Namibia, una forza della natura

Un viaggio in questo Paese riporta il viaggiatore a quella sensazione primordiale di essere parte integrante della natura, di essere la natura stessa
Scritto da: robydany
namibia, una forza della natura
Partenza il: 10/08/2014
Ritorno il: 28/11/2014
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

Un viaggio in Namibia riporta il VIAGGIATORE a quella sensazione primordiale che doveva aver avuto l’uomo primitivo, sensazione di essere parte integrante della natura, di essere la natura stessa. Quel sentirsi piccolo e impotente nei confronti di una terra così selvaggia che ti entra dentro nell’anima. Quel sentirsi un granellino di sabbia, però , si trasforma in una sensazione meravigliosa, perchè fa capire che l’uomo non può tutto ma che la padrona è ancora la terra. La Namibia è tra gli stati con minore densità di popolazione al mondo, spesso si fanno chilometri prima di incontrare tracce della presenza dell’uomo, eppure capita di sentirsi più soli nelle nostre città affollate che in mezzo ai deserti di questo paese. Queste sono le sensazioni uniche che abbiamo vissuto io (Roberto) e mia moglie Daniela in questo fantastico paese. Un ringraziamento particolare va ad Emanuele di namibia-travel.it che ha organizzato questa meraviglia nei minimi dettagli. Consigli utilissimi e un giro in self-drive perfetto.

CONSIGLI UTILI

Alcuni consigli su dubbi che erano sorti a noi in fase di organizzazione. Prima di tutto la Namibia è un paese sicuro da ogni punto di vista sia sociale che sanitario.

Per prima cosa la popolazione che vi abita è stupenda, con il sorriso sulle labbra e pronti a dare una mano in caso di necessità. Il livello di sicurezza (almeno nelle zone in cui siamo stati) è elevato, bisogna adottare semplicemente le regole del buon senso che si adotterebbero in ogni paese del mondo. Anche la situazione sanitaria è ottima. La malattia più diffusa è l’AIDS che non è un problema per il viaggiatore a meno che non vi siano rapporti intimi o scambi diretti di sangue. Per il viaggiatore, dagli uffici dell’ASL, sono consigliati i vaccini per epatite A, colera e tifo e la profilassi antimalarica. Se fare o no la vaccinazione o la profilassi è una questione personale; noi abbiamo fatto l’epatite, il colera e il tifo. La profilassi antimalarica per fortuna non l’abbiamo fatta anche perchè abbiamo visto 2 zanzare in tutto il tour e ci siamo risparmiati un pò il fegato. E comunque in Agosto, tranne le zone sul fiume al confine con l’Angola e il Caprivi, il paese è malaria free.

Altro dubbio che avevamo era se il viaggio si poteva fare in due o era meglio il gruppo. Quello che possiamo dire è che si può assolutamente fare in due in tutta sicurezza, c’erano anche tante famiglie in self-drive con dei bambini di 6-7 anni.

All’agenzia di noleggio auto chiedete sempre 2 ruote di scorta e rispettate rigorosamente i limiti di velocità, avrete una minore possibilità di bucare e vi godrete meglio il paesaggio magnifico che vi circonda.

ITINERARIO: 5500 KM PERCORSI (1500 KM SU ASFALTO-4000 KM SU STERRATO)

1° E 2° GIORNO 10-11/08/2014 – MILANO-WINDHOEK

Partenza da Milano con volo Emirates (Milano-Dubai / Dubai-Johannesburg / Johannesburg-Windhoek). Arrivo a Windhoek nel primo pomeriggio. All’aeroporto abbiamo subito cambiato gli Euro in Dollari namibiani; conservate la ricevuta che se ne avanzate la richiedono, altrimenti niente cambio. Poi andiamo diretti al bancone della Hertz per ritirare l’auto e oltre alle chiavi troviamo uno zainetto che ci ha lasciato Emanuele con dentro diverse cose utili (navigatore, mappe stradali, voucher dei vari lodge, spiegazione del tour e delle varie cose che visiteremo, penna, taccuino, una torcia e la SIM namibiana).

