Namibia on the road 8

5000 km sulle strade della Namibia, alla scoperta degli spettacoli geologici, paesaggistici e naturalistici della "terra che gli dei crearono in un momento d'ira".
Scritto da: smokejumper
namibia on the road 8
Partenza il: 10/06/2011
Ritorno il: 26/06/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

Ciao. Siamo Sergio e Pamela, di Como. Vi presentiamo il resoconto del nostro viaggio di 15 giorni in Namibia in self-drive (senza guida e con auto a noleggio), nella speranza che possa essere d’aiuto per chi vuole programmare una vacanza in questa terra stupenda. “La Terra che gli dei crearono in un momento d’ira”, la soprannominano alcuni, e davvero in questi spazi infiniti potrete vedere alcuni eccessi geologici, paesaggistici, naturalistici unici al mondo. E’ da qualche anno che abbiamo deciso di esplorare esempi di ecosistemi diversi, e per quel che riguarda la savana arida e il deserto, abbiamo preferito la Namibia, poiché, documentandoci, è risultato essere un Paese sicuro ma, allo stesso tempo, ricchissimo di cose da vedere e da fotografare.

Se siete interessati, potete vedere una selezione delle nostre foto qui: http://www.flickr.com/photos/sergiocanobbio/sets/72157627112252484/

Una menzione speciale, prima del resoconto vero e proprio, per gli organizzatori del viaggio: Alessandro ed Emanuele di Namibia-Travel, Granelli di Sabbia Web Tour Operator. Dopo aver contattato diverse agenzie sia in Italia che operanti direttamente in Namibia, ci siamo accorti che il servizio da loro offerto era quello che più si adattava alle nostre esigenze, e ad un prezzo assolutamente concorrenziale. Alessandro ed Emanuele vivono a Windhoek, e con loro il concetto di “viaggio su misura” acquista davvero il suo significato: abbiamo concordato tutti i dettagli insieme e si sono sempre dimostrati di una gentilezza e di una competenza rare. Consigliandoli, non faccio un favore a loro, ma a voi turisti per caso!

Da appassionati, i nostri viaggi hanno come elemento centrale la fotografia. Erano con noi:

– Due corpi macchina Nikon D80; – Obiettivo Nikkor 18-200 mm, F3.5-5.6 VR; – Obiettivo Sigma 10-20 mm, F4-5.6; – Obiettivo Nikkor 50 mm, F1.8 (mai usato); – Obiettivo Nikkor 70-300 mm, F4.5-5.6 VR; – Filtri vari (in particolare polarizzatori); – Cavalletto e controllo remoto.

Due note in base alla nostra esperienza: Per via delle strade sterrate, la polvere sarà una compagna di viaggio costante. Proteggete l’attrezzatura, anche avvolgendo le lenti che non utilizzate e le loro custodie in sacchetti di plastica tipo surgelati, e mettete in conto che dopo il viaggio andrà comunque ripulita a fondo. Noi ci siamo “accontentati” di un 300 mm, ma per la fotografia naturalistica, soprattutto al Parco Etosha, sarebbe preferibile (budget permettendo) dotarsi almeno di un 400 se volete fare foto davvero mozzafiato con un bel riempimento dell’inquadratura. Tenete conto che la luminosità non è praticamente mai un problema, nemmeno al pomeriggio o all’alba, quando basta alzare l’ISO. Non è quindi necessario procurarsi un obiettivo che apra a 2.8 o più, meglio investire in lunghezza focale.

Il racconto:

Assolutamente fuori budget il volo diretto dalla Germania su Windhoek operato da Air Namibia, optiamo per un Milano – Monaco (Francoforte al ritorno) – Johannesburg – Windhoek in code sharing Lufthansa – South African Airways. Il preventivo ottenuto tramite un’agenzia di viaggio nel Milanese è solo leggermente superiore a quello dei siti on-line, quindi acquistiamo i biglietti da loro poiché offrono la possibilità di annullare o spostare il volo (non si sa mai).

10 giugno

Partenza da Malpensa nel tardo pomeriggio e viaggio senza problemi. La coincidenza a Monaco è in un’ora e poco più, il volo intercontinentale è notturno su un A340 della South African. Finiamo nei posti centrali del blocco da quattro seggiolini centrale, normalmente una garanzia per un viaggio scomodo. Pazienza.

11 giugno

Arriviamo a Johannesburg e ci guardiamo un po’ in giro, abbiamo più di quattro ore di attesa. L’aeroporto Tambo è pieno di negozi, il tempo passa veloce. Partenza per Windhoek a mezzogiorno, finalmente si va in Namibia! Ad attenderci, dopo una coda piuttosto lunga ai banchi dell’immigrazione e dopo il ritiro bagagli, troviamo Alessandro di Namibia-Travel. Ci aiuta con il cambio del denaro e con il ritiro dell’auto. Guideremo una Honda CR-V 2×4 con cambio automatico, doppia ruota di scorta e, ovviamente, guida a sinistra. Ci tengo a sottolineare che, in base alla mia esperienza, NON è necessario un 4×4 per girare sulle strade namibiane. Abbiamo percorso più di 5300 km su strade B (asfaltate), C (secondarie principali, quasi sempre sterrate) e D (sterrate secondarie), senza mai avere problemi e nonostante il 2011 sia stato un anno eccezionalmente piovoso, che, a detta di molti, ha lasciato le strade più rovinate del solito. Il pianale alto è stato, invece, una gran comodità in più di un’occasione, più che altro per la nostra tranquillità nell’affrontare alcuni passaggi un po’ accidentati e per permetterci di tenere le velocità prossime a quelle dei limiti. Su molte C sterrate il limite è 100 km/h e con un po’ di accortezza si può tranquillamente viaggiare a tale velocità.

Alessandro ci guida per i 42 km che separano l’aeroporto da Windhoek e si ferma con noi alla Guesthouse “Terra Africa”, veramente molto carina. Ci consegna la “travel bag” contenente una guida personalizzata del tour, mappe, un navigatore satellitare in Italiano, una lampada frontale, burrocacao, una SIM namibiana per essere sempre in contatto con loro, e mille altre piccole cose. Anche da questo, si rinforza la sensazione di esserci rivolti alle persone giuste! Parliamo con Alessandro per quasi due ore ed entriamo ancor più nei dettagli del viaggio che stiamo per affrontare. Fondamentalmente, sarà un tour “classico” della Namibia in senso orario (partendo da Windhoek in direzione sud). Su mia insistenza, abbiamo inserito anche il Fish River Canyon: renderà il numero di chilometri decisamente più elevato, ma sembra che ne valga la pena…

La sera usciamo a cena in taxi (non ho voglia di mettermi alla guida sulla sinistra con il buio, in città e con la stanchezza del viaggio aereo alle spalle). Andiamo alla Joe’s Beerhouse, classica meta per turisti ma con un’atmosfera particolare e piatti deliziosi. Ci incontriamo con Elena e Daniele, due amici che rientreranno in Italia giusto il giorno dopo e che ci devono virtualmente passare il testimone. Siamo molto interessati al loro resoconto, sono passati per molti dei posti che toccheremo anche noi. Ci confermano che climaticamente il 2011 è un anno un po’ strano. Per via della pioggia la Namibia è più verde del solito, con erba più abbondante e più alta. Inoltre, nelle settimane precedenti il freddo è stato pungente (con neve!) e loro l’hanno un po’ patito. In effetti, la serata a Windhoek, a 1700 m di quota, è decisamente frizzante. Pernottamento: Terra Africa. Posto accogliente e gran gentilezza, 5/5.



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