Namibia in roof tent

Oltre due settimane da soli alla scoperta di questo magnifico Paese
Scritto da: panteri
namibia in roof tent
Partenza il: 21/07/2012
Ritorno il: 08/08/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Quest’anno io e mio marito Filippo abbiamo deciso di trascorrere le vacanze estive in Namibia. È la prima volta che scegliamo come meta l’Africa e siamo felici di poter scrivere che la nostra decisione è stata totalmente azzeccata.

Iniziamo l’organizzazione del viaggio ad inizio Maggio: è mio marito, in particolare, che si dedica alla prenotazione di tutte le sistemazioni logistiche e alla progettazione dell’itinerario, che abbiamo condiviso di fare in autonomia – self drive – ed in campeggio con “roof tent”, nel periodo 21 luglio – 8 agosto.

21-22 luglio

Dopo un viaggio aereo piuttosto lungo, ma in perfetto orario (Milano – Monaco – Johannesburg – Windhoek), domenica 22 luglio alle 14.20 atterriamo nella capitale della Namibia. In aeroporto ci attende un impiegato dell’Agenzia di noleggio dell’auto che ci conduce presso la sede e ci illustra tutte le indicazioni necessarie per guidare, fare benzina, montare la tenda e iniziare il nostro viaggio in assoluta tranquillità e sicurezza. Per la prima notte, mio marito ha prenotato una splendida camera all’Hilton Hotel, recentemente costruito, dalla cui terrazza, al nono ed ultimo piano, si può godere di una bellissima vista della città. Una notte riposante prima di iniziare il nostro viaggio alla scoperta della Namibia.

23 luglio

Alle 6.30 del mattino lasciamo Windhoek per dirigerci verso Duwisib Castle. Per raggiungere la nostra meta percorriamo la B1, principale arteria del paese sull’asse nord-sud, nelle cui vicinanze sorgono i principali centri urbani dell’altopiano centrale. Facciamo brevi soste lungo la strada a Rehoboth, poco dopo aver superato il cartello indicante la linea latitudinale del tropico del Capricorno, Mariental, piccolo centro dove facciamo un po’ di spesa, e Maltahohe. Raggiungiamo Duwisib Castle nel primo pomeriggio e siamo sin da subito colpiti da questo castello, tipicamente europeo, edificato nel bel mezzo del deserto. Una volta terminata la visita e prima di organizzarci per la notte, ci godiamo una buonissima e profumatissima torta di mele appena sfornata dalle cucine della vicina farm. La prima sera in campeggio è una vera avventura: siamo gli unici clienti. E’ così che ci godiamo la prima notte stellata della Namibia in assoluta pace e solitudine, anche se l’escursione termica mette da subito alla prova i nostri sacchi a pelo.

24 luglio

Verso le 7.00, dopo esserci riempiti gli occhi dei colori dell’alba, partiamo: direzione Sesriem. Percorriamo la C27 in mezzo a strade ghiaiose e cancelli di farm/ranch, sino all’ingresso della Namibrand Nature Reserve, 20.000 ettari di dune, praterie desertiche e montagne selvagge ed isolate. E’ qui che iniziamo ad avvistare i primi animali liberi: orici, springbok, zebre e struzzi. E’ davvero uno spettacolo della natura. Nel primo pomeriggio arriviamo a Sesriem: dopo aver verificato la nostra prenotazione al campeggio, ci dirigiamo verso il Sesriem Canyon, una gola scavata dal fiume Tsauchab, che esploriamo con una passeggiata di un paio d’ore. Al rientro ci godiamo un bel tramonto nella confortevole piazzola assegnataci presso il Sossus Oasis campsite.

