamo il paesino in stretta e ripida salita sino a parcheggiare di fronte alla Chiesa Matrice in posizione spettacolare che domina Caltabellotta. Merita la visita soprattutto per le vedute circostanti. Scendiamo poi al mare e vediamo dall’alto la spiaggia di Eraclea Minoa. Lasciamo l’auto nel parcheggio e a piedi – e dopo circa 1 km – arriviamo a Capo Bianco con il sole che sta tramontando. Rientro a Villaggio Mosé e cena presso il ristorante Perbacco che si trova nella via pedonale di Agrigento. Ceniamo con 2 primi, 1 secondo + 1 caponata, bere e caffè al prezzo di euro 57,00 usufruendo dello sconto The Fork. Purtroppo eravamo solo noi due a cenare, la proprietaria molto gentile.
Giorno 3 – Agrigento, Valle dei Templi
Lasciamo l’auto nel parcheggio Pirandello che si trova nei pressi della Stazione Ferroviaria (2 euro la prima ora, le successive 1 euro). A piedi, salendo numerose scalinate, raggiungiamo il Duomo di Agrigento. La facciata esterna non è un granché, gli interni sono bellissimi, soprattutto il soffitto e l’altare. L’ingresso a pagamento (7,00 euro) comprende oltre al Duomo, i musei Vescovili e la Chiesa dei Greci. I musei sono i classici di chiesa, con vari paramenti, ed oggetti religiosi di valore. La chiesa dei Greci ci ha un po’ deluso.
Ora visita alla Valle dei Templi. Su consiglio di un’agrigentina lasciamo l’auto nel parcheggio Porta V. Da qui un servizio taxi, al costo di euro 3.00 euro a persona – minimo 4 persone, ci porta in cima dove acquistiamo i biglietti di ingresso comprensivi della visita al giardino (14,00 euro + 6.00 a persona). Iniziamo la visita scendendo senza dover risalire. I templi più belli sono quelli di Giunone e della Concordia. Bello il contesto con la vegetazione. E’ ora di pranzo e mangiamo presso il punto di ristoro che si trova all’interno della Valle dei Templi: non ci ha soddisfatto, prezzi alti, servizio sbrigativo, senza cura del cliente.(2 panini scaldati male, più una coca euro 19.00).
Proseguiamo verso l’uscita e poco prima del templio di Ercole, sulla sinistra, si scende in modo abbastanza ripido, al giardino Kolimbetra: il giardino è ricco di piante di agrumi (arance e limoni) e chi vuole può salire a vedere una tipica casa montana. All’interno c’è un piccolo negozietto di prodotti locali. Bello il giardino ma non vale il prezzo di ingresso.
Usciamo dalla Valle, paghiamo il parcheggio (euro 4,10) e andiamo a visitare Naro che raggiungiamo dopo circa mezz’ora. La cittadina è spopolata, un tempo aveva 36000 abitanti ora ne conta poco più di 6000. Lasciamo l’auto in piazza Garibaldi, facciamo un giretto per il centro storico senza incontrare nessuno, sino poi a salire al Castello di Chiaramonte, dal quale di gode una bella vista. Questo paesone ormai – come tutti quelli dell’entroterra – ha molte case vuote e trascurate. Cena presso il Ristorante Sal8: che si trova vicino alla via centralissima: 1 filetto di pesce, 1 dolce, 1 primo con vongole, 1 frittura, (offerto aperitivo). Servizio ottimo e veloce. Euro 40,00 caduno.
Giorno 4 – Bovo Marina, Santo Stefano Quisquina, San Leone
Dopo colazione partiamo per Torre Salsa. La strada ad un certo punto diventa sterrata ed non è stato possibile procedere, causa grandi buche, fango e pozze enormi d’acqua. Torniamo indietro e ci indirizziamo verso Bovo Marina. Dal parcheggio, camminando lungo il bagnoasciuga per oltre 3 km, arriviamo alla Dama Bianca, una Scala dei Turchi in miniatura! Lungo il percorso – ad un certo punto – abbiamo dovuto attraversare un guado con acqua! La camminata è stata bella, complice la bella giornata e l’assenza quasi totale di persone, la spiaggia era praticamente deserta.
