La Val Formazza e la Val d’Ossola

Itinerario nelle valli piemontesi della provincia del Verbano-Cusio-Ossola
Scritto da: ezio-c
la val formazza e la val d’ossola
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Partiamo per la Val Formazza, a nord di Novara, e raggiungiamo Frua, località in cui ammiriamo la Cascata del Toce.Con un salto di 143 metri, è una delle più spettacolari delle Alpi. In cima alla cascata si trova un albergo storico, inaugurato nel 1863 dall’imprenditore formazzino Giuseppe Zertanna, che visse la Belle Époque del turismo alpino di inizio Novecento. Essa fu amata e visitata da illustri personaggi come il poeta toscano Giosuè Carducci, lo scrittore abruzzese Gabriele D’Annunzio, l’abate lecchese Antonio Stoppani, il Re Vittorio Emanuele III, la Regina Margherita e il compositore tedesco Richard Wagner. Il sentiero, che la costeggia, è un tratto della via mercantile del Gries che ha unito per secoli Milano e Berna. Però, è visitabile solamente durante la settimana di Ferragosto perché, altrimenti, è imbrigliata per uso idroelettrico. Nel pomeriggio raggiungiamo Domodossola, principale centro della Val d’Ossola, punto di passaggio verso l’Europa Centrale, grazie al passo del Sempione, e fondamentale snodo dei traffici. È una moderna città industriale che racchiude un pittoresco borgo, dove visitiamo: la magnifica Piazza del Mercato, simbolo della città, piccolo gioiello di architettura rinascimentale in cui si trovava l’antico palazzo comunale, demolito per consentire il passaggio della strada napoleonica del Sempione, e particolare sono i portici quattrocenteschi, che sostengono le case padronali del XV-XVI secolo, che sono scenograficamente perfetti nell’asimmetria; Palazzo Silva, che è la sede del Museo Civico di storia e d’arte; il Palazzo di Città, che fu progettato dall’architetto Leoni ed è un bel esempio del secondo neoclassicismo; la Colleghiata dei SS. Gervasio e Protasio, che fu costruita sul disegno dell’architetto Matteo Zucchi tra il 1792 e il 1798, è a tre navate con sei cappelle e conserva un pregevole altare maggiore in marmi policromi e, infine, le Antiche Mura, di cui ormai restano poche tracce della cerchia pentagonale e sono visibili i resti di una torre angolare, dei tratti di mura in prossimità della Via Facchinetti e della Torretta, che ha subito delle integrazioni settecentesche.



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