Myanmar, un Paese che guarda al futuro

Un viaggio di 24 giorni tra un giro in mongolfiera sui templi di Bagan, la visita alla Roccia d'oro immersi in un’atmosfera spirituale, in barca sul Lago Inle, l’antica capitale Mrauk U, le spiagge di Ngapali…
Scritto da: francogigante1953
myanmar, un paese che guarda al futuro
Partenza il: 14/01/2017
Ritorno il: 08/02/2017
Viaggiatori: 4
Spesa: 4000 €

Indice dei contenuti

L’idea di visitare il Myanmar (Birmania) mi è venuta dopo aver visitato l’anno scorso Thailandia e Cambogia; questi due paesi erano piaciuti molto a me e a mia moglie e allora perché non visitare anche la vicina Birmania, specie adesso che la dittatura militare sembra essere finita con la vittoria di Aung San Suu Kyi alle elezioni di inizio 2015? Detto fatto, a noi si uniscono due amici e a luglio 2016 abbiamo già il biglietto in tasca. Poi preparo un itinerario di massima e lo sottopongo a diverse agenzie locali per avere alcuni preventivi, l’agenzia migliore (anche da diverse recensioni che avevo letto) è quella di Teo Birmania pertanto prenoto il viaggio con lui affinando l’itinerario. Tra settembre e novembre facciamo le prenotazioni degli hotel e a dicembre facciamo il visto online; siamo pronti a partire.

SABATO 14 GENNAIO GENOVA – MALPENSA

L’aereo lo abbiamo il giorno dopo ma decidiamo di partire un giorno prima dormendo in zona Malpensa per evitare una levataccia, così nel pomeriggio partiamo da Genova per la Malpensa pernottando all’hotel Ibis dove lasciamo l’auto (è operativo un collegamento con navetta dalla mattina alla sera).

DOMENICA 15 GENNAIO: Partenza per YANGON via DOHA

Partiamo da Malpensa alle 9.50 arrivando a Doha alle 17.45, alle 20.10 ripartiamo x Yangon dove arriviamo alle 5.20 di mattina.

LUNEDì 16 GENNAIO: Arrivo a YANGON e giornata di riposo

La nostra guida (Min Thiha) e l’autista ci vengono a prendere all’aeroporto e ci portano da dal titolare dell’agenzia con cui programmiamo meglio il nostro soggiorno e procediamo al saldo del tour. Lui, molto gentile, ci regala anche una scheda telefonica con cui telefonare in Italia con notevole risparmio, poi l’autista e la guida ci portano all’hotel Panorama dove ci riposiamo un pò, poi usciamo.

Cambiamo subito gli euro in Kiats (si pronuncia ciats) e iniziamo a fare un giro nella zona coloniale (una volta costituiva il più bel quartiere coloniale inglese del sud-est asiatico), vedendo lo Strand hotel, la Port Authority, la Yangon Region Court, la Customs house tuttora funzionante e altro ancora sino ad arrivare al Mahabandoola Garden, all’High Court, all’Immanuel Baptiste Church e alla City Hall.

Abbastanza stanchi, soprattutto per il lungo viaggio, rientriamo in hotel dove ceniamo e poi andiamo a dormire.

