A piedi sul tetto del mondo

Everest Base Camp trek e valle di Kathmandu
 
Partenza il: 07/10/2013
Ritorno il: 24/10/2013
Viaggiatori: 4
Spesa: 2000 €

NEPAL: A piedi sul tetto del mondo

Di Alessandro e Sabrina

7 – 24 ottobre 2013

Non è facile immaginare un viaggio in Nepal senza un trek himalayano. Nella nostra prima ipotesi di viaggio però c’era anche il Tibet e la parte montanara era decisamente ridotta, in favore di un più equilibrato mix tra storia e natura. Poi però ci siamo resi conto che la situazione tibetana è tutt’altro che semplice: il campo base dell’Everest ad esempio è chiuso, per entrare nel paese bisogna essere in cinque della stessa nazionalità ed altre stranezze simili, tanto che pensa e ripensa abbiamo deciso di rimandare la visita del Tibet ad un prossimo viaggio. Ma cosa fare? Come gestire tutti i giorni a disposizione? Ce la sentiamo di fare un lungo cammino in montagna?

Facciamo qualche ricerca, sentiamo qualche esperto della zona su forumviaggiatori.com, vediamo qualche foto… Sì, ce la sentiamo. Anzi, l’idea di arrivare al campo base dell’Everest ci eccita parecchio e il solo pensiero di andare ad affrontare un sentiero a dir poco mitico ci toglie anche i più piccoli dubbi.

Qualche mese dopo la nostra decisione accogliamo con piacere anche due nuovi compagni di viaggio, gli amici Elena e Matteo, che hanno fissato la data del proprio matrimonio a settembre e ci confessano che sarebbero felicissimi di trascorrere la loro luna di miele insieme a noi, a camminare tra le montagne più alte del mondo. E chi siamo noi per deludere due sposini?! Tanto più che se qualcuno pensa di voler fare questo come viaggio di nozze, allora merita davvero di essere accompagnato.

Trovare un volo a prezzi ragionevoli però, anche con largo anticipo, non è per niente facile. Dall’Italia è difficile arrivare a Kathmandu con meno di due scali e le poche combinazioni che ne prevedono uno solo costano decisamente troppo. Alla fine riusciamo a portare a casa una soluzione un po’ scomoda, ma eccellente dal punto di vista economico. Voleremo infatti fino a Dubai con Pegasus, un’ottima low-cost turca (blq-saw-dxb 249,74 euro a testa a/r, su flypgs.com), e poi fino a Kathmandu con Fly Dubai (dxb-ktm 266,96 euro a testa a/r, su flydubai.com); a causa del doppio scalo il viaggio durerà quasi un giorno intero.

Ma il volo è stato l’ultimo tassello di un puzzle solo in apparenza semplice. Quando si organizza una spedizione del genere la prima cosa da fare è decidere a quale compagnia di trek affidarsi. L’elenco è praticamente infinito e comprendere chiaramente le piccole differenze tra i servizi dell’una e quelli dell’altra è un lavoro certosino che ci ha portato via parecchie settimane. Ben prima di prenotare il volo abbiamo ristretto il campo a tre finalisti, i cui riferimenti indichiamo per la comodità di chi volesse un punto fisso da cui partire: Hardrock Treks and Expedition (Hard Rock Treks & Expedition, Thamel, Kathmandu, Nepal, hardrocktreks.com, tel. 977.1.4259067, 977.1.4266592, 977.1.4263375, fax. 977.1.4263375, mobile 977.9841117524; [email protected][email protected][email protected]), Himalaya Journeys (himalayajourneys.com, [email protected]), Nepal Guide Treks (nepalguidetreks.com, [email protected]).

La tipologia di servizio è simile e più o meno tutti sono in grado di gestire anche il resto del viaggio, dalle escursioni agli spostamenti, dalle prenotazioni degli hotel a quelle dei voli interni. I costi invece possono variare enormemente, soprattutto perché esistono diverse possibilità di alloggio sia durante il trek che nel resto del paese. La cosa fondamentale è verificare che l’agenzia cui ci si rivolge sia tra quelle con l’autorizzazione governativa e con tutti i “marchi” di qualità in bella evidenza: tutti li espongono, quindi è facile controllare.

Noi scegliamo Hardrock Treks e a posteriori possiamo dire di essere pienamente soddisfatti della scelta.

Nella quota di 940 euro a testa è compreso il trek, il trasporto da/per l’aeroporto, il volo interno Kathmandu-Lukla e ritorno, tre notti B&B a Kathmandu e due B&B a Bhaktapur. Nella voce “trek” è incluso un servizio di pensione completa durante tutto il cammino (colazione, pranzo e cena, pernotto in teahouse, tea break durante il giorno, per 11 giorni), il noleggio di un sacco a pelo e di una giacca a vento pesante, la quota per la guida e per il portatore inclusiva di assicurazione, vitto e alloggio per tutta la durata del trek. Sono escluse le mance, che ammontano a circa 100 euro per la guida e 50 euro per ciascun portatore.

Decidiamo di gestire in maniera indipendente la visita di Kathmandu e Bhaktapur con le relative escursioni: si risparmia un po’ e soprattutto si guadagna la libertà di spostarsi a proprio piacimento senza doversi sempre confrontare con una guida o un autista. Inoltre va detto che il costo di qualunque servizio è bassissimo rispetto agli standard europei, quindi anche le spese più importanti si riducono a pochi euro. Come tasso di cambio si consideri 1 euro = 135 rupie nepalesi.

Ma in pratica come funziona il trek? E’ la prima volta che affrontiamo un percorso a piedi così lungo e quindi prima di partire non riuscivamo ad immaginare concretamente la cosa. Ora che l’abbiamo fatto siamo in grado di riassumere l’esperienza in poche parole, dal punto di vista organizzativo.

Primo punto: non esiste un numero minimo o massimo di trekkers. Si può formare un gruppo, ma si può partire anche da soli. Insieme al gruppo c’è una guida, cui si aggiunge un portatore ogni due persone; noi che eravamo in quattro siamo partiti con una guida e due portatori. La guida porta solo il proprio zaino, così come ciascun escursionista. Il portatore invece è in grado di caricare un borsone di circa 20 kg, più il proprio bagaglio. Al portatore non deve essere fornito uno zaino, ma preferibilmente un borsone con maniglie, completamente impermeabile e delle dimensioni giuste per contenere comodamente una ventina di chili di materiale. È facile, sicuro ed economico acquistarlo in uno dei tanti negozi di attrezzatura da montagna di Kathmandu, soprattutto perché loro sanno di cosa abbiamo bisogno.

La mattina si parte tutti insieme, ma presto i portatori vanno avanti per conto proprio o insieme ad altri portatori. Talvolta li si ritrova ai punti di sosta, altre volte no. Alla fine della tappa avanzano ancora più velocemente per andare a controllare la disponibilità degli alloggi in cui la guida pensa di fermarsi. In caso di problemi provano alla struttura successiva, sempre indicata dalla guida.



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