L’Aquitania che non ti aspetti

Francia - Aquitania (Perigord – Lot) – nel settembre 2007, uno splendido ricordo.Domenica 9 settembre 2007 Partenza ore 8.30 da Urbino (siamo nelle Marche, a un tiro di schioppo dall’Emilia Romagna); autostrada fino a Torino e da qui proseguimento verso il traforo del Frejus (pedaggio solo andata € 32.50); ancora autostrada in...
 
Partenza il: 09/09/2007
Ritorno il: 19/09/2007
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

Francia – Aquitania (Perigord – Lot) – nel settembre 2007, uno splendido ricordo.

Domenica 9 settembre 2007 Partenza ore 8.30 da Urbino (siamo nelle Marche, a un tiro di schioppo dall’Emilia Romagna); autostrada fino a Torino e da qui proseguimento verso il traforo del Frejus (pedaggio solo andata € 32.50); ancora autostrada in direzione di Chambery/Grenoble fino a Valence , dove arriviamo alle 18.30 e pernottiamo all’hotel Campanile (€ 65.00 la doppia + € 7.00 a testa per la colazione). Per cena andiamo a Valence, che non offre grandi cose dal momento che è una città industriale.

Lunedì 10 settembre Da Valense prendiamo la strada D533 verso Le Puy en Velay: sono 110 km. Di un percorso che si snoda attraverso una bella strada panoramica tra boschi, altopiani, corsi d’acqua e piccoli paesi; con la fortuna di percorrerla con un tempo davvero stupendo ogni curva diventa una sorpresa e svela sempre nuovi paesaggi dell’altopiano dell’Ardeche. Attraversiamo il grazioso borgo di Lamastre e ci fermiamo per una sosta a Saint Agrave, paesino sull’altopiano dell’Ardeche a oltre 1000 metri di quota dove l’aria fresca e il cielo limpido ci invogliano a una breve sosta: qui troviamo il mercato settimanale di prodotti locali e non ci lasciamo sfuggire l’occasione di comprare il caratteristico miele di pino e di castagne dell’Ardeche , patate, aglio e cipolla; tra le bancarelle dei contadini facevano bella vista una serie di formaggi locali; anche in questo caso la tentazione all’acquisto era forte, ma dal momento che eravamo all’inizio del viaggio abbiamo deciso di soprassedere in quanto gli stessi formaggi non si sarebbero mantenuti per tutta la durata del viaggio. Lasciata Saint Agrave giungiamo a Saint Julien Chapteil che ci obbliga alla sosta, in quanto dalla strada dalla quale arriviamo, scorgiamo la bella chiesa che domina il paese e in effetti la sosta si rivela azzeccata in quanto Saint Julien è carino e merita una visita se pur breve, ed interessante si rivela la chiesa anche se in parte rifatta e comunque in posizione davvero panoramica con tutta la valle sottostante. Scopriamo poi che da Saint Julien Chapteil parte un percorso (circuito del Meygal) che tocca altri paesini della zona in cui ci sono cose da vedere; dall’opuscolo che troviamo nella chiesa decidiamo di fare una piccola deviazione (4 km.) verso Saint Pierre Eynac, dove troviamo una chiesa romanica di bella forma e un bel portale lavorato. Da qui riprendiamo la strada per Le Puy en Velay; una volta arrivati e lasciata la macchina nella parte bassa della città, saliamo nella parte vecchia attraverso stretti vicoli lastricati, fino ad arrivare alla Cattedrale di Notre Dame; la chiesa è in bella posizione e richiama forme orientaleggianti ma è abbondantemente rifatta: deve la sua fama poiché si trova lungo il cammino verso Santiago di Compostela; dopo circa due ore lasciamo Le Puy dirigendoci verso Rodez; decidiamo come sempre di percorrere strade secondarie non facendo uso delle grandi arterie e in effetti la scelta è azzeccata in quanto anche queste strade sono di assoluta qualità e prive di traffico: in questo caso la guida diventa tranquilla e rilassata e permette di godersi totalmente i bei paesaggi. Il percorso è tutto su un altopiano a 1000 metri di quota; attraversiamo di seguito i paesi di Sagues, Nesbinals ed Espanion, per arrivare verso le 19.00 a Rodez, dove pernottiamo sempre nella catena dei Campanile (€ 75.00 la doppia), stanchi ma davvero contenti del percorso.

