Sicilia meravigliosa 2

Una delizia, più che una vacanza. Arte, cultura, mare, sole, cibo... un paradiso. Un continente, più che una regione, da cui ci si stacca con dispiacere
 
Partenza il: 29/07/2014
Ritorno il: 11/08/2014
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Dopo aver scorrazzato per i paesi del Nord, quest’anno abbiamo deciso di visitare la meravigliosa terra di Sicilia.

In realtà è un ritorno, c’eravamo stati oltre 10 anni fa e avevamo visto solo una piccolissima parte, così abbiamo deciso di regalarci un bel giro completo.

Il giro dura 11 giorni, e abbiamo stabilito 4 basi: Palermo, Agrigento, Siracusa e infine, per la zona del catanese, Pozzillo, frazione di Acireale.

Per lo spostamento abbiamo optato per il traghetto Genova – Palermo con GNV; per noi era la prima volta, e tutto sommato siamo soddisfatti (560€ a/r con auto al seguito; il viaggio dura circa 21 ore, una mini-crociera… la partenza è alle 21 di sera sia da Genova che da Palermo. Portatevi delle coperte se dormite come noi in poltrona, perché l’aria condizionata è altissima).

Non mi dilungherò più di tanto nella descrizione dei monumenti visitati, in quanto abbiamo fatto un giro classico e abbiamo cercato di vedere i luoghi più caratteristici e famosi, con qualche chicca. Darò però qualche consiglio ai TPC secondo l’esperienza fatta.

Arrivo a Palermo

Arriviamo a Palermo in perfetto orario, e poco dopo siamo già in albergo (Hotel Mercure Centro, zona Politeama, comodo per visitare il centro a piedi; ottimo veramente, sontuosa colazione, abbiamo approfittato di un’offerta 3×2 con colazione inclusa, a conti fatti abbiamo pagato meno di un B&B. Unico neo non ha il parcheggio, ma pochi alberghi in centro ce l’hanno. Ha però delle rimesse convenzionate).

La sera quindi riusciamo a fare la prima passeggiata per Palermo, dopo aver cenato in un buon locale nelle vicinanze, Il Tondo. E’ un ristorante-pizzeria, noi abbiamo preso antipasti siciliani e pesce.

Quindi iniziamo dal Politeama, risaliamo fino al Teatro Massimo e avanti per Via Maqueda fino a Piazza Vigliena, o dei Quattro Canti; qui giriamo per Corso Vittorio Emanuele e troviamo aperta la Chiesa di San Matteo; cominciamo a renderci conto delle contraddizioni di questa città, con monumenti affascinanti ma anche tanti palazzi “sgarrupati” che se rimessi a posto renderebbero tutto il centro un unico gioiello.

Arriviamo nei pressi di Piazza Marina, ci sono delle viette con locali all’aperto e tanta vita; arriviamo al mare, e poi torniamo in albergo, cercando di accorciare per via Francesco Crispi, che costeggia i moli e di notte non ha alcuna attrattiva.

Primo giorno – Palermo e Monreale

Per prima cosa visitiamo la maestosa Cattedrale, con la Cappella di Santa Rosalia, poi cerchiamo di entrare al Palazzo dei Normanni. Oggi però c’è assemblea regionale, e il Palazzo Reale non è accessibile; cambiamo così i nostri piani, e ci dirigiamo alla vicina Chiesa degli Eremiti, caratteristica coi suoi tetti arabi e il chiostro normanno; consigliamo a chi voglia visitare altri monumenti di fare il biglietto cumulativo (noi l’abbiamo fatto comprendendo Palazzo Abatellis).

Dopodiché, andiamo a Monreale. Ci sono ovviamente tanti bus turistici; noi abbiamo preso un autobus di linea, che con soli 3€ a/r porta nei pressi del Duomo. Il Duomo è chiuso dalle 13 alle 14:30; se arrivate in quell’orario, nell’attesa potrete visitare le numerose botteghe oppure comprare qualcosa da mangiare (ci sono dei forni fornitissimi) e magari consumarlo nel giardino dietro il Duomo.

Una volta aperto l’attesa sarà ripagata… ricordate sempre che si tratta di un luogo di culto, pertanto viene richiesto decoro; è per questo che all’ingresso, per chi non ha l’abbigliamento adatto, vengono vendute delle specie di tute da mettersi sopra. Ho visto con i miei occhi una turista inglese battibeccare e alla fine rifiutarsi di entrare… ma dico io arrivi fino a Monreale e poi non entri nel Duomo per 1 euro? Mah.

Tornati da Monreale ci avviamo verso Palazzo delle Aquile, Sede del Comune, e la Fontana Pretoria (o della vergogna), stupenda; il vicino incrocio dei Quattro Canti, analogo alla più celebre piazza delle Quattro Fontane a Roma, dovrebbe essere valorizzato meglio e soprattutto tenuto meglio.

Da li ci rechiamo nella vicina Chiesa della Martorana, meravigliosa. Vicino c’è un’altra chiesa, dei Cavalieri del Santo Sepolcro; si entra pagando un biglietto, che si può cumulare con altre visite.

A cena andiamo alla Trattoria degli Antichi Sapori, in zona Politeama anche questa. Buono, ma i sapori per il nostro gusto sono un po’ troppo antichi… l’antipasto è spropositato ma mischia di tutto, e il vino con dentro la pesca può piacere o no. Prezzo modico.

Secondo giorno – Palermo

Andiamo subito al Palazzo dei Normanni e alla meravigliosa Cappella Palatina. C’eravamo già stati una decina di anni fa, con una visita guidata un po’ frettolosa; stavolta l’abbiamo potuta ammirare con comodo, in tutto il suo splendore. Prendetevi tutto il tempo necessario, ne vale la pena. Nel Palazzo Reale la sala più bella, quella di Ruggero, è visibile solo in parte. Si nota un certo, come dire, sovradimensionamento degli addetti, ai quali andrebbe se non altro impedito l’uso del cellulare in servizio. Non c’è niente di più brutto come il sentire il cinguettio dei twitter dei custodi mentre ci si concentra sulle opere che ci circondano. Qui apro (e chiudo) una piccola polemica. Ma queste migliaia di dipendenti pubblici invece di stare inchiodati a delle sedie, annoiandosi a quanto pare, non potrebbero essere impiegati in lavori di cui la Sicilia ha dannatamente bisogno? La manutenzione del verde, la cura delle strade (in tante parti i bordi delle strade sono pattumiere a cielo aperto, forma peculiare di raccolta differenziata) o del sano lavoro manuale? Chiuso.

Dopo il palazzo dei Normanni scendiamo al Mercato di Ballarò. Un palermitano ci dice che oramai la Vucciria non tiene più niente, il vero mercato è Ballarò: noi non possiamo confermarlo, possiamo solo dire che Ballarò è un tripudio di colori, odori e sapori, sarebbe stato bello perdersi ad acquistare pesce fresco, frutta bellissima o verdura qua sconosciuta; ci siamo accontentati di uno sfincione buonissimo, un’esperienza da fare!

Da Ballarò scendiamo verso Piazza Marina; facciamo un pezzetto del Foro Italico e ci fermiamo per una sosta in Piazza Kalsa; fa un caldo terribile e ci ristoriamo su di una panchina all’ombra, rinfrescati da bel venticello che non manca mai, con delle specialità comprate in un chioschetto all’angolo… il cibo di strada a Palermo in genere è buonissimo, abbonda il fritto (arancine, panelle, crocchette…) non si può fare a meno di assaggiare.



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