Prese le chiavi, ci dirigiamo al parcheggio dove troviamo il nostro mezzo (Wolkswagen Tiguan 2×4). Non abbiamo preso il 4×4 perchè le strade della Namibia sono percorribili tranquillamente senza, a meno che non si facciano percorsi particolari e anche se si facessero, spesso il 4×4 non basta perchè oltre ad averlo bisogna anche saperlo guidare (ne abbiamo visti 2 impantanati nella sabbia per andare a Dead Vlei che hanno avuto bisogno delle guide che passavano e di noi che spingevamo). L’importante non sono le ruote motrici ma la robustezza e l’altezza del mezzo.

Finalmente arriviamo all’hotel a Windhoek dove incontriamo Emanuele con il quale chiacchieriamo per più di un’ora, ci spiega tutto nei minimi particolari e ci dà consigli che si riveleranno utilissimi durante il tour.

Ormai si è fatta sera, cena e a dormire presto che siamo moooolto stanchi.

3° GIORNO 12/08/2014 WINDHOEK-ANIB LODGE

Sveglia di buon mattino, colazione e saltiamo in macchina direzione Anib lodge (a pochi chilometri da Mariental). Lungo la strada ci attraversa un gruppo di babbuini e ci fermiamo per la foto di rito al cartello del tropico del capricorno.

Verso le 13 arriviamo al lodge, dove prenotiamo un’escursione per il pomeriggio in jeep. Ovviamente non bisogna fare paragoni con l’Etosha ma è un modo per incominciare ad entrare a contatto con i primi animali africani (springbok, orici, eland, struzzi e qualche zebra in lontananza). Simpatico l’aperitivo al tramonto su una duna di sabbia rossa che si infuoca al calare del sole.

Per cena bistecca di kudu e vino sudafricano poi davanti al falò. Ritirandoci in camera vediamo degli springbok che si avvicinano che ci terranno compagnia tutta la notte.

4° GIORNO 13/08/2014 ANIB LODGE-FISH RIVER CANYON

Prima alba africana! Dicono che i tramonti africani sono indimenticabili (è vero) ma le albe lo sono ancora di più. Tutte le mattine ne rimanevamo letteralmente stregati. E’ uno spettacolo della natura. Quella natura incantevole africana che ti chiama, che ti culla ma allo stesso tempo che ti tiene in guardia e ti fa capire che la padrona incontrastata è lei a va assolutamente rispettata. Che sensazione inebriante!

….ok! Riprendiamo il giro. Ci incamminiamo verso Sud lungo la B1 fino a Keetmanshoop dove decidiamo di fare una deviazione di 20 km circa per andare a vedere la Quivertree forest costituita da alberi di aloe (conosciuti come “alberi faretra”) e Giant playground; ne vale la pena per entrambi i siti.

Ritornando verso Keetmanshoop abbiamo la fortuna di vedere due ghepardi al di là di una recinzione. Proseguendo svoltiamo a sud sulla strada che porta al Fish river canyon. E’ la prima strada sterrata del nostro percorso! WOW! Sembra di essere in un frullatore. Così ci sorge un dubbio….sarà mica dovuto alla pressione delle gomme? Così le abbiamo controllate al primo distributore ed erano a 4.5…..follia…..rimbalzavamo come una palla. Su consiglio del benzinaio le abbiamo portate a 2.0 e vi assicuro che è tutto un altro viaggiare.

Guarda la gallery
namib-68w3n

Deserto del Namib

namib-egemv

Himba people

namib-gqkgw

Il "miagolio" del leone

namib-jek99

Alba sul Namib

namib-fy6k2

Occhio alle spalle

namib-8yjsm

Leoni innamorati

namib-v181d

Mitica D707

namib-nvycm

Elefanti del deserto



    Commenti

    Lascia un commento

    Deserto del Namib: leggi gli altri diari di viaggio

    Video Itinerari