La tappa successiva prevista era di recarsi verso l’interno, a Santo Stefano Quisquina per vedere il teatro Andromeda. Dopo un tot di km, ad un bivio, l’acceso era vietato, quindi cerchiamo di arrivare passando da un’altra strada, da Cattolica Eraclea , anche qui dopo alcuni km, altra strada con divieto di accesso. Il lato positivo di questi percorsi è che ci sono panorami bellissimi, ma si incrociano paesi pieni di case vuote, abbandonate, con pochissimi servizi e strade dissestate!
Decidiamo quindi di tornare verso il mare, a San Leone, la spiaggia degli Agrigentini. È sabato e qui troviamo tantissima gente. Prima di rientrare, facciamo una tappa alla Scala dei Turchi all’orario del tramonto, poi cena a San Leone, al Ristorante Pizzeria Coltello/Forchetta (2 antipasti, 2 pizze, 1 dolce + bere e caffè euro 52,00).
Giorno 5 – Licata, Caltagirone, Bronte, Randazzo, Acireale
Volevamo vedere la spiaggia Mollarella di Licata, ma a pochi chilometri troviamo la strada interrotta, anche se quelli del posto transitano lo stesso, nonostante la voragine coperta da un pezzo di ferro in bilico che a malapena copriva il buco, noi non ci siamo fidati.
Rinunciamo ed arriviamo a Caltagirone dove saliamo la lunga scalinata decorata con le ceramiche del luogo:142 scalini, qualche sporadico negozio che fiancheggia la scalinata. Le piastrelle sono visibili solo salendo, alcune sarebbero da restaurare o da cambiare. In cima si trova la chiesa di Santa Maria del Monte che domina la città. Per non fare tutti gli scalini scendiamo dalle stradine laterali sino a ritornare alla piazza del Municipio sulla quale si affaccia il maestoso Palazzo Senatorio, dove un tempo si riuniva il senato cittadino, ora caffè. Incrociamo altre chiese, infatti in questo luogo ce ne sono circa 30.
Da Caltagirone giungiamo a Bronte; la strada è panoramica, dapprima agrumi distese di agrumi, a seguire i famosi pistacchi. Ci fermiamo in uno dei pochi locali aperti, una pasticceria (F.lli Gangi) che offre di tutto: dolciumi, snack salati, gelati ecc…e qui pranziamo velocemente. Prossima tappa Randazzo con le tre chiese merlate: la Cattedrale di Santa Maria, la chiesa di San Nicolò e la chiesa di San Martino. Tutte e tre sono state a turno cattedrali. Molto belle esternamente. Nel centro storico, per arrivare alla chiesa di San Nicolò, si attraversa una caratteristica stradina in ciottolato con archi, appunto la Via degli Archi.
Verso sera arriviamo ad Acireale dove abbiamo prenotato, direttamente sul sito della catena Best Western, una notte con colazione all’Hotel Santa Caterina al prezzo di euro 85.00. Cena presso la Pizzeria Vulcanica dove gustiamo un’ottima pizza con un nostro amico di Aci Castello, che qui ci ha raggiunto. A piedi percorriamo la via centrale, molto bella di notte con l’illuminazione dei monumenti che visiteremo il giorno successivo.
Giorno 6 – Acireale
Raggiungiamo a piedi il centro storico, dapprima vediamo la Basilica di San Sebastiamo, stile barocco, con la sua facciata bianca piena di putti e statue. A seguire la piazza del Duomo con la Cattedrale, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo e il Palazzo Municipale. Un bello spiazzo sul quale si affacciano questi bei monumenti! Rientro all’aeroporto di Catania per il ritorno a casa.
Considerazioni finali
Se uno vuol vedere la Sicilia verde, il periodo migliore è febbraio-marzo; Il periodo è anche quello della famosa fioritura dei mandorli, ma purtroppo il brutto tempo quest’anno ha spazzato via quasi tutti i fiori; I prezzi dei ristoranti – un tempo convenienti – si sono allineati a quelli del nord; L’interno dell’isola offre panorami e paesi molto belli, ma nello stesso tempo è triste vedere lo spopolamento di essi, con molte case abbandonate e strade dissestate.














