Namathe Saathi – Diario di un viaggio

Un meraviglioso trekking nella regione del Kumbu in Nepal attraversando i passi più alti della catena Himalayana fino ad arrivare al campo base dell'Everest per poi proseguire e sfidare l'Island Peak. Un'esperienza fuori dal tempo, dove le difficoltà uniscono persone mai conosciutesi prima
Scritto da: alessio58
namathe saathi - diario di un viaggio
Partenza il: 08/10/2012
Ritorno il: 27/10/2012
Viaggiatori: 1
Spesa: 3000 €

Namastè Saathi

Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo.

Lao Tzu

Dedicato a G

Grazie di cuore a Gabriella e Jaime

Itinerario percorso nei ventuno giorni di trekking

Verso Kathmandu. 14

Arrivo a Kathmandu. 17

Un giorno a Kathmandu. 23

Da Lukla a Phakding. 34

Da Phakding a Namche Bazaar (3.440m). 45

Namche Bazaar. 52

Da Namche Bazaar a Dole (4.110 m). 57

Da Dole a Machhermo (4.470m). 61

Da Machhermo a Goyko (4.800m). 67

Da Gokyo Ri (5.360m) a Thaknak (4.750m). 73

Da Thaknak per Cho La (5.420m) a Lobuche. 80

Da Lobuche a Kala Pathar (5.545m) fino a Gorak Shep (5.170m). 88

Da Gorak Shep per E.B.C. (5.354m) a Lobuche. 97

Da Lobuche (4.940m) per Kongma La (5.535m) a Chhukung (4.730m). 102

Chhukung (4.730 m). 108

Da Chhukung al campo base di Imja Tse (5.200m). 114

Da Imja Tse (5.200m) a Chhukung (4.730m). 119

Chhukung (4.730m). 126

Da Chhukung (4.730m) a Namche Bazaar. 133

Da Namche Bazaar a Phakding. 143

Da Phakding a Lukla. 148

Partenza da Lukla. 157

Kathmandu. 173

Prefazione

Non ho le pretese di essere uno scrittore, me ne guarderei bene, il mio è solo il desiderio di raccontarvi questo viaggio.

Tutto ha inizio cinque anni fa con una cena a casa di un mio carissimo amico, Marco, conosciuto ai tempi del liceo. Anche se frequentava la sezione terza F, veniva spesso nella mia classe durante le pause perché era il ragazzo della mia più cara amica. Da lì è nata la nostra frequentazione che è durata negli anni. Quella sera G ed io passammo una bellissima serata in loro compagnia e, mentre gustavamo una buonissima, quanto bella, torta di frutta preparata da G, Marco ci informò che stava organizzando un trekking destinazione Nepal con il gruppo con cui era solito uscire. Questa notizia mi stupì non poco. Non avevo capito quanto fosse diventata così forte la sua passione.

Dopo quella sera iniziai a pensare che anch’io avrei potuto passare dalle semplici camminate in campagna a qualcosa di più impegnativo. Presi informazioni presso il CAI di Firenze e venni a sapere che da lì a poco avrebbero organizzato un corso di escursionismo. Così decisi di iscrivermi. Frequentai il corso, dove ho avuto l’opportunità di incontrare tanti amici con la stessa passione. Con alcuni di loro decidiamo di andare oltre e di frequentare il corso di alpinismo. In questi anni ho sempre cercato di partecipare alle uscite programmate dal CAI così da acquisire sempre più esperienza. Mai e poi mai avrei pensato un giorno di andare in Nepal.

Arrivano, però, momenti della vita in cui il mondo che ti circonda inizia a starti stretto. Avverti una certa insofferenza e la voglia di evadere prende il sopravvento. Senti il desiderio di andare lontano, ma le responsabilità ti richiamano al dovere e sopprimi la tua irrequietezza.

La spinta a fare questo lungo viaggio è nata principalmente dalla mia passione per la montagna e soprattutto, dopo aver superato un periodo di grande stress nella mia vita professionale.

Nel Novembre del 2010 ho iniziato a maturare l’idea di andare in Nepal.

Questa esperienza mi avrebbe portato lontano dalla routine di tutti i giorni. Prendere una parentesi nella propria vita, restare solo con se stessi per riflettere, mi avrebbe aiutato a superare il brutto periodo che stavo passando. Inoltre, volevo mettermi alla prova e misurarmi con le difficoltà che avrei incontrato in un trekking così lungo e impegnativo. Tutto ciò mi avrebbe aiutato a tornare alla vita di tutti i giorni più sereno, forse affrontando le cose in maniera diversa, con più distacco e dire certe volte un sano chi se ne sfrega. E poi, detto tra di noi, il desiderio di vedere da vicino le montagne più alte del mondo era grande.

E’ da qui ha inizio quest’avventura.

Preparazione del viaggio

Allora è deciso, parto per il Nepal a Ottobre del prossimo anno. Peccato che ancora nessuno lo sappia. Completamente ignare mia moglie e le figlie, il resto della famiglia tutta, i miei amici e i colleghi di lavoro. Ci vuole un po’ di coraggio a dire parto per quattro settimane per il Nepal. Chissà se avrebbero capito la mia scelta. Il Nepal, un paese lontano, non solo geograficamente. Considerato dai più un paese misterioso e mistico ma anche pericoloso. Dove se hai bisogno di cure mentre sei sulla catena himalayana, non hai scampo. Dove esiste anche il rischio di essere rapito dai terroristi maoisti.

Una mattina di Novembre 2010 entro in ufficio come di consueto. Una di quelle giornate grigie fiorentine, dove ormai l’estate è un lontano ricordo. Sono sempre il primo ad arrivare nel mio reparto e lo fui anche quel giorno. Mi siedo alla mia scrivania e accendo il computer dando inizio alla mia giornata lavorativa con uno spirito diverso. Oggi avrei comunicato la mia decisone. E’ il giorno giusto. Uno a uno entrano anche i miei colleghi e li saluto con un bel buongiorno. La mattina trascorre tra risoluzione di problemi e telefonate interminabili. Arriva l’ora di pranzo. Un rito che ci porta a riunirci tutti insieme intorno ad un tavolo in mensa. E’ il momento in cui parliamo del più e del meno. Raccontiamo fatti della nostra vita, cosa è successo, cosa abbiamo fatto. Così colgo l’occasione e sbotto dicendo: “Lo sapete dove ho deciso di andare in vacanza il prossimo anno?”.

Gisella mi guarda in fare sospettoso, ormai mi conosce da troppi anni: “Che cosa ti è venuto in mente questa volta?” chiede.

“Avrei deciso di andare in Nepal per un’esperienza alpinistica”. Silenzio. Tutti si voltano verso di me, anche quelli più distratti a parlare tra loro. “Stai scherzando, vero?” chiedono. No no, non è uno scherzo, ho proprio deciso di partire. Rimangono stupefatti e se ne escono con espressioni del tipo: “Ma cosa è successo? Non hai dormito bene questa stanotte?”. E poi ancora: “Ma invece di pensare a questa cazzata visto che hai 50 anni, pensa invece a farti l’amante!”



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