Martedì 11 settembre Dopo la colazione all’ Hotel Campanile (i soliti 6/7 euro a testa, ma talmente abbondante che ci permette poi di pranzare con un po’ frutta solamente) partiamo verso Albì, città famosa quale ultimo avamposto del movimento Cataro/Albigese, che bollato di eresia, fu sterminato nei primi anni del 1200 con una sanguinosa crociata. Albì merita la visita per la maestosa e imponente cattedrale rossastra di Sainte Cecile che domina minacciosa la città, al di sopra del fiume Tarn ; la cattedrale dalla forma quanto mai strana non può dirsi esteticamente elegante anche se il portale di ingresso è comunque di pregevole fattura; la cattedrale emana però uno strano fascino e timore per la sua imponenza se pensiamo che fu la risposta che la chiesa diede alla fine del 1300 agli ultimi catari rimasti , come a ricordare loro la minaccia di persecuzione; interessante comunque l’interno e ancor più lo splendido coro ligneo finemente decorato (consigliato l’uso dell’audioguida); decidiamo di non visitare il museo di Toulouse-Lautrec (nativo di Albì) e di fare un giretto per le vie del centro storico, ben tenuto e conservato. Alle 14.45 lasciamo Albì alla volta di Cordes Sur Ciel che dista pochi chilometri; il paesino è davvero un piccolo gioiello arroccato in cima alla ripida collina; lasciata la macchina all’ingresso della porta principale, cominciamo la faticosa ascesa attraverso vecchie vie lastricate e antiche case a graticcio, alcune ben tenute e altre meno, ma comunque piacevoli alla vista; il paese è circondato da una triplice cinta muraria e di ciò ci si accorge attraversando le antiche porte di accesso e continuando sempre a salire; lungo il percorso si incontrano negozi artistici e di souvenir ma che comunque non intaccano l’atmosfera di questo luogo; vale la pena arrivare ovviamente fino in cima per ammirare il cuore di Cordes; va inoltre detto che visto il periodo, anche l’affollamento turistico è del tutto sopportabile e non troviamo le solite comitive chiassose (spesso italiane) , ma tranquille persone che in silenzio si godono la piacevolezza di questo luogo senza l’ansia del mordi e fuggi, e dulcis in fundo, un clima davvero mite con sole abbronzante. Alle 17.30 lasciamo Cordes Sur Ciel veramente soddisfatti di averlo inserito nel nostro itinerario e ci dirigiamo verso Najac; anche in questo caso, grazie ad una insostituibile cartina Michelin (scala 1:150.000 , assolutamente perfetta), percorriamo strade di campagna attraverso una natura ricca e rigogliosa, per noi inaspettata; incontriamo animali al pascolo, vediamo il vero aspetto agricolo della Francia, fatto di fattorie, miniscoli paesi che pur non avendo nulla di particolare emanano comunque un fascino di un tempo per noi passato al quale non siamo più abituati. Giungiamo a Najac verso le 18.30 e visto l’ora decidiamo di non visitare oggi il paese riproponendoci di farlo i giorni successivi dal momento che faremo tappa a Cahors, dove arriviamo alle 20.00 e pernottiamo al solito Hotel Campanile (€ 65.00 la camera doppia); stanchi ma non abbastanza, usciamo per andare a cena a Cahors centro; troviamo una brasserie nella via principale dove assaggiamo la famosa canard accompagnata dalla consueta fantasia di salse, verdure, funghi: tutto davvero molto buono e ad un prezzo davvero ragionevole (€ 36.00 in due).



  • pieropiuma pieropiuma
    viaggio bellissimo che farò quest'estate."
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