MARTEDì 17 GENNAIO: YANGON, visita guidata

Alle 8 ci viene a prendere la guida e con l’autista ci dirigiamo al Kandawgyi Lake dove facciamo un giro nei dintorni del Karaweik Palace, replica del galeone reale, facendo qualche foto alla bellissima Shwedagon Paya, tutta dorata e splendente sotto il sole. Poi saliamo verso la Chauk h tat gyi Paya con un Buddha sdraiato lungo 65 mt. e piuttosto recente; all’esterno ci sono alcuni venditori di uccelli; i fedeli li acquistano per poi liberarli e offrirli al Buddha. Poi andiamo alla vicina Nga h tat gyi Paia; all’interno, dietro alla statua del Buddha seduto, c’è una bella parete intagliata in teak. Continuiamo passando davanti alla Aung San Suu Kyi House, il luogo dove questa grande leader e premio nobel è rimasta segregata agli arresti domiciliari per oltre 20 anni; purtroppo la casa non è visitabile, per giunta è tutta cintata e l’entrata è completamente chiusa da un cancello che non fa vedere niente. Poi con l’auto ci fermiamo davanti al Bo Gyoke Market (al coperto, acquisti convenienti, chiuso il lunedì, 10-17). Qui salutiamo la guida dandoci appuntamento alle 14.30 per completare le visite della giornata; il mercato merita però è d’obbligo contrattare, inoltre chiedete a più banchi perché per lo stesso oggetto ci sono notevoli differenze! Dopo una pausa in hotel, alle 14.30 completiamo le visite dirigendoci al Boyoke Aung San Museum, la casa che il generale Aung San (il padre di San Suu Kyi) ha abitato per gli ultimi due anni con la sua famiglia prima di essere assassinato. Concludiamo la giornata con la visita della Shwedagon Paya, che si trova nel punto più alto di Yangon, su una collinetta: il pomeriggio è il momento migliore per la visita, fino al tramonto. Dal lato dell’ascensore si paga il biglietto (8000 Ks), se invece si passa x la scalinata costellata di negozi, nessuno lo chiede. L’area della pagoda è immensa, la pagoda poggia su una vasta piattaforma ottagonale (ad ogni angolo è assegnato un giorno della settimana, per far tornare i conti, il mercoledì è stato spezzato in “mercoledì mattina” e “mercoledì pomeriggio”) intorno alla quale si trovano una miriade di templi minori, le cui coperture dorate splendono nella luce del tramonto, bellissimo!

MERCOLEDì 18 GENNAIO: YANGON – GOLDEN ROCK Yangon- Kyaiktiyo (185 Km. 6 h)

Alle 8.30 ci viene a prendere la nostra guida e in circa due ore arriviamo a Bago (a 80 Km da Yangon), l’antica Pegu, la capitale dei Mon: 1,5 Km. a sud di Bago visitiamo la Kyaik Pun paya con 4 Buddha di 30 mt. posti in posizione insolita, cioè schiena contro schiena (l’ingresso di 10000 K + 300 K x fotografare comprende anche l’ingresso alle principali attrazioni di Bago); la tappa successiva è lo Shwethalyaung Buddha, gigantesco Buddha sdraiato lungo 55 mt. e alto 16, costruito circa 1000 anni fa dal re mon Mgadeikpa, ma di recente ristrutturato; la sua storia è molto interessante, il re lo costruì a seguito della sua conversione al buddhismo avvenuta per merito della sposa di suo figlio.

All’interno c’è anche un mercato di souvenir dove, in particolare, si vendono bei lavori intagliati nel legno di sandalo profumato.

Terminata la visita di questa struttura ci spostiamo nella zona archeologica dove sono stati effettuati recenti scavi che hanno riportato alla luce i pali in teak su cui appoggiava il palazzo reale del 1500; purtroppo dell’antico palazzo non resta nulla, sembra che sia stato distrutto da un incendio, c’è solo una ricostruzione poco accurata della Grande sala delle udienze del 1559.

Nei pressi visitiamo la Shwemawdaw Paya (in restauro), la più alta pagoda birmana, circa 112 mt., con più di mille anni e distrutta più volte da terremoti, l’ultima ricostruzione risale al 1950. Infine, percorrendo una deviazione su una strada sterrata, visitiamo lo Snake monastery, un monastero nel quale è venerato un grande serpente (un anaconda) che dorme ricoperto di banconote in sua offerta.

Guarda la gallery
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La roccia d'oro al tramonto

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Roccia d'oro, un monaco questuante

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Bago, la Kyaik Pun Paya

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Mandalay, il pranzo delle piccole monache

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