25 luglio

Al mattino, come sempre, sveglia alle 5.40 per essere tra i primi a varcare i cancelli del Parco di Sesriem. Percorriamo 65 km di strada asfaltata fra dune di sabbia rossa e animali curiosi, per giungere al nostro primo punto di sosta, da cui parte un percorso a piedi di nome Dead Vlei che percorriamo solo in parte. Ripartiamo azionando le marce 4×4 per affrontare gli ultimi 4 km che ci portano sino a Sossusvlei Pan, dove, una volta giunti, scaliamo una delle dune rosse che circondano questa grande pozza d’acqua. Il paesaggio è davvero meraviglioso. Nel ritorno, ho provato a sperimentare, con molta fatica e con molto uso della frizione, la guida 4×4 nella sabbia: un’impresa difficile, mitigata solo, nella parte finale del percorso, dalla visione di una piccola volpe, che vogliamo credere fosse un otocione. Continuiamo il tragitto dirigendoci verso l’Agama Camp, il nostro campeggio per questa notte, ma visto che abbiamo ancora un po’ di tempo, decidiamo di proseguire sino a Solitaire, piccolo insediamento alle porte del deserto, che ci sorprende con una bakery in perfetto stile europeo ed un bazar, circondato da una serie di auto arrugginite, che ci riporta negli anni ’50. Rientriamo al nostro campeggio, che anche questa volta ci sorprende per l’organizzazione e la cortesia dei proprietari. Un particolare: il campeggio mette a disposizione l’acqua calda attraverso un grande camino alimentato a legna: davvero magico!

26 luglio

Oggi partiamo verso le Naukluft Mountains: le ripide pareti rocciose delle pianure di ghiaia del Namib centrale. Dopo aver varcato il cancello d’ingresso e pagato il permesso, decidiamo di percorrere il sentiero denominato Olive Trail, della durata di di 5 ore, che la guida del posto ci consiglia. Il sentiero è piuttosto ripido all’inizio, ma ci regala subito la vista di un gruppo di Kudu che pascolano nel bosco. Una volta raggiunta la cima dell’altopiano, scendiamo nel letto del fiume sino a raggiungere una pozza d’acqua che richiede l’ausilio di catene per essere superata. Non essendo dei “montanari esperti di sentieri”, il nostro spirito d’avventura viene messo alla prova. Per fortuna, anche grazie all’aiuto di una coppia di francesi che sembrano parenti dello scalatore Manolo, superiamo anche questa difficoltà e terminiamo con piacere il nostro cammino. Riprendiamo l’auto e facciamo rientro a Sesriem. Questa volta pernottiamo nel campeggio all’interno del Camp Site così l’indomani possiamo goderci la magnifica alba dalla Duna 45: è davvero uno spettacolo meraviglioso che mi commuove e mi riempie di gioia.

27 luglio

Dopo la visione dell’alba tra le dune di sabbia, riprendiamo il cammino, percorrendo la strada C14, attraversando i due passi di Gaub e Kuiseb particolarmente tortuosi in mezzo ad un panorama arido e talvolta monotono, sino a raggiungere Walvis Bay verso le 13.00. Facciamo una breve sosta all’ufficio turistico e al centro città, dove notiamo parecchi piccoli negozi cinesi, per poi spostarci verso il porto naturale delimitato dal Pelican Point, una lingua di terra che forma una sorta di laguna naturale, che richiama schiere di uccelli, tra cui tantissimi fenicotteri. Riprendiamo l’auto e ci dirigiamo verso Swakopmund, dove ci fermeremo per due notti nel campeggio giardino Alte Brücke. Lungo il tragitto, in riva all’oceano, notiamo che questa zona sta attraversando un periodo di grande espansione: numerose bellissime case, in stile tipicamente europeo – tedesco, sono in costruzione lungo la costa. Ci sistemiamo in campeggio e per questa stasera decidiamo di concederci una cenetta al di fuori del campeggio. Un locale in riva all’oceano quieta il nostro appetito con calamari e merluzzo fritti in compagnia della gente del posto e del calar della sera.



    Commenti

    Lascia un commento

    Namibia: leggi gli altri diari